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What’s Underneath Project: lo stile è la nostra storia, non i nostri vestiti

What’s Underneath Project: lo stile è la nostra storia, non i nostri vestiti

Articolo di Giulia Sosio

“What’s Underneath Project” è un’idea nata da Elisa Goodkinde Lily Mandelbaum, madre e figlia made in New York con la passione per il corpo e il concetto di “stile”.

Il loro punto di vista non strizza l’occhio alle ultime tendenze in fatto di moda, anche se Elisa ha lavorato per anni come fashion reporter. Il loro progetto ha tutto a che fare con la personalità, con il nostro estro e la nostra personale idea di presentarci alla società – ma non c’entra nulla con quello che mettiamo addosso.

Lily, che fin da adolescente ha combattuto con il proprio corpo che non vedeva mai magro abbastanza o piacevole abbastanza, ha deciso, con l’aiuto artistico della madre, di fondare l’associazione no-profit StyleLikeU (stylelikeu.com).

Nato inizialmente come un progetto fotografico, StyleLikeU si è evoluto nel 2009 in una serie di video caricati su Youtube, diventati letteralmente virali, intitolati “What’s Underneath.

Ad oggi, ogni settimana viene pubblicata una nuova intervista a una persona che, per qualche motivo, rappresenta una definizione di stile unica e personale e che ha una storia alle spalle tutt’altro che banale.

stylelikeu

Il messaggio di ogni intervista è chiaro: lo ‘stile’ vero sta nello spirito dell’intervistato. È per questo che, domanda dopo domanda, viene chiesto al soggetto di togliersi un pezzo di vestito – a cominciare dalla felpa o dai calzini, per arrivare ad essere in intimo e letteralmente scoprirsi. In mutande, imbarazzati ma fieri di mostrare il corpo bellissimo e imperfetto che ogni giorno portano in giro, gli intervistati parlano di loro stessi, delle loro difficoltà e delle loro lotte con se stessi – e per se stessi. Quello che siamo, il nostro stile, sta nella nostra capacità di parlare e camminare per strada, nei nostri sguardi e nel nostro coraggio di uscire e interagire.

StyleLikeU boicotta l’industria della cosmesi e dei fashion magazine “da parrucchiera”.

Con dati alla mano, il loro sito denuncia che più di 8 milioni di persone negli USA soffrono di disturbi alimentari (90% dei soggetti sono di sesso femminile) e che più del 70% delle lettricidi Elle, Marie Claire o Vanity Fair prova insicurezza e disagio circail loro corpo dopo soli 3 minuti di lettura.

Mentre tutto questo accade, l’industria dei superfood dimagranti e della cosmesi aumenta i propri introiti ad un ritmo del +447% annuo. Quattrocentoquarantasette percento, esatto, niente refusi o errori di calcolo.

Ok, il progetto è in inglese, a parlare sono ragazzi americani, quindi perché una normalissima ragazza italiana dovrebbe guardare i video di StyleLikeU?

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Pensiamo alle centinaia di articoli che già a partire da maggio e giugno ci bombardano di metodi flash per dimezzare la circonferenza delle nostre cosce.Pensiamo a Io Donna che bandisce l’utilizzo degli shorts durante l’estate per le ragazze che, a parer loro, “non possono permetterselo”. Pensiamo a tutti quegli speciali di Studio Aperto che ci ricordano quanto è bello essere toniche e fiche e sorridenti e aliene cadute direttamente da Marte. Pensiamo al fatto che per migliaia di adolescenti i modelli ideali solo le tette di Temptation Island e le gambe irraggiungibili di Taylor Swift.

underneath_project

Dobbiamo uscire da questo schema mentale. Dobbiamo smetterla di pensare che gli standard si creino all’esterno: gli standard non esistono, gli standard siamo noi. Siamo perfetti con la nostra cellulite, con i nostri brufoli e con i capelli che lì vicino alla fronte sulla destra si stanno diradando.

È per questo che i video di “What’s Underneath Project” vanno condivisi e postati su ogni bacheca possibile: per far trasparire un messaggio di orgoglio, per parlare di storie uniche e particolari, e per aprire un po’ gli occhi su cosa sia davvero la bellezza e dove stia davvero l’unicità di uno stile.

Gente, date un’occhiata al loro canale Youtube cliccando qui, e,come Valsoia dice basta al colesterolo, dite basta al body shaming.

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  • esistono davvero uomini e donne toniche e tonici e non solo nei servizi di Studio aperto ma nella vita reale e dobbiamo accettarlo, esistono anche nella vita reale uomini e donne con corpi più belli fisicamente di altri, corpi per natura snelli ma non scheletrici e corpi formosi ma non obesi e dobbiamo serenamente accettarlo. Le tette di Tempation Island ma anche i bicipiti e i pettorali maschili di Tempation Island non stanno solo su Temptation Island ma possono a appartenere pure a vicini di casa, amici e colleghi di lavoro se non a noi e non c’è nulla di male. Io sono meno bello di Luca Argentero e lo accetto
    I cosmetici non sono il male, chi vuole usarli li usi, chi vuole esporre i brufoli (se li ha) li esponga e chi vuole nasconderli li nasconda.
    Il bodyshaming (che non è non trovare fisicamente attraente qualcuno) e il bullismo vanno combattuti e se iniziative e come questa aiutano alcune persone insicure è ottimo, ma ci sarebbe meno insicurezza se tutti accettassimo l’esistenza di uomini e donne fisicamente più bellocci di noi, esistenza che non impedisce a noi di piacerci e piacere a qualcuno (e piacere fisicamente alla persona dei nostri sogni non è una cosa che si può esigere, o capita o non capita), avere storie d’amore ecc..E per rispettare qualcuno non occorre trovarlo fisicamente bellissimo. I disturbi alimentari hanno cause più profonde delle immagini sulle riviste. Per dimagrire in maniera sana nonservono superfood servono cibo sano e movimento cose che fanno bene anche a chi è snello/a di suo

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