Femminismo

Attualità e politica

Sostienici con una donazione

@bossyitaly
  • Grazie a un difetto nella sequenza di DNA, i dinosauri sono in grado di modificare il proprio apparato sessuale e fecondarsi a vicenda come vogliono.
E così fanno.
Il mondo in cui viviamo è ben diverso da quello immaginato nel Jurassic Park. La nostra società etero-cis-patriarcale crede nel mutualismo, ma solo se all’interno della famiglia di sangue; ha nella famiglia il nucleo, ma solo se eterosessuale; ə figliə vanno bene, ma è meglio l’adozione alla fecondazione assistita, e comunque solo sempre in una relazione monogama etero-cis. Tanta attenzione alla famiglia e poi a rimanere senza la minima tutela sono proprio le persone più piccole.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @coco.pouf
  • Che affetto buffo, la vergogna. Taciuta, misconosciuta, nascosta, anche sottovalutata, mi viene da dire. Esattamente come chi la indossa.
Indossare, effettivamente, è il primo verbo che mi torna in mente ogni volta in cui ci penso. Sarà che a Napoli si dice “mi metto vergogna” o anche “mi fanno mettere vergogna”. È mia, è dell’altrə, non è molto chiaro. Fatto sta che la si indossa con imbarazzo, arrossendo, stando scomodə. La si indossa come un abito dentro cui pelle e tessuto si con-fondono.
È ingombrante, eppure così invisibile. Qualcuno la chiama la Cenerentola degli affetti.
Sembra quasi manchi di un’identità propria, dato che molto spesso viene confusa con uno stretto – e altrettanto scomodo – parente: il senso di colpa.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @femass7
  • In The Second Shift: Working Families and The Revolution at Home, pubblicato per la prima volta nel 1989, la sociologa e scrittrice Arlie Russell Hochschild introduce il concetto di “secondo turno”, con riferimento al lavoro domestico e di cura che si somma al lavoro retribuito svolto fuori casa. La responsabilità del “secondo turno”, con tutto il carico mentale che esso comporta, ricade ancora oggi principalmente sulle spalle della popolazione femminile, nonostante la tanto attesa evoluzione della gender revolution.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @marabattistella_
  • Storicamente, la comunità LGBTQAI+ è stata non solo discriminata, ma anche silenziata e invisibilizzata. Quando finalmente i primi contenuti queer sono apparsi, spesso erano pensati da e per un pubblico esterno alla comunità, con narrazioni non di rado infelici.
Negli ultimi decenni, sebbene ancora non si arrivi ad una visibilità e ad una rappresentazione giuste, eque e trasversali, il quadro sta migliorando, almeno numericamente. Si riscontra infatti un aumento di contenuti queer che non lo sono effettivamente, ma solo di facciata. In sintesi, usando e levando nuovamente potere alla comunità, appropriandosi della loro narrativa, delle loro parole e dei loro strumenti senza ridare nulla indietro.
È necessario introdurre due concetti importanti ed imparare a differenziarli, per comprendere a pieno l’importanza di una giusta rappresentazione..

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @naschkatzeflavie
  • Quando sembra che l’attenzione sul tema della violenza di genere sia al suo apice – ben 500 mila persone hanno partecipato alla manifestazione per il 25 novembre a Roma – arriva la notizia dell’ennesimo sgombero di un consultorio autogestito: si tratta del consultorio autogestito “Mi cuerpo es mio” di Catania che, insieme allo studentato 95100 e alla sede locale del collettivo femminista Non Una di Meno, si trovano in un edificio in pieno centro città e offrono numerosi servizi alla comunità catanese.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @aledex_
  • Le streghe esistono o sono state create?
La risposta corretta è: entrambe.
Ciò che è fondamentale comprendere è come le dinamiche fra strategie opposte, con intenti contrastanti e fini divergenti, abbiano reso la strega (occidentale) un simbolo femminista.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @frapasqualone.books
  • Il 74° Festival della Canzone Italiana è cominciato ieri, e noi vorremmo cominciare questo articolo con le ultime parole pronunciate sul palco dal vincitore della scorsa Edizione,  Marco Mengoni: “volevo dedicare questo Premio a tutte le donne che hanno partecipato, che sono delle cantanti meravigliose. Siamo arrivati in cinque ragazzi, credevo fosse giusto dedicarlo a tutte le donne che hanno portato dei pezzi meravigliosi su questo palco, le ringrazio tantissimo”. In seguito, durante la conferenza stampa di fine Festival, Mengoni era tornato sull’argomento: “è semplice, le donne avevano canzoni incredibili, tra loro ci sono anche figure mitologiche, ci sono rimasto male che nessuna di loro fosse nella cinquina, dobbiamo andare avanti e cambiare molte cose in questo Paese, sarebbe stato bello averne almeno una.”
Il Festival è indubbiamente l’evento televisivo musicale più importante nel nostro Paese, e in linea di massima la sua direzione artistica tende, di anno in anno, a rappresentare i gusti e le preferenze degli italiani e delle italiane. È anche alla luce delle parole del suo ultimo vincitore che viene quindi da chiedersi: cosa ci dice Sanremo sulla rappresentanza femminile nella musica in Italia?

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @_gemrata
  • Quando moltissime persone appartenenti alla comunità queer hanno denunciato lo stato dei fatti e hanno attivamente protestato a favore di un cessate il fuoco, si sono spesso sentite dire che in Palestina sarebbero state uccise (con descrizioni astruse di come sarebbero state buttate giù dai palazzi, impiccate, lapidate o altro), mentre in Israele no. Lì ci sono i Pride, ci sono i diritti.
Ma è davvero così? E soprattutto, anche così fosse, ha davvero senso come argomentazione?
La risposta breve è: no. Nulla giustifica un genocidio e una pulizia etnica.
La risposta lunga è un po’ più argomentata e stratificata.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @naschkatzeflavie
  • È il 23 Febbraio 2023, esce in Italia il primo film come esordio alla regia di Giuseppe Fiorello. Dopo aver lavorato con grandi nomi del Cinema, Fiorello dà il La alla propria carriera da regista con un dramma italiano, che racconta la storia che contribuirà a dare il via al più grande movimento per la difesa e la lotta per i diritti civili LGBTQIA+ in Sicilia, con il titolo: “Stranizza d’amuri”.
Un salto nel tempo a 41 anni fa, in un piccolo paese in provincia di Catania, tra una partita del mondiale e una festa patronale nel meridione più profondo, “Stranizza d’amuri” racconta la storia di un amore che ha segnato profondamente la storia dell’Italia. Il film è ambientato nel 1982, ritardo temporale di due anni dopo rispetto alla data storica -fine ottobre 1980- voluto dal regista. Fiorello voleva rendere emblematico come in un momento di festa quale quello del mondiale, si potesse assistere parallelamente ad un evento così drammatico e comunque inosservato agli occhi dei più. 

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @mizzinins
Grazie a un difetto nella sequenza di DNA, i dinosauri sono in grado di modificare il proprio apparato sessuale e fecondarsi a vicenda come vogliono.
E così fanno.
Il mondo in cui viviamo è ben diverso da quello immaginato nel Jurassic Park. La nostra società etero-cis-patriarcale crede nel mutualismo, ma solo se all’interno della famiglia di sangue; ha nella famiglia il nucleo, ma solo se eterosessuale; ə figliə vanno bene, ma è meglio l’adozione alla fecondazione assistita, e comunque solo sempre in una relazione monogama etero-cis. Tanta attenzione alla famiglia e poi a rimanere senza la minima tutela sono proprio le persone più piccole.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @coco.pouf
Grazie a un difetto nella sequenza di DNA, i dinosauri sono in grado di modificare il proprio apparato sessuale e fecondarsi a vicenda come vogliono.
E così fanno.
Il mondo in cui viviamo è ben diverso da quello immaginato nel Jurassic Park. La nostra società etero-cis-patriarcale crede nel mutualismo, ma solo se all’interno della famiglia di sangue; ha nella famiglia il nucleo, ma solo se eterosessuale; ə figliə vanno bene, ma è meglio l’adozione alla fecondazione assistita, e comunque solo sempre in una relazione monogama etero-cis. Tanta attenzione alla famiglia e poi a rimanere senza la minima tutela sono proprio le persone più piccole.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @coco.pouf
Grazie a un difetto nella sequenza di DNA, i dinosauri sono in grado di modificare il proprio apparato sessuale e fecondarsi a vicenda come vogliono.
E così fanno. Il mondo in cui viviamo è ben diverso da quello immaginato nel Jurassic Park. La nostra società etero-cis-patriarcale crede nel mutualismo, ma solo se all’interno della famiglia di sangue; ha nella famiglia il nucleo, ma solo se eterosessuale; ə figliə vanno bene, ma è meglio l’adozione alla fecondazione assistita, e comunque solo sempre in una relazione monogama etero-cis. Tanta attenzione alla famiglia e poi a rimanere senza la minima tutela sono proprio le persone più piccole. 💛 Link all’articolo completo in bio 🔸 Articolo di @coco.pouf
10 ore ago
View on Instagram |
1/9
Che affetto buffo, la vergogna. Taciuta, misconosciuta, nascosta, anche sottovalutata, mi viene da dire. Esattamente come chi la indossa.
Indossare, effettivamente, è il primo verbo che mi torna in mente ogni volta in cui ci penso. Sarà che a Napoli si dice “mi metto vergogna” o anche “mi fanno mettere vergogna”. È mia, è dell’altrə, non è molto chiaro. Fatto sta che la si indossa con imbarazzo, arrossendo, stando scomodə. La si indossa come un abito dentro cui pelle e tessuto si con-fondono.
È ingombrante, eppure così invisibile. Qualcuno la chiama la Cenerentola degli affetti.
Sembra quasi manchi di un’identità propria, dato che molto spesso viene confusa con uno stretto – e altrettanto scomodo – parente: il senso di colpa.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @femass7
Che affetto buffo, la vergogna. Taciuta, misconosciuta, nascosta, anche sottovalutata, mi viene da dire. Esattamente come chi la indossa.
Indossare, effettivamente, è il primo verbo che mi torna in mente ogni volta in cui ci penso. Sarà che a Napoli si dice “mi metto vergogna” o anche “mi fanno mettere vergogna”. È mia, è dell’altrə, non è molto chiaro. Fatto sta che la si indossa con imbarazzo, arrossendo, stando scomodə. La si indossa come un abito dentro cui pelle e tessuto si con-fondono.
È ingombrante, eppure così invisibile. Qualcuno la chiama la Cenerentola degli affetti.
Sembra quasi manchi di un’identità propria, dato che molto spesso viene confusa con uno stretto – e altrettanto scomodo – parente: il senso di colpa.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @femass7
Che affetto buffo, la vergogna. Taciuta, misconosciuta, nascosta, anche sottovalutata, mi viene da dire. Esattamente come chi la indossa.
Indossare, effettivamente, è il primo verbo che mi torna in mente ogni volta in cui ci penso. Sarà che a Napoli si dice “mi metto vergogna” o anche “mi fanno mettere vergogna”. È mia, è dell’altrə, non è molto chiaro. Fatto sta che la si indossa con imbarazzo, arrossendo, stando scomodə. La si indossa come un abito dentro cui pelle e tessuto si con-fondono.
È ingombrante, eppure così invisibile. Qualcuno la chiama la Cenerentola degli affetti.
Sembra quasi manchi di un’identità propria, dato che molto spesso viene confusa con uno stretto – e altrettanto scomodo – parente: il senso di colpa. 💛 Link all’articolo completo in bio 🔸 Articolo di @femass7
5 giorni ago
View on Instagram |
2/9
In The Second Shift: Working Families and The Revolution at Home, pubblicato per la prima volta nel 1989, la sociologa e scrittrice Arlie Russell Hochschild introduce il concetto di “secondo turno”, con riferimento al lavoro domestico e di cura che si somma al lavoro retribuito svolto fuori casa. La responsabilità del “secondo turno”, con tutto il carico mentale che esso comporta, ricade ancora oggi principalmente sulle spalle della popolazione femminile, nonostante la tanto attesa evoluzione della gender revolution.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @marabattistella_
In The Second Shift: Working Families and The Revolution at Home, pubblicato per la prima volta nel 1989, la sociologa e scrittrice Arlie Russell Hochschild introduce il concetto di “secondo turno”, con riferimento al lavoro domestico e di cura che si somma al lavoro retribuito svolto fuori casa. La responsabilità del “secondo turno”, con tutto il carico mentale che esso comporta, ricade ancora oggi principalmente sulle spalle della popolazione femminile, nonostante la tanto attesa evoluzione della gender revolution.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @marabattistella_
In The Second Shift: Working Families and The Revolution at Home, pubblicato per la prima volta nel 1989, la sociologa e scrittrice Arlie Russell Hochschild introduce il concetto di “secondo turno”, con riferimento al lavoro domestico e di cura che si somma al lavoro retribuito svolto fuori casa. La responsabilità del “secondo turno”, con tutto il carico mentale che esso comporta, ricade ancora oggi principalmente sulle spalle della popolazione femminile, nonostante la tanto attesa evoluzione della gender revolution. 💛 Link all’articolo completo in bio 🔸 Articolo di @marabattistella_
5 giorni ago
View on Instagram |
3/9
Storicamente, la comunità LGBTQAI+ è stata non solo discriminata, ma anche silenziata e invisibilizzata. Quando finalmente i primi contenuti queer sono apparsi, spesso erano pensati da e per un pubblico esterno alla comunità, con narrazioni non di rado infelici.
Negli ultimi decenni, sebbene ancora non si arrivi ad una visibilità e ad una rappresentazione giuste, eque e trasversali, il quadro sta migliorando, almeno numericamente. Si riscontra infatti un aumento di contenuti queer che non lo sono effettivamente, ma solo di facciata. In sintesi, usando e levando nuovamente potere alla comunità, appropriandosi della loro narrativa, delle loro parole e dei loro strumenti senza ridare nulla indietro.
È necessario introdurre due concetti importanti ed imparare a differenziarli, per comprendere a pieno l’importanza di una giusta rappresentazione..

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @naschkatzeflavie
Storicamente, la comunità LGBTQAI+ è stata non solo discriminata, ma anche silenziata e invisibilizzata. Quando finalmente i primi contenuti queer sono apparsi, spesso erano pensati da e per un pubblico esterno alla comunità, con narrazioni non di rado infelici.
Negli ultimi decenni, sebbene ancora non si arrivi ad una visibilità e ad una rappresentazione giuste, eque e trasversali, il quadro sta migliorando, almeno numericamente. Si riscontra infatti un aumento di contenuti queer che non lo sono effettivamente, ma solo di facciata. In sintesi, usando e levando nuovamente potere alla comunità, appropriandosi della loro narrativa, delle loro parole e dei loro strumenti senza ridare nulla indietro.
È necessario introdurre due concetti importanti ed imparare a differenziarli, per comprendere a pieno l’importanza di una giusta rappresentazione..

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @naschkatzeflavie
Storicamente, la comunità LGBTQAI+ è stata non solo discriminata, ma anche silenziata e invisibilizzata. Quando finalmente i primi contenuti queer sono apparsi, spesso erano pensati da e per un pubblico esterno alla comunità, con narrazioni non di rado infelici.
Negli ultimi decenni, sebbene ancora non si arrivi ad una visibilità e ad una rappresentazione giuste, eque e trasversali, il quadro sta migliorando, almeno numericamente. Si riscontra infatti un aumento di contenuti queer che non lo sono effettivamente, ma solo di facciata. In sintesi, usando e levando nuovamente potere alla comunità, appropriandosi della loro narrativa, delle loro parole e dei loro strumenti senza ridare nulla indietro. È necessario introdurre due concetti importanti ed imparare a differenziarli, per comprendere a pieno l’importanza di una giusta rappresentazione.. 💛 Link all’articolo completo in bio 🔸 Articolo di @naschkatzeflavie
3 settimane ago
View on Instagram |
4/9
Quando sembra che l’attenzione sul tema della violenza di genere sia al suo apice – ben 500 mila persone hanno partecipato alla manifestazione per il 25 novembre a Roma – arriva la notizia dell’ennesimo sgombero di un consultorio autogestito: si tratta del consultorio autogestito “Mi cuerpo es mio” di Catania che, insieme allo studentato 95100 e alla sede locale del collettivo femminista Non Una di Meno, si trovano in un edificio in pieno centro città e offrono numerosi servizi alla comunità catanese.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @aledex_
Quando sembra che l’attenzione sul tema della violenza di genere sia al suo apice – ben 500 mila persone hanno partecipato alla manifestazione per il 25 novembre a Roma – arriva la notizia dell’ennesimo sgombero di un consultorio autogestito: si tratta del consultorio autogestito “Mi cuerpo es mio” di Catania che, insieme allo studentato 95100 e alla sede locale del collettivo femminista Non Una di Meno, si trovano in un edificio in pieno centro città e offrono numerosi servizi alla comunità catanese.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @aledex_
Quando sembra che l’attenzione sul tema della violenza di genere sia al suo apice – ben 500 mila persone hanno partecipato alla manifestazione per il 25 novembre a Roma – arriva la notizia dell’ennesimo sgombero di un consultorio autogestito: si tratta del consultorio autogestito “Mi cuerpo es mio” di Catania che, insieme allo studentato 95100 e alla sede locale del collettivo femminista Non Una di Meno, si trovano in un edificio in pieno centro città e offrono numerosi servizi alla comunità catanese. 💛 Link all’articolo completo in bio 🔸 Articolo di @aledex_
3 settimane ago
View on Instagram |
5/9
Le streghe esistono o sono state create?
La risposta corretta è: entrambe.
Ciò che è fondamentale comprendere è come le dinamiche fra strategie opposte, con intenti contrastanti e fini divergenti, abbiano reso la strega (occidentale) un simbolo femminista.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @frapasqualone.books
Le streghe esistono o sono state create?
La risposta corretta è: entrambe.
Ciò che è fondamentale comprendere è come le dinamiche fra strategie opposte, con intenti contrastanti e fini divergenti, abbiano reso la strega (occidentale) un simbolo femminista.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @frapasqualone.books
Le streghe esistono o sono state create?
La risposta corretta è: entrambe.
Ciò che è fondamentale comprendere è come le dinamiche fra strategie opposte, con intenti contrastanti e fini divergenti, abbiano reso la strega (occidentale) un simbolo femminista. 💛 Link all’articolo completo in bio 🔸 Articolo di @frapasqualone.books
3 settimane ago
View on Instagram |
6/9
Il 74° Festival della Canzone Italiana è cominciato ieri, e noi vorremmo cominciare questo articolo con le ultime parole pronunciate sul palco dal vincitore della scorsa Edizione,  Marco Mengoni: “volevo dedicare questo Premio a tutte le donne che hanno partecipato, che sono delle cantanti meravigliose. Siamo arrivati in cinque ragazzi, credevo fosse giusto dedicarlo a tutte le donne che hanno portato dei pezzi meravigliosi su questo palco, le ringrazio tantissimo”. In seguito, durante la conferenza stampa di fine Festival, Mengoni era tornato sull’argomento: “è semplice, le donne avevano canzoni incredibili, tra loro ci sono anche figure mitologiche, ci sono rimasto male che nessuna di loro fosse nella cinquina, dobbiamo andare avanti e cambiare molte cose in questo Paese, sarebbe stato bello averne almeno una.”
Il Festival è indubbiamente l’evento televisivo musicale più importante nel nostro Paese, e in linea di massima la sua direzione artistica tende, di anno in anno, a rappresentare i gusti e le preferenze degli italiani e delle italiane. È anche alla luce delle parole del suo ultimo vincitore che viene quindi da chiedersi: cosa ci dice Sanremo sulla rappresentanza femminile nella musica in Italia?

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @_gemrata
Il 74° Festival della Canzone Italiana è cominciato ieri, e noi vorremmo cominciare questo articolo con le ultime parole pronunciate sul palco dal vincitore della scorsa Edizione,  Marco Mengoni: “volevo dedicare questo Premio a tutte le donne che hanno partecipato, che sono delle cantanti meravigliose. Siamo arrivati in cinque ragazzi, credevo fosse giusto dedicarlo a tutte le donne che hanno portato dei pezzi meravigliosi su questo palco, le ringrazio tantissimo”. In seguito, durante la conferenza stampa di fine Festival, Mengoni era tornato sull’argomento: “è semplice, le donne avevano canzoni incredibili, tra loro ci sono anche figure mitologiche, ci sono rimasto male che nessuna di loro fosse nella cinquina, dobbiamo andare avanti e cambiare molte cose in questo Paese, sarebbe stato bello averne almeno una.”
Il Festival è indubbiamente l’evento televisivo musicale più importante nel nostro Paese, e in linea di massima la sua direzione artistica tende, di anno in anno, a rappresentare i gusti e le preferenze degli italiani e delle italiane. È anche alla luce delle parole del suo ultimo vincitore che viene quindi da chiedersi: cosa ci dice Sanremo sulla rappresentanza femminile nella musica in Italia?

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @_gemrata
Il 74° Festival della Canzone Italiana è cominciato ieri, e noi vorremmo cominciare questo articolo con le ultime parole pronunciate sul palco dal vincitore della scorsa Edizione,  Marco Mengoni: “volevo dedicare questo Premio a tutte le donne che hanno partecipato, che sono delle cantanti meravigliose. Siamo arrivati in cinque ragazzi, credevo fosse giusto dedicarlo a tutte le donne che hanno portato dei pezzi meravigliosi su questo palco, le ringrazio tantissimo”. In seguito, durante la conferenza stampa di fine Festival, Mengoni era tornato sull’argomento: “è semplice, le donne avevano canzoni incredibili, tra loro ci sono anche figure mitologiche, ci sono rimasto male che nessuna di loro fosse nella cinquina, dobbiamo andare avanti e cambiare molte cose in questo Paese, sarebbe stato bello averne almeno una.”
Il Festival è indubbiamente l’evento televisivo musicale più importante nel nostro Paese, e in linea di massima la sua direzione artistica tende, di anno in anno, a rappresentare i gusti e le preferenze degli italiani e delle italiane. È anche alla luce delle parole del suo ultimo vincitore che viene quindi da chiedersi: cosa ci dice Sanremo sulla rappresentanza femminile nella musica in Italia? 💛 Link all’articolo completo in bio 🔸 Articolo di @_gemrata
4 settimane ago
View on Instagram |
7/9
Quando moltissime persone appartenenti alla comunità queer hanno denunciato lo stato dei fatti e hanno attivamente protestato a favore di un cessate il fuoco, si sono spesso sentite dire che in Palestina sarebbero state uccise (con descrizioni astruse di come sarebbero state buttate giù dai palazzi, impiccate, lapidate o altro), mentre in Israele no. Lì ci sono i Pride, ci sono i diritti.
Ma è davvero così? E soprattutto, anche così fosse, ha davvero senso come argomentazione?
La risposta breve è: no. Nulla giustifica un genocidio e una pulizia etnica.
La risposta lunga è un po’ più argomentata e stratificata.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @naschkatzeflavie
Quando moltissime persone appartenenti alla comunità queer hanno denunciato lo stato dei fatti e hanno attivamente protestato a favore di un cessate il fuoco, si sono spesso sentite dire che in Palestina sarebbero state uccise (con descrizioni astruse di come sarebbero state buttate giù dai palazzi, impiccate, lapidate o altro), mentre in Israele no. Lì ci sono i Pride, ci sono i diritti.
Ma è davvero così? E soprattutto, anche così fosse, ha davvero senso come argomentazione?
La risposta breve è: no. Nulla giustifica un genocidio e una pulizia etnica.
La risposta lunga è un po’ più argomentata e stratificata.

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @naschkatzeflavie
Quando moltissime persone appartenenti alla comunità queer hanno denunciato lo stato dei fatti e hanno attivamente protestato a favore di un cessate il fuoco, si sono spesso sentite dire che in Palestina sarebbero state uccise (con descrizioni astruse di come sarebbero state buttate giù dai palazzi, impiccate, lapidate o altro), mentre in Israele no. Lì ci sono i Pride, ci sono i diritti.
Ma è davvero così? E soprattutto, anche così fosse, ha davvero senso come argomentazione?
La risposta breve è: no. Nulla giustifica un genocidio e una pulizia etnica.
La risposta lunga è un po’ più argomentata e stratificata. 💛 Link all’articolo completo in bio 🔸 Articolo di @naschkatzeflavie
4 settimane ago
View on Instagram |
8/9
È il 23 Febbraio 2023, esce in Italia il primo film come esordio alla regia di Giuseppe Fiorello. Dopo aver lavorato con grandi nomi del Cinema, Fiorello dà il La alla propria carriera da regista con un dramma italiano, che racconta la storia che contribuirà a dare il via al più grande movimento per la difesa e la lotta per i diritti civili LGBTQIA+ in Sicilia, con il titolo: “Stranizza d’amuri”.
Un salto nel tempo a 41 anni fa, in un piccolo paese in provincia di Catania, tra una partita del mondiale e una festa patronale nel meridione più profondo, “Stranizza d’amuri” racconta la storia di un amore che ha segnato profondamente la storia dell’Italia. Il film è ambientato nel 1982, ritardo temporale di due anni dopo rispetto alla data storica -fine ottobre 1980- voluto dal regista. Fiorello voleva rendere emblematico come in un momento di festa quale quello del mondiale, si potesse assistere parallelamente ad un evento così drammatico e comunque inosservato agli occhi dei più. 

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @mizzinins
È il 23 Febbraio 2023, esce in Italia il primo film come esordio alla regia di Giuseppe Fiorello. Dopo aver lavorato con grandi nomi del Cinema, Fiorello dà il La alla propria carriera da regista con un dramma italiano, che racconta la storia che contribuirà a dare il via al più grande movimento per la difesa e la lotta per i diritti civili LGBTQIA+ in Sicilia, con il titolo: “Stranizza d’amuri”.
Un salto nel tempo a 41 anni fa, in un piccolo paese in provincia di Catania, tra una partita del mondiale e una festa patronale nel meridione più profondo, “Stranizza d’amuri” racconta la storia di un amore che ha segnato profondamente la storia dell’Italia. Il film è ambientato nel 1982, ritardo temporale di due anni dopo rispetto alla data storica -fine ottobre 1980- voluto dal regista. Fiorello voleva rendere emblematico come in un momento di festa quale quello del mondiale, si potesse assistere parallelamente ad un evento così drammatico e comunque inosservato agli occhi dei più. 

💛 Link all’articolo completo in bio
🔸 Articolo di @mizzinins
È il 23 Febbraio 2023, esce in Italia il primo film come esordio alla regia di Giuseppe Fiorello. Dopo aver lavorato con grandi nomi del Cinema, Fiorello dà il La alla propria carriera da regista con un dramma italiano, che racconta la storia che contribuirà a dare il via al più grande movimento per la difesa e la lotta per i diritti civili LGBTQIA+ in Sicilia, con il titolo: “Stranizza d’amuri”. Un salto nel tempo a 41 anni fa, in un piccolo paese in provincia di Catania, tra una partita del mondiale e una festa patronale nel meridione più profondo, “Stranizza d’amuri” racconta la storia di un amore che ha segnato profondamente la storia dell’Italia. Il film è ambientato nel 1982, ritardo temporale di due anni dopo rispetto alla data storica -fine ottobre 1980- voluto dal regista. Fiorello voleva rendere emblematico come in un momento di festa quale quello del mondiale, si potesse assistere parallelamente ad un evento così drammatico e comunque inosservato agli occhi dei più.  💛 Link all’articolo completo in bio 🔸 Articolo di @mizzinins
1 mese ago
View on Instagram |
9/9

Intrattenimento

Red Light: recensione del nuovo clubtape di Elodie

Il 6 Ottobre scorso è uscito per Island Records Red Light, il quinto progetto in studio della cantante e performer romana Elodie Di Patrizi, con la supervisione artistica di Dario “Dardust” Faini.…

Shop