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The Normal Heart: un film da non perdere in questa Giornata Mondiale contro l’AIDS

The Normal Heart: un film da non perdere in questa Giornata Mondiale contro l’AIDS

Non è più vecchia di qualche giorno fa la notizia che l’attore Charlie Sheen, stanco di subire estorsioni, abbia dichiarato urbi et orbi di essere sieropositivo.

Tale notizia, come prevedibile, è rimbalzata velocemente su tutti i giornali, dividendo l’opinione pubblica in chi ne ha preso semplicemente atto e in chi ha iniziato a guardare l’attore con gli occhi dello stigma. La vicenda, esplosa a pochi giorni da questa odierna Giornata Mondiale contro l’AIDS, ha evidenziato un altro aspetto inquietantemente ancora presente nella nostra società: l’ignoranza che aleggia nei confronti del virus dell’HIV. La maggior parte dei titoli di giornale (italiani e non),  riguardanti le condizioni cliniche di Charlie Sheen hanno infatti  riportato non che l’attore sia sieropositivo, ma che abbia proprio l’AIDS conclamato, evidenziando nero su bianco quanta strada ancora ci sia ancora da fare nella lotta all’AIDS. Se pensiamo che l’emergenza AIDS sia iniziata negli anni Ottanta, poi, tutto ciò diventa persino più surreale e assurdo (stiamo parlando di più di trent’anni di studi, attivismo e scoperte scientifiche).

È infatti in quegli anni che la malattia ha iniziato a mostrare il suo volto al mondo, stravolgendo la vita di chiunque ne sia venuto –direttamente e non- a contatto. Sebbene la scienza abbia fatto molto sia per i sieropositivi che per chi è in AIDS conclamato, e tantissimi attivisti si siano e stiano tuttora dibattendo affinché chi è sieropositivo possa finalmente vivere senza l’alone viola di morte che li caratterizzava in una nota pubblicità italiana di fine anni Ottanta, HIV e AIDS sono due acronimi sui quali aleggiano ancora troppi dubbi.

Ma da dove è nata la lotta all’AIDS? Chi c’è dietro a tutti quei dati che oggi abbiamo a disposizione?

Come spesso accade, anche la lotta alla sensibilizzazione su HIV e AIDS è partita da una minoranza che, non senza iniziali ostacoli, ha lottato duramente per far sentire la propria voce.

Fra le persone che per prime hanno cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica circa questa malattia troviamo il drammaturgo e scrittore Larry Kramer, il cui impegno sociale ha contribuito alla fondazione del gruppo Gay Men’s Health Crisis, e la dottoressa Linda Laubenstein, una fra le prime persone al mondo hanno cercato di arrestare l’epidemia.

larry kramer bossyLarry Kramer ritratto su Out

L’impegno di Kramer lo portò ben presto a combattere la malattia con quello che è uno dei suoi più grandi talenti: la scrittura. Del 1985 è infatti il suo dramma più celebre, portato in scena a teatro prima e sul piccolo schermo grazie alla HBO dopo. Diretto da Ryan Murphy, The Normal Heart entra nel cuore dell’epidemia, raccontando le speranze, le difficoltà e la disperazione dei primi che l’hanno dovuta per primi loro malgrado affrontare. Ed è proprio in questa giornata così importante che vorremmo consigliarvi di vederlo, perché è specialmente nell’educazione e nella sensibilizzazione che la lotta all’HIV e all’AIDS trova i suoi migliori alleati.

-1981

Il protagonista del film è Ned Weeks, collerico alterego di Larry Kramer e noto scrittore della comunità gay newyorkese (nel film interpretato da Mark Ruffalo). Le iniziali scene del film ritraggono quella che era la scena gay agli albori del 1981, ancora lontana dallo stigma dell’HIV e dell’AIDS, e le cui feste caratterizzate anche da disinibizione sessuale provocavano malumori a Ned, il cui desiderio di trovare il vero grande amore lo portavano spesso a chiudersi in se stesso. Giunto a Fire Island Pines per festeggiare il compleanno del ragazzo di Bruce Niles, uno dei suoi migliori amici, Ned passa quei giorni di festa fra bronci e risate, ignaro di quello che di lì a poco sarebbe successo.

The-Normal-Heart bossy

Uno svenimento in spiaggia scombussola infatti la quiete del gruppo di amici, anticipando agli spettatori quel senso di angoscia e impotenza che i protagonisti del film, consapevoli di non poter salvare i propri amici, proveranno dalla prima morte accertata in poi.

The Normal Heart alterna infatti momenti di spensieratezza e felicità a momenti di angoscia e paura, in un’altalena di sentimenti e condizioni cliniche che la dottoressa Emma Brookner, alterego di Linda Laubenstein e qui interpretata da Julia Roberts, utilizzerà come metafora per descrivere la vita di chi muore a causa dell’ AIDS.

the normal heart julia roberts bossy

È proprio nel 1981 che la vita di Ned s’incrocia a quella di Emma, il cui articolo su  ‘una rara forma di cancro che colpisce i gay  porta il drammaturgo a bussare alla porta dello studio della dottoressa.

Ned ed Emma iniziano quindi una lotta contro il tempo che porta il primo a battersi affinché la malattia divenga d’interesse primario soprattutto per il governo statunitense, e la seconda a cercare una cura per sconfiggere quella che, inizialmente, viene ufficialmente chiamata GRID (Gay-Related Immune Deficiency).

Tra la stesura di un pamphlet e l’altro, tuttavia, Ned riesce anche a trovare l’amore della propria vita in Felix Turner, un rinomato giornalista del New York Times interpretato nel film da Matt Bomer.

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-‘Sono stufo dei gay non dichiarati. Siamo nel 1982, è ora di uscire allo scoperto’

I temi trattati da The Normal Heart non si fermano tuttavia alla lotta all’AIDS. Attraverso l’irascibilità di Ned, che spesso lo porterà a scontrarsi con i membri dell’associazione che lui stesso ha contribuito a fondare, il film non risparmia critiche nemmeno alla comunità omosessuale, accusata da Ned  di essere più interessata alle frivolezze che alla lotta per la parità dei diritti.

Fra una discussione e l’altra, Ned si trova spesso e volentieri anche ad accusare pubblicamente il governo statunitense e il sindaco di New York, incolpando il primo di aver deliberatamente creato un virus al fine di sterminare i gay, e il secondo di essere un omosessuale non dichiarato che se ne frega della propria comunità.

Gli outing non desiderati di Ned ci portano tutt’oggi a ragionare sull’effettiva utilità o meno di spingere qualcuno che, per motivi personali e non, ancora non se la sente di ‘uscire dall’armadio’ (qualsiasi armadio esso sia).

normal heart bossy casyCredits: Vogue

Come spesso i suoi colleghi della Gay Men’s Health Crisis gli faranno notare, anche questa è una forma di violenza al pari di tutti quelle persone che, interpellate sull’emergenza GRID, risponderanno alternando dei laconici ‘non è illegale discriminare gli omosessuali’ a ‘il mio sindacato dice di non rischiare la vita per dei finocchi contagiosi’.

1983-2015

Nonostante le incomprensioni, l’irascibilità di Ned e la totale mancanza di un supporto ufficiale governativo, il gruppo Gay Men’s Heath Crisis riesce pian piano a iniziare a sensibilizzare la comunità omosessuale newyorkese e non, fungendo anche da unica fonte di supporto morale a chi stava assistendo alla lenta morte dei propri cari.

Ma qual è l’eredità che questa storia e quegli anni ci hanno lasciato?

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Il termine AIDS entrerà ufficialmente in campo medico nel settembre del 1982, depennando quindi la parola ‘gay’ da uno degli acronimi più temuti al mondo.

Purtroppo, però, lo stigma che lega l’AIDS e l’HIV (troppo spesso considerati ancora come la stessa cosa), alla comunità omosessuale è ancora alto. Se infatti la parola ‘gay’ non compare in nessuna di queste due sigle, la percentuale di popolazione che crede che si possa contrarre l’HIV solo se omosessuali è ancora molto alta.

Il risultato è presto detto e si traduce in tantissima disinformazione, mancanza di prevenzione adeguata e, solo in Italia,  3.695 persone che nel 2014 hanno scoperto di essere sieropositive (alle quali dobbiamo aggiungere chi lo è ma non lo sa).

La principale causa di trasmissione? I rapporti sessuali senza preservativo (sia fra persone dello stesso sesso che non perché, come Ned ricorda nel film, ‘è un virus, non fa discriminazione’).

Come fare quindi per fermare il contagio? Sebbene in termini pratici la risposta sia data dalle due ‘P’ magiche, prevenzione e preservativo, spesso sottovalutiamo quella che è la cura più efficace, riassunta egregiamente in The Normal Heart in uno dei primi scambi di battute fra la dottoressa Brookner e Ned:

“Dov’è la famosa linguaccia di cui ho sentito parlare?”

“È un sintomo, la linguaccia?”

“No, è la cura”.

—-

Per tutte le iniziative circa la giornata di oggi, QUI troverete un fitto calendario di eventi e manifestazioni a tema.

Per tutto il resto dell’anno, invece, QUI troverete tutto ciò che vi serve.

Per vedere The Normal Heart oggi,  ricordatevi di sintonizzarvi su MTV8 questa sera alle 21.10!

 

Leggi i commenti (2)
    • Grazie per avercelo fatto notare.
      La frase oltre che errata era in effetti poco chiara, perciò abbiamo preferito lasciare soltanto il link alla fonte, che contiene molte più informazioni!

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