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Le donne di Twin Peaks

Le donne di Twin Peaks

Articolo di Marika Ambrosio

I segreti di Twin Peaks (Twin Peaks) è una serie televisiva degli anni ’90, ideata da David Lynch e Mark Frost. Le vicende sono ambientate a Twin Peaks, una cittadina fittizia apparentemente tranquilla.  L’evento scatenante, che scuote il velo d’ipocrisia sotto il quale si celano tutti i segreti più loschi, è la morte di Laura Palmer, una ragazzina bionda dal viso angelico, che viene ritrovata in un sacco di plastica sulla spiaggia.

She is dead. Wrapped in plastic.

Le indagini vengono svolte dall’agente speciale dell’FBI Dale Cooper e porteranno alla luce tutti i segreti di quella che era considerata una cittadina come tutte le altre. L’unica cosa certa, che si evince puntata dopo puntata, è che a Twin Peaks tutti hanno almeno un segreto da nascondere.

La serie, che si differenzia da tutte le altre del suo tempo, è un misto tra soap opera, giallo, horror e genere fantascientifico. Forse è proprio questa commistione di generi che l’ha resa una delle serie televisive più famose di tutti i tempi. Fremono, infatti, tutti i fan accaniti, per l’annuncio ormai ufficiale della terza serie, in diciotto episodi, uscita il 21 maggio di quest’anno, dopo ben ventisei anni dalle due precedenti stagioni.

Un aspetto della serie che non può passare inosservato è la caratterizzazione dei personaggi femminili. Le donne sono le vere protagoniste dell’intera vicenda, vive o morte che siano: ridicolizzate, strumentalizzate, violentate e uccise. Vediamo nel dettaglio quelle che sono le figure femminili di maggiore rilievo. La lettura è sconsigliata a tutti coloro che stanno ancora vedendo la serie o che ancora non lo hanno fatto, poiché l’articolo contiene molti spoiler.

Laura Palmer (Sheryl Lee) è il primo personaggio femminile che cattura la nostra attenzione. La ragazza viene, infatti, ritrovata morta nella prima puntata della stagione uno. È giovane, bella, sensuale, con un volto angelico. Man mano che le indagini sulla sua morte proseguono, vengono fuori lati della sua vita che nessuno si sarebbe mai aspettato. Laura si prostituiva, si drogava. Laura scappava da un mostro che si nascondeva nell’animo di suo padre e che voleva possederla a tutti i costi. Quando la serie inizia, lei è già morta, ma la verità è che non morirà mai, restando sempre in contatto con il “mondo dei vivi” attraverso i sogni dell’agente Cooper. Si tratta di un personaggio ambiguo e complesso, che suscita nello spettatore molte emozioni contrastanti. Nella fase iniziale ciò che si prova è un profondo dispiacere per la morte di una donna così giovane ed indifesa, nella parte centrale il dispiacere lascia il posto alla rabbia. Si cerca di capire perché una donna così giovane dovesse condurre una vita tanto losca. Alla fine della serie, invece, nasce un sentimento (lasciatemelo passare) di compassione. È come se la verità che viene a galla giustificasse lo sbandamento della ragazza.

Donna Hayward (Lara Flynn Boyle) è la migliore amica di Laura, ignara, però, di tutti i segreti della giovane amica. Donna sembra molto diversa rispetto a Laura, sembra essere dotata di quella moralità che non caratterizzava per niente l’amica. Ma ad un certo punto, quasi inspiegabilmente, inizia a comportarsi in modo strano, acquisendo atteggiamenti da femme fatale che non le si addicono per nulla. Lei è l’unica vittima designata che riesce a salvarsi dalle grinfie di BOB. Donna è una ragazza coraggiosa. È proprio lei che decide di cercare l’assassino dell’amica e che farà di tutto per salvare James.

Audrey Horne (Sherilyn Fenn) è la figlia di Benjamin Horne, un ricco imprenditore locale. La ragazza, che all’inizio appare come una bambina ricca e viziata con qualche rotella fuori posto, è uno dei pochi personaggi femminili che mostrerà una marcata crescita psicologica. Per conquistare l’agente Cooper, decide di indagare sulla morte di Laura Palmer, per la quale non provava la minima simpatia, rischiando la sua stessa vita e scoprendo una verità crudele: il padre è il proprietario del casinò/bordello in cui la stessa Laura ha lavorato per un breve periodo. Audrey si intrufola nel bordello e quasi viene violentata dal padre, ignaro che dietro quella maschera si nasconda proprio la sua bambina. Sfido chiunque, di fronte a questa scena, a trattenere i conati di vomito.

Catherine Martell (Piper Laurie) è la direttrice della segheria di proprietà di Josie Packard. Catherine ha una relazione segreta con Benjamin Horne, con il quale complotta di dare fuoco alla segheria per vendetta. Catherine è una donna malvagia e spietata che farebbe di tutto per raggiungere i suoi obiettivi.

Josie Packard (Joan Chen) è l’attuale proprietaria della segheria ed amante dello sceriffo Truman. Viene descritta, quasi banalmente, come la classica orientale sensuale ed indifesa. In realtà, anche lei ha il suo bel malloppo di segreti da salvaguardare. Sarà lei, con il suo viso d’angelo, a sparare all’agente Cooper.

Shelly Johnson (Mädchen Amick) ha abbandonato il liceo per sposarsi con il camionista Leo Johnson, che da subito si rivela un marito violento e insensibile che la tradisce e la picchia ripetutamente, finché non finirà in coma a causa di un colpo di pistola. Shelly è la classica donna sottomessa, che vuole ribellarsi alle violenze del marito, che però finirà per riportare a casa quando, svegliatosi dal coma come un vegetale, avrà bisogno di essere accudito come un bambino.

Annie Blackburn (Heather Graham) è la sorella di Norma Jennings, dalla quale ottiene un lavoro nel suo locale. Compare negli ultimi episodi della serie. Annie è la ragazza che per una delusione d’amore ha tentato il suicidio, ma ora è pronta a vivere la sua libertà e ad innamorarsi di nuovo. Sarà proprio per salvare Annie che Dale si ritroverà nella Loggia Nera.

Maddy Ferguson (Sheryl Lee) è la cugina di Laura Palmer. Le donne sono identiche, fatta eccezione per i capelli neri e gli occhiali di Maddy.  La ragazza arriva a Twin Peaks per aiutare gli zii ad affrontare la morte di Laura. Oltre all’aspetto fisico, Maddy è l’opposto di Laura: è una ragazza innocente e pura. Anche Maddy sarà una delle vittime di BOB e non farà mai più ritorno a casa sua.

Nadine Hurley (Wendy Robie) è la moglie di Ed Hurley. È una donna violenta dai modi sgarbati che maltratta ripetutamente il povero marito. Ed Hurley è vittima di una donna che non ama più da tempo e con la quale resta solo perché non ha il coraggio di dire la verità. Tutto cambia quando Nadine tenta il suicidio ingerendo una cocktail di medicinali. La parte più tragica e allo stesso tempo comica è quando la donna si risveglia dal coma credendo di essere una ragazza del liceo. Inizia così a frequentare il liceale Mike, per il quale lascerà Ed.

La Signora Ceppo è considerata la matta di Twin Peaks, poiché porta sempre con sé un ceppo, tenendolo in braccio come fosse un bambino. A detta sua, il ceppo le parla e riesce a predire il futuro.

 

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Lucy Moran (Kimmy Robertson), è la segretaria del dipartimento di polizia di Twin Peaks e come ogni segretaria che si rispetti è bionda e, soprattutto, tremendamente  stupida.

Ronette Pulaski  (Phoebe Augustine)  era con Laura la  notte in cui morì. Rimasta in coma per lungo tempo, al risveglio ha identificato Bob da un identikit. Ronette, così come Laura, si prostituiva e aveva deciso di partecipare ad una “festa” a base di sesso e droga con Laura, Leo Johnson e Jacques Renault. Non appare molto sullo schermo, ma ha un ruolo molto importante: è l’unica testimone dell’omicidio di Laura.

Caroline Powell è la defunta moglie di Windom Earle. Caroline era la testimone speciale di un crimine e il compito di Dale e Windom era quello di proteggerla. Caroline e Dale iniziano una relazione segreta e restano vittime di un agguato: Dale viene solo ferito e quando si risveglia trova Caroline morta tra le sue braccia. Earle finge di impazzire dal dolore e si fa internare in una casa di cura, ma in realtà è stato proprio lui ad uccidere la moglie.

Evelyn Marsh (Annette McCarthy) è la donna che James Hurley incontra durante la sua fuga dalla losca Twin Peaks. Evelyn è una donna molto ricca e convince l’ingenuo James ad aggiustare le macchine di lusso del marito. Rivela al giovane che il marito la picchia e seduce il ragazzo trascinandolo in una relazione segreta. In realtà, la donna è manipolata da quello che dice essere suo fratello, Malcom, e che invece si rivela essere il suo amante. I due hanno ordito un piano perfetto: vogliono uccidere il marito di Evelyn ed ereditarne tutte le ricchezze, facendo ricadere la colpa sul ragazzo inconsapevole. Evelyn, dovendo scegliere se uccidere Malcom o James, alla fine decide di liberarsi di Malcom e, quindi, della sua colpa.

Blackie “Black Rose” (Victoria Catlin) è colei che gestisce il One Eyed Jacks, il casinò/bordello di Benjamin Horne. È una donna losca e senza cuore e quando scopre che la figlia di Benjamin Horne si è introdotta nel bordello per indagare sull’omicidio di Laura, decide di tenerla prigioniera per chiedere un riscatto al padre. Black Rose resta vittima della sua stessa cattiveria. Infatti, sarà uccisa proprio dal suo socio in affari, Jean Renault.

Dunque, nella sceneggiatura di Lynch e Frost nessuno se la passa bene, ma forse le donne sono quelle che se la passano peggio. O sono giovani, sensuali e diventano preda dei vizi di uomini più grandi, o diventano pazze, o hanno una cattiveria immane, o sono semplicemente stupide. La maggior parte delle madri rivestono ruoli marginali e di poco conto, fatta eccezione per la madre di Laura, con le sue allucinazioni. Ma sfido qualsiasi donna ad avere un marito così, accanto e restare lucida. Laura, Josie, Maddy (la cui unica colpa è quella di somigliare troppo alla cugina), Caroline e Blackie sono le donne che pagano con la morte i loro “misfatti”. Donna, Audrey, Ronette ed Evelyn trovano, invece, il modo di espiare le proprie colpe e sopravvivono.

Aspetteremo la terza serie per scoprire quante di loro rimarranno ancora in vita e quante, invece, seguiranno le altre nella Loggia Nera.

 

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