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La PrEP: cos’è e come funziona? Interrogazione a me stesso

La PrEP: cos’è e come funziona? Interrogazione a me stesso

Articolo di Angelo Serio

L’idea di parlare di PrEP è nata quando un mio amico mi ha scritto su Facebook chiedendomi se e quando ne avremmo parlato.

Ideona: articolo, subito.

Che scrivo?, che non scrivo?, altra ideona. Intervisto un medico! Chi meglio di un medico conosce queste cose. Io sono informato sulla PrEP, ma mai quanto un professionista.

Questo articolo, in principio, doveva essere un’intervista a un medico, fatta di poche e semplici domande. Lo volevo chiaro, diretto e istruttivo. Desideravo qualcosa di didascalico e che arrivasse a tutti. Così chiedo la disponibilità a un medico e gli mando la griglia dell’intervista, lui dice “eh, avoja, disponibilissimo. Ti rispondo fra qualche giorno”.

Sì, aspetta e spera. Sparito, completamente. Come il peggiore degli amanti. Grazie lo stesso, gentilissimo. Saluti a casa, un bacio ai piccoli.

Quindi attenzione: non sono un luminare della scienza medica, questi non sono consigli medici, non prescrivo medicine o analisi. Non faccio visite ginecologiche, ci mancherebbe altro. Né sono qui per guarirvi urlando “sarafannah”. E ve lo ricordo: informatevi sempre (SEMPRE) tramite i vostri medici, loro sono il miglior riscontro per qualsiasi problema riguardante la vostra salute.

Io l’ho fatto. Mi sono solo informato. D’altronde l’informazione ci rende consapevoli di quello che facciamo, che è un po’ il filo rosso dell’intero discorso sulle malattie sessualmente trasmissibili. Quest’intervista-interrogazione è a me stesso ed è fatta di quelle poche e semplici domande che volevo in principio.

Iniziamo.

Buongiorno. Cos’è la PrEP? Cosa significa l’acronimo? A cosa serve?

Buongiorno. La parola PrEP significa Profilassi Pre-Esposizione ed è uno strumento di prevenzione per l’HIV. Non previene altre malattie sessualmente trasmissibili, ma solo dall’Hiv. Si tratta, quindi, di una strategia di prevenzione tramite uso dei farmaci antiretrovirali anti-HIV.

In cosa consiste la terapia PrEP?

Intanto c’è da dire che il farmaco non ha funzione retroattiva: a prendere il farmaco in chiave preventiva deve essere solo una persona sieronegativa, ovvero che non vive con HIV. Per i sieropositivi è addirittura dannoso perché potrebbe indurre alla diffusione di un ceppo virale resistente anche ai farmaci utilizzati nella terapia antiretrovirale. Il farmaco utilizzato negli studi sull’efficacia della PrEP si chiama Truvada. La PrEP non consiste in un vaccino che te le fai e diventi invincibile, ma è una pillola che si assume tutti i giorni o secondo alcuni schemi di assunzione predisposti dai medici. La presenza di farmaco nel sangue nella misura adeguata – quindi, ripeto, sotto costante monitoraggio medico – impedisce al virus di sostare nel nostro corpo e di replicarsi come farebbe in condizioni normali. Tutto fantastico? Beh, no. La PrEP ha molti effetti negativi sul corpo, perché, insomma- SIA CHIARO -, non stiamo parlando di una camomilla, ma di un farmaco che interagisce in maniera importante con il nostro corpo. Può influenzare negativamente le funzionalità di reni e fegato, la densità ossea e il metabolismo dell’acido lattico. Ma questi sono solamente alcuni tra gli effetti negativi più conosciuti e sperimentati allo stato attuale.

A chi posso rivolgermi per iniziare una terapia PrEP?

Di questo parlane con il tuo medico che saprà ragguagliarti per bene.

Può essere considerata un valido sostituto dei profilattici?

Assolutamente no, nemmeno per scherzo. Ad eccezione dell’HIV, non previene le malattie sessualmente trasmissibili come invece fa il condom, che tra l’altro è molto molto MA MOLTO meno costoso. Probabilmente qualcuno preferirà sacrificare il preservativo al piacere sessuale che potrebbe ottenersi con la PrEP, tanto “le altre malattie passano con un antibiotico”. Questa è una cavolata, scusate il termine. È necessaria una seria valutazione sull’opportunità di utilizzare la PrEP che, stando all’OMS, “dovrebbe essere una risorsa da utilizzare per gruppi molto ristretti e selezionati”, sulla popolazione MSM complessiva. Inoltre il preservativo conta solo l’1% di insuccessi dovuti per lo più o all’imperizia umana – all’incapacità di infilarlo, parliamoci chiaro – o a un difetto del materiale di cui è composto.

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La PrEP funziona sempre? C’è stata una diminuzione dei casi di Hiv nei paesi dove viene utilizzata?

Ci sono diversi studi – in particolare gli studi iPrEx e iPrEx OLE – che dimostrano l’efficacia della PrEP a certe condizioni, soprattutto relative alla frequenza e modalità di assunzione. Nel complesso, questi studi hanno dimostrato che tra coloro che erano più aderenti allo schema di assunzione – ovvero tra coloro che assumevano il farmaco con costanza e avevano quindi livelli adeguati di farmaco nel sangue – la PrEP riduce il rischio di infezione del 92%. Per questo motivo la Commissione Europea, di recente, ha scelto di introdurre la PrEP sul mercato farmaceutico.

Un consiglio, per le nostre lettrici e i nostri lettori, su un comportamento sessuale corretto.

La PrEP non è una panacea. Sicuramente è uno strumento utile soprattutto per evitare l’infezione tra coloro che hanno comportamenti ad alto rischio. Quindi per quei capoccioni che non vogliono usare il preservativo – che ci protegge dalle malattie sessuali, ripetiamolo fino allo sfinimento, come e più della PrEP. Quindi non è che mo’ tutti dobbiamo farci di PrEP. Il punto principale è proprio questo: le facili soluzioni per i comportamenti a rischio. So bene che chiunque può avere a che fare, sotto le coperte, con il concetto di “rischio”. Può succedere di tutto, non prendiamoci in giro. Ma bisogna fare in modo che quel tutto si riduca. Allora ci vuole molta informazione, counseling sul tema del comportamento sessuale, responsabilità. E dobbiamo approfittare di una cosa bellissima chiamata preservativo: costa poco, è poco invasivo e soprattutto funziona e salva vite.

Grazie per la disponibilità!

Grazie a voi.

 

Personale consiglio da amatore: il sesso è una cosa bellissima e bisognerebbe farlo possibilmente tutti i giorni e a tutte le ore. Ma ha una durata, è temporale. Finisce prima o poi. Evitiamo di ritrovarci con le lacrime agli occhi per la paura di aver preso qualcosa, prolunghiamo la felicità: proteggiamoci sempre.

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