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Un Paese che non consente i matrimoni omosessuali è un Paese incivile o solo arretrato?
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Un Paese che non consente i matrimoni omosessuali è un Paese incivile o solo arretrato?

Credo che ormai siano in molti a sapere che il 15 Maggio il Premier del Lussemburgo Bettel ha sposato il suo compagno Destenay in una cerimonia privata. Ecco, questo articolo non è sulle ovvie ed ormai classiche esternazioni omofobe della comunità di Internet sui vari social network e siti d’informazione vari, ma sulle esternazioni di un’altra comunità, quella vicina alle lotte LGBT.

Oddio, perché scrivere un articolo così? Soprattutto su una pagina come Bossy? Roba da torce e forconi? Forse, ma prima di farmi passare come l’alternativa digitale della caccia all’eretico datemi solo un momento per spiegarmi.
Allora, prima di tutto vi vorrei invitare a prendere in esame i commenti di un semplice articolo che tratta ad esempio di un matrimonio fra una coppia dello stesso sesso, magari proprio quello di Bettel.
Di solito si possono dividere gli articoli in tre grandi categorie:
La prima è la più classica, quella omofoba che inneggia ad una chissà quale virilità perduta, ad oscuri piani di sedicenti organizzazioni Massoniche ed oscure per far diventare tutto Gay e poter dominare il mondo, insomma, materiale da TSO.
La seconda categoria, quelli che semplicemente accettano con felicità l’evento senza lasciarsi in altri commenti.
Poi, per ultima quella dei: “come sarebbe bello vivere in un Paese civile” e simili.

Ecco, sono questi i commenti che di solito mi danno “fastidio”.

Perché mi danno fastidio? Semplice, perché a volte ho come l’impressione che in molti non capiscano che non è la possibilità o meno di contrarre matrimoni fra persone dello stesso a rendere un Paese civile o meno.
Insomma, il matrimonio è una cosa importante, non lo metto in dubbio, così come lo sono le coppie di fatto, e tutto quello che questo argomento si porta dietro ma non è solo su questo che si deve basare il giudizio sulla civiltà o meno di un paese.

In Italia da parte dello Stato non ci sono persecuzioni nei confronti della comunità LGBT, un omosessuale gode degli stessi diritti di ogni altro cittadino eterosessuale del Paese, matrimonio a parte, ed anche su quello, molti Comuni hanno dato lo stesso validità a nozze conseguite in altri stati ed il Governo, forse, finalmente, si sta muovendo in quella direzione.
Ci sono problemi di omofobia? Sì. Ma per la maggior parte vengono dagli omofobi da TSO di cui si parlava prima.
È un buon motivo per lamentarsi? Sì.
Si può dire che non viviamo in un Paese civile? Secondo me no.

Siamo onesti, nel 2008 in 91 Paesi l’omosessualità era illegale, in 7, sempre nel 2008, un reato da condanna a morte. E parlo al passato solo perché non ho la certezza di questi numeri a Maggio del 2015, anche se, purtroppo, non credo che siano cambiati in meglio. Paesi in cui per la proprio scelta si viene puniti con la carcerazione, in luoghi che non hanno mai sentito parlare di diritti umani, Paesi in cui devi sperare in una rapida impiccagione, dato che le alternative sono molto, molto peggiori.

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Ora, io chiedo a voi, è giusto parlare di mancanza di civiltà in questo Paese solo perché non è concesso, per ora, il matrimonio a coppie dello stesso sesso? È giusto condannare per mancanza di civiltà questo Paese solo per alcuni omofobi da TSO?
A voi la risposta. Ma ricordatevi che per quante battaglie si debbano ancora combattere in Italia per ottenere certe cose, non siete mai stati spogliati dei vostri diritti e libertà personali per i vostri gusti sessuali.

Stefano

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