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Videogames? Un gioco da ragazze!

Videogames? Un gioco da ragazze!

Come donna appassionata di videogiochi mi ritengo piuttosto accomodante; non grido alla mercificazione del corpo alla prima coscia nuda e non mi metto a piangere al primo “go back to the kitchen”. Da un punto di vista ludico è dura scandalizzarmi o mettermi a disagio, ma se vogliamo ragionare in chiave femminista ho una TOP 3 di situazioni che mi lasciano perplessa:

LA SINDROME DELLA DONZELLA IN DIFFICOLTÀ

Da bambina non ho mai avuto una console tutta mia, quindi, con la calma di un monaco tibetano, aspettavo il permesso per andare a giocare coi miei amici. Completamente a digiuno di videogiochi, provavo tutti i titoli a disposizione (con una curiosa predilezione per i “picchiaduro”); quando qualcuno proponeva Super Mario mi scocciavo e andavo a fare i compiti, non perché non mi piacesse il gioco ma perché non riuscivo a dare un’interpretazione logica al ruolo della Principessa Peach. Nella mia testina ricciuta una principessa doveva avere carisma, coraggio, doveva essere indipendente e votata al bene del suo popolo; sognavo una principessa Lady Oscar più che una Maria Antonietta. E invece tu, rosa come un confettino, ti fai rapire da un mostro (che cliché) e salvare da un idraulico del meridione?
A me questa cosa della donzella in difficoltà sembrava uno scherzo; hai i diritti e i doveri di una principessa, hai un regno a cui pensare, farai delle leggi? Avrai un ministero della difesa? Ci saranno degli organi preposti alla sicurezza tua e dei tuoi sudditi? NO!
Una bambina che esempio può trarre da un personaggio che avrebbe il potere di far rispettare la legge e far trionfare la giustizia ma che dimostra di avere la spina dorsale di una vongola?
E un bambino quale morale coglierà se non quella che le femmine devono essere protette e salvate in quanto sesso debole?

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PRO-TETTE MA NON PROTETTE

Mi piacciono gli RPGs, più possibilità ho di customizzare il mio personaggio e più sono contenta! Tendenzialmente preferisco i personaggi maschili, ma solo per il gusto di farli più burini che posso. O forse no. Forse inconsciamente scelgo il maschio, sguardo truce, cicatrici e kit armi/armatura a prova di conflitto nucleare perché mi sembra ridicolo impersonare una “bambolona” che in una situazione di pericolo vaga mezza nuda. È patetico, ma più che altro è inverosimile. Il corpo femminile è bellissimo, le forme sono armoniose e sono la prima a difendere il diritto di ogni donna di indossare (o non indossare) ciò che la fa sentire a proprio agio, ma durante una missione, in un ambiente ostile, con un clima sfavorevole e potenziali conflitti armati, mi spiegate come posso pensare di sopravvivere se sono vestita come una soubrette?! Non manderei in guerra vestita di veli e coi tacchi a spillo nemmeno la mia professoressa di chimica del liceo e vi assicuro che lei se lo meriterebbe. Fino a quando le caratteristiche estetiche del mio personaggio non potranno essere cazzute quanto le sue abilità, temo che continuerò a scegliere il maschio, burino ma protetto.

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GIULIA PASSIONE STEREOTIPO

Nel mondo fantastico in cui vivo, sono una dittatrice illuminata che regna sul pianeta, ma la realtà è ben diversa e pure un po’ deprimente. Premessa: mi piace essere femminile, mi piace curare il look e dare un’immagine gradevole, ma questo non significa che in quanto nata XX il massimo a cui posso aspirare nella vita sia un aspirapolvere rosa. Mi spiego meglio: perché i videogiochi “per bambine” (e qui si dovrebbe aprire un capitolo a parte su perché un gioco dovrebbe essere adatto alle femmine piuttosto che ai maschi) girano intorno ad alcuni stereotipi? Le bambine imparano che potranno lavorare nel settore della bellezza (truccatrice, parrucchiera…), nello show business (stilista, ballerina, cantante…), nella ristorazione (cuoca, cameriera…) o con i bambini e gli animali (baby sitter, maestra, veterinaria…). Fermo restando che tutti possono fare tutto, che ci sono uomini affermati in campi che io ritenevo fossero considerati “da femmine” solo nel medioevo e che, invece, ancora oggi vengono discriminati per questo, se mai nella vita dovessi procreare una creatura, essa sarebbe libera di dirmi che da grande vuole diventare muratore, spogliarellista, Indiana Jones, astronauta… E indipendentemente dal suo sesso io risponderei “Purché tu sia felice e lo faccia con passione e dignità, sarò sempre fiera di te!”.

Ma questa è una mia sega mentale. In fondo stiamo parlando di giochi, semplici e innocenti animazioni video, suoni, luci e colori, che influenza vuoi che abbiano sulle generazioni future?
I videogiochi sono per tutti, quindi è inutile sentirsi discriminati. Sono solo videogiochi, più lo ripeto e meno mi convince.

Leggi i commenti (2)
  • Ciao!
    Ti scrivo dalla Svezia dove vivo oramai da qualche anno. Anche qui come in tutto il mondo i videogiochi sono un po’ regno maschile anche se probabilmente le gamer donne sono in proporzione più che in Italia.
    A proposito dei giochi per bambine/ragazzine, qui in Svezia c’è un videogame sui cavalli che si chiama Star Stable che va fortissimo (lo conosco perché ho un’amica che ci lavora e alla fine mi ha convinto a fare un account). La cosa bella di questo gioco è che appunto non si basa su stereotipi donna/parrucchiera/cucina/bamboline-da-vestire ma insegna appunto alle più piccole che possono fare e diventare tutto quello che vogliono. Nel gioco si trovano a fare di tutto dal fabbro, al detective, al paleontologo, al giardiniere o minatore. Tutto rigorosamente a cavallo.
    Secondo me ci sono molti messaggi positivi in questo gioco che sarebbe bello trasmettere anche alle bambine italiane sempre un po’ troppo “indirizzate” nelle loro scelte, dai giochi ai vestiti.. È un gioco conosciuto in Italia?

  • #pelisullecosce hahaha si sono un pò in ritardo ma ho gradito ugualmente (ti stimo ma scusami resto anonimo )
    Pienamente d’accordo se non nella scelta del personaggio io come maschietto impersonifico sempre una donna con le p…. e sì io adoro vedere una donna che prende a calci i maschietti caz….uti hahaha in word of tank ad es mi diverto a sminuirli e sfotterli e mi immagino quanto per le loro testoline maschiliste sia duro sopportare di essere ridicolizzati da una donna….si spesso durante le battaglie li prendo in giro e scateno i consensi degli altri giocatori/trici troppo divertente

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