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Janet Yellen e Kamala Harris continuano ad abbattere barriere – ma l’élite globale rimane un club per soli uomini
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Janet Yellen e Kamala Harris continuano ad abbattere barriere – ma l’élite globale rimane un club per soli uomini

Redazione

Janet Yellen potrebbe presto diventare la prima donna a guidare il Dipartimento del Tesoro, circa sei anni dopo aver infranto un altro glass ceiling in cima alla Federal Reserve. Non è la sola ad abbattere le barriere nel nuovo Governo proposto dal presidente eletto Joe Biden. Michele Flournoy* è la favorita per guidare il Pentagono, mentre Biden ha nominato Avril Haines direttrice dell’intelligence nazionale – se confermate, sarebbero le prime donne in una di queste posizioni. E questo per non parlare di Kamala Harris, che il 20 gennaio diventerà la prima donna vicepresidente nella storia degli Stati Uniti.

C’è spesso l’aspettativa che l’abbattimento di queste barriere – come hanno fatto le donne per molti decenni – alla fine porterà a quei tipi di cambiamenti sistemici che produrranno la parità tra uomini e donne nei ruoli di leadership nel governo, nel mondo aziendale e oltre.

Per comprendere meglio queste dinamiche, abbiamo analizzato le connessioni tra le élite che governano molte delle aziende e delle organizzazioni più potenti del mondo. Volevamo vedere quante donne e POC hanno trovato la loro strada al centro di questi ambienti, a segno di quanto siano influenti.

Mentre Yellen e Harris rappresentano il progresso, i nostri risultati mostrano che è ancora in gran parte un club per uomini.

Due passi avanti, uno indietro?

In tutto il mondo, le donne si fanno sempre più strada in posizioni di potere in materie come l’economia e la finanza che sono notoriamente sessiste.

Eppure, nonostante i risultati notevoli, come al Fondo Monetario Internazionale, dove sia le leader attuali che precedenti sono state e sono donne, il mondo della finanza e degli affari rimane fortemente dominato dagli uomini.

Tra le grandi multinazionali, ad esempio, le donne raramente occupano posizioni di leadership. Per dire, solo 37 delle società elencate tra le Fortune 500 sono guidate da donne, eppure questo è un record. Negli Stati Uniti, solo il 5% di tutti gli amministratori delegati della lista S&P 1500 è donna.

Un’élite per pochi

Perché così poche donne arrivano in alto?

Abbiamo pensato che la risposta potesse essere trovata guardando le élite globali. Questi leader hanno potere non solo perché gestiscono organizzazioni, ma perché spesso hanno molti collegamenti, networks, con altre élite.

In un articolo pubblicato a novembre sulla rivista Global Networks, abbiamo esaminato la diversità etnica e di genere tra i leader d’élite che governano circa 100 delle più potenti organizzazioni e società del mondo sulla base di classifiche e dimensioni globali. Il nostro elenco include alcune delle più grandi aziende del mondo, come Walmart e JP Morgan, diverse influenti organizzazioni non governative, come Medici Senza Frontiere, Oxfam e Amnesty International, e organizzazioni internazionali di ogni tipo, come l’Organizzazione Mondiale del Commercio e il Forum Economico Mondiale.

Per ogni organizzazione, ci siamo concentrati sulle persone che sedevano nei loro consigli di amministrazione. Queste sono le persone che prendono le decisioni più importanti di un’organizzazione e determinano chi è la persona in carica. Abbiamo messo insieme un elenco di circa 1.600 persone che erano in questi forum nel 2018. Abbiamo quindi analizzato i loro legami tra loro in termini di appartenenza agli stessi consigli in tutte le organizzazioni.

In tutto, abbiamo trovato circa 9.000 ‘connessioni’ che collegavano questi leader, creando una rete globale estremamente complessa. Sommando questi legami, siamo stati in grado di rivelare uno spaccato di come i leader si relazionano tra loro e, cosa più importante, quali leader erano alla ‘periferia’ della rete e quali si trovavano al centro di esse.

Volevamo determinare se molte donne o POC sono arrivate al centro o al nucleo di questa rete globale di élite o se sono rimaste per lo più ai margini. Studi sulla forza dei network hanno scoperto che non è sufficiente far parte di questa rete per avere influenza; bisogna anche essere altamente connessi al suo interno.

Abbiamo scoperto che le donne rappresentavano circa il 25% dei leader dentro al network, ma solo il 6% erano donne non bianche. Gli uomini non bianchi rappresentavano circa il 21%. Gli altri leader erano tutti bianchi, che costituivano più della metà di quelli della rete.

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Ciò che ci ha colpito di più, tuttavia, è stato il modo in cui poche donne e POC sono entrate nella cerchia interna altamente interconnessa. Solo il 15% erano donne e il 10% erano uomini non bianchi. Pochissime erano donne non bianche. Invece, la cifra per gli uomini bianchi in questa cerchia elitaria sale fino al 75%.

Creare connessioni

Questa, ovviamente, è solo un’istantanea della situazione contemporanea. Non sappiamo cosa sia cambiato da 10 o 20 anni fa, o come fosse allora la situazione. Ancora oggi stiamo cercando di tracciare come queste dinamiche si evolvono nel tempo.

Una cosa che sappiamo è che gli uomini tendono a dominare la cerchia ristretta di questi network elitari, e questo probabilmente consente loro di accumulare ancora più potere e influenza.

Non è sufficiente che le donne e POC raggiungano posizioni di leadership; devono anche essere in grado di attingere al centro delle reti di potere per garantire che il progresso rappresentato da Yellen, Harris e le altre persone scelte da Biden, continui.

(NdT, Avril Haines è stata confermata all’Intelligence, mentre Michele Flournoy, menzionata all’inizio dell’articolo, non è poi stata selezionata come leader alla Difesa, per il Pentagono: è invece stato confermato il Generale Lloyd Austin)

Fonte
Magazine: The Conversation US
Articolo: Janet Yellen and Kamala Harris keep shattering glass ceilings – but global elite boys club remains
Data: 25 novembre 2020
Scritto da: Kevin L. Young e Tuugi Chuluun
Traduzione a cura di: Caterina Fantacci
Immagine di copertina: pressfoto
Immagine in anteprima: freepik

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