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“Troppe cagne, poche ciotole”
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“Troppe cagne, poche ciotole”

bossy

Vorrei raccontarvi di un brutto episodio di sessismo/misoginia di cui ho avuto recentemente esperienza.

Qualche sabato fa mi trovavo con le amiche in un noto locale della riviera romagnola e, entrate nel bagno delle donne, ci siamo accorte che nello spazio tra il lavandino e il phon per le mani c’era una bella CIOTOLA per cani affiancata da una scritta a caratteri cubitali:

“Troppe cagne, poche ciotole”

Successivamente mi è stato confermato che l’accoppiata ciotola+battutaccia fa parte dell’arredamento del bagno delle donne.

A mio parere è vergognoso, irrispettoso e tutto fuorché simpatico.
Ora, secondo voi, è possibile fare qualcosa in merito a questa situazione?
Credete sia possibile denunciare questo fatto, far rimuovere quella ciotola e dare una lezione “morale” ai gestori di questo locale?
Come mi consigliereste di agire?

Inoltre non sono nemmeno l’unica a volerne parlare poiché proprio questo week end è uscito un articolo sul Resto del Carlino che parlava proprio di questo fatto. In pratica, una mamma ha scritto al giornale per denunciare la scritta apparsa nel bagno delle donne di questo locale, il gestore, dopo essere stato contattato dal giornalista, ha risposto modificando così:

“Più ciotole per tutti”

e ha aggiunto sulla parete del bagno altre ciotole per cani.

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La cosa più triste è che il gestore del locale è stato osannato da tutti i suoi clienti, che sotto alle foto pubblicate hanno scritto complimenti tipo “genio” ecc… E tra i commenti se ne leggono molti che offendono la mamma in questione. Tra le cose peggiori che ho letto ci sono commenti di ragazze che scrivono che chi si sente offesa da quella scritta o dalle ciotole è perché evidentemente ha la coda di paglia (ergo: sono cagna se mi offendo per una provocazione).

So che ci sono situazioni peggiori o più gravi al mondo, ma sono indignata da tutto ciò, soprattutto mi sembra di non poter far nulla per le donne perché l’80% di loro se ne frega o approva atteggiamenti maschilisti/sessisti.

Lavoro in un settore in cui la presenza maschile è nettamente superiore a quella femminile per cui ho molto a cuore il ruolo delle donne anche in ambito lavorativo e mi fa sentire ancora più impotente sapere che probabilmente non cambierà mai nulla finché le ragazze di oggi si faranno andare bene tutto ciò.

Giulia

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  • Brava Giulia, hai fatto bene a segnalare la cosa. Purtroppo non so come si possa agire in un caso come questo ma sicuramente far girare il più possibile la notizia è un modo per riflettere e sensibilizzare non solo su questo singolo caso ma più in generale. Del resto il sistema delle discoteche è sessista, ho sempre ritenuto che l’entrata scontata o gratuita per le donne sia un’offesa non solo perché come sappiamo gli stipendi femminili sono più bassi e questo non fa che supporlo o ribadirlo ma anche perché mi sembra chiaro che l’intento sia quello di creare disponibilità e numero per la clientela dell’altro sesso… Se questo è il presupposto lasciamoli più ciotole che cagne…

  • Purtroppo non credo si possa fare molto. Le denunce per diffamazione vengono accolte e i loro autori condannati dai giudici solo se queste sono rivolte ad una persona precisa (es. Se il gestore lo avesse detto a te personalmente). Purtroppo credo che questa sia una libera manifestazione di un (seppur orribile) pensiero. Il problema è culuturale e infatti, in ambito giuridico, sono in molti a sostenere che un paese oluralista deve accettare anche l’esistenza delle idee più “indignanti”, perché è attraverso il dialogo e il confronto che avviene la crescita della società. Come dici tu: sono le donne e gli uomini con del buonsenso che devono indignarsi, facendo prevalere l’idea che certe espressioni goliardiche siano, in realtà, un insulto gratuito ad una categoria sociale. Bossy è una goccia nel mare e sta facendo un bel lavoro… Continuate così!

  • L’ho letto ora questo articolo scritto sicuramente da una femminista vegana. Il gestore è un grande perché ironizza su tutte quelle figlie di papà viziatelle che scopano nei cessi o fanno finta di ubriacarsi bevendo acqua.

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