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GRRR Power : il potere di affrontare e sconfiggere le proprie paure. Intervista a IO e LA TIGRE.
Dark Light

GRRR Power : il potere di affrontare e sconfiggere le proprie paure. Intervista a IO e LA TIGRE.

Valeria Lucia Passoni

All’anagrafe Aurora e Barbara, entrambe romagnole, sul palco chitarra elettrica e batteria.

Attitudine punk, piglio grintoso, personalità marcata.

Si conoscono in un altro progetto musicale anni e anni fa a fine anni Novanta, si allontanano per un decennio e al Tafuzzy Days del 2012 si incontrano, iniziano a risentirsi e nasce Io e La Tigre.

Da lì, suonano, scrivono, registrano, e poi suonano di nuovo, continuano e registrano ancora.

E il 30 ottobre scorso per Garrincha Dischi fanno uscire “Grrr power”, un album manifesto che sprigiona un messaggio di incoraggiamento a essere se stessi, a non temere di sentirsi inadatti, fuori standard e fuori luogo, a liberarsi e disfarsi delle proprie paure.

Del nuovo disco, della musica (la loro e quella che ascoltano), di come superare i propri limiti, abbiamo parlato insieme, tra una data e l’altra del loro tour che le sta portando da Avellino a Pordenone, passando per Bologna, Milano, Ferrara, Torino, Cesena, Treviso, Carpi e Scafati.

Appena ho letto il titolo del vostro disco “Grrr power” la testa è volata al Riot Grrrl: ho fatto bene o la faccio atterrare? Cos’è il Grrr power?

Il GRRR POWER è la forza che ti permette di entrare nella tana della tigre, affrontare le tue paure accettando il rischio di uscirne trasformata. È affrontare la paura di non sentirsi adatti, di non sentirsi in linea con uno standard (qualsiasi esso sia), pur di affermare se stessi. È porsi nelle situazioni in modo autentico. A differenza del movimento Riot, noi crediamo che questa sia una forza che tutti possono avere dentro indipendentemente dal genere (in tutte le sue accezioni) perché è un concetto inclusivo. E oltre ad essere inclusivo è solidale, perché questa forza si nutre del confronto con gli altri ed è un aspetto importante per noi, in un momento (anche musicale) così incentrato sui singoli individui.

Insieme al disco avete fatto uscire una fanzine “alla vecchia” con i contributi di vari personaggi: chi sono, come sono nate queste collaborazioni? Chi si è occupato di tutta la parte grafica? Chi ha contributo? Siete soddisfatte del materiale che vi siete trovate tra le mani? Ci sarà una seconda “uscita”?

Ecco, la fanzine si colloca proprio sulla scia di quanto detto prima. Il GRRR POWER aveva bisogno di essere diffuso all’interno di un luogo corale, proprio in virtù delle sue caratteristiche. Così abbiamo deciso di fare un omaggio al movimento Riot (perché siamo consapevoli che quello che stiamo facendo non è nato dal nulla) e abbiamo organizzato insieme alla nostra etichetta (Garrincha Dischi) una call inviando a persone che stimiamo per la loro forza un kit con una lettera manifesto, delle tigroserie varie e un biglietto aereo per la fanzine del GRRR POWER. Hanno risposto Muriel, Cristina Donà, Silvia Calderoni, Chiara Longo e altre artiste/addette ai lavori. Nella fanzine sono inseriti alcuni personaggi storici che spiccano per grrr power come Lili Elbe, Mary Anning, Marie Curie, Denis Mukwege, ecc e di cui abbiamo assemblato una breve descrizione. Maria Gloria Posani poi ha reso tutto molto GRRR. Questa fanzine ci piace molto e ci piace l’idea che le persone approfondiscano le storie degli altri con un focus sulla forza che ha consentito loro di superare degli ostacoli. Il ricavato verrà destinato a una causa legata al contrasto della violenza sulle donne, il sessismo, il bullismo o l’omotransfobia. Stiamo valutando insieme ad Antonia Peressoni di Indie Pride che ha sostenuto attivamente la nostra iniziativa.

Esistete dal 2013 come progetto: com’è cambiato il vostro fare musica in questi cinque anni? Quali sono le peculiarità del nuovo disco? Quali temi tocca?

Il nostro fare musica in questi anni ha lavorato molto sulla fiducia. All’inizio facevamo fatica a far entrare gli altri nel nostro mondo, visto che arrivavamo da 10 anni di lontananza e abbiamo lavorato molto sulla ricostruzione del nostro rapporto. Col tempo poi siamo maturate e per GRRR POWER ci siamo affidate ad Andrea Comandini (in arte Marquez) con cui abbiamo lavorato molto di più sugli arrangiamenti dei brani. Andrea è stato paziente e ha avuto il polso necessario per domare due tigri. Nel disco il tema principale è quello della forza, declinata nell’affrontare ed esorcizzare diverse paure e ansie: il vuoto, l’abbandono, la paura di sbagliare e di ferire.
Ieri il mondo mi è caduto addosso tratta il tema della paura del cambiamento improvviso e di non essere compresi.

Nascete come duo e persistete in due: avete mai pensato di allargare la band? Qual è il segreto per mantenere un equilibrio tra di voi e una “sopportazione” reciproca?

Il nostro è un rapporto di coppia vero e proprio e come tale è caratterizzato da evoluzioni, crisi e riavvicinamenti. Il nostro segreto è il dialogo assiduo. Crediamo che solo il confronto continuo può aiutarci a rimanere unite e soprattutto a evolverci come persone e quindi come band. Questo disco invece ci ha portato a sentire la necessità di fare un live più complesso, probabilmente perché gli arrangiamenti del disco ci hanno fatto capire di avere questo nuovo bisogno che stava maturando in noi ma che non vedevamo, quello di evolverci e di guardare avanti e per farlo avevamo bisogno dell’aiuto di altre persone. È stato un atto di grande coraggio per noi.

Così per il live abbiamo cercato due amanti dei felini come noi: Simona GRRR Sansovini alla seconda chitarra e Lorenzo GRRR Gasperoni al basso. Sono due persone meravigliose e siamo molto soddisfatte di questa scelta di allargare la famiglia!

Ultimamente (e finalmente) si parla tanto del maschilismo presente nel settore musica, per via di episodi sessisti accaduti di recente. Cosa pensate di questa situazione? Avete vissuto problematiche per il vostro essere donne? Vi siete mai sentite di serie B?

Quello che sta emergendo è il riflesso di ciò che accade in altri ambiti lavorativi, soprattutto in quei settori definiti tecnici, che culturalmente vengono considerati prerogativa maschile. Nella nostra esperienza per fortuna non abbiamo mai avuto vissuti come quelli denunciati da CRLN o come quelli più recenti riportati da Fiumani a Genova; ci troviamo comunque a fronteggiare due forme di sessismo più o meno velate, più o meno legate al linguaggio. Nella comunicazione solitamente veniamo etichettate come band “al femminile”, il nostro è descritto come un “rock al femminile”, “in salsa rosa” e altre cose simili, che spostano il focus dalla musica al fatto che siamo due ragazze. Avete mai sentito parlare di “band al maschile” o “in salsa blu”? Chiaramente no. Nei testi inoltre le emozioni (soprattutto legate alla sfera sentimentale) di una donna è come se valessero meno, ricevono un trattamento differente, e quindi si sente il bisogno di parlare di “salsa rosa”.

Per quanto riguarda i live invece, a volte capita di essere trattate dai fonici come al nostro primo soundcheck della vita.

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Questo è ciò con cui noi ci confrontiamo quotidianamente e ti assicuriamo che i nostri amplificatori non pesano meno, né abbiamo ricevuto qualche sconto rispetto ai maschi. Che poi è anche rétro parlare in termini di categorie binarie, ma è giusto per ipersemplificazione. Queste cose non dovrebbero succedere in una società evoluta e non dovrebbero succedere soprattutto in un ambito musicale che si autodefinisce indipendente.

Tre dischi che ascoltavate con ossessione dieci anni fa e tre dischi che ascoltate ora in maniera frequente.

I 3 dischi che IO ha consumato 10 anni fa sono:
La quinta stagione di Cristina Donà
Kidnapped by Neptune di Scout Niblett
Se stasera sono qui di Luigi Tenco

I 3 dischi che la TIGRE ha consumato 10 anni fa sono:
Wiretap Scars degli Sparta
Worlds Apart di …And You Will Know Us by the Trail of Dead.
Relationship of Command degli AT THE DRIVE-IN

I 3 dischi che la TIGRE ascolta di frequente in questo periodo:
Prove per Un Incendio di Suvari
Future is not coming but you will di Johnny Mox
Sindrome di Tôret di Willie Peyote

I 3 dischi che IO ascolta di frequente in questo periodo:
Il mondo è come te lo metti in testa di Giovanni Truppi
Uomo Donna di Andrea Laszlo De Simone
Cigarettes After Sex di Cigarettes After Sex

Qual è la paura più grande che avete affrontato e magari anche sconfitto?

IO: la paura del vuoto (avevo anche incubi ricorrenti a riguardo) e lanciandomi insieme alla TIGRE per il primo video del disco (Se entrambi i nostri aerei cadessero) l’ho affrontata. Per me è stata un’esperienza fortissima e sicuramente quel giorno ho sconfitto una grande paura. Mi è capitato un mese dopo di trovarmi a Oporto su un ponte alto 60 metri, ma mi sono bloccata. Sarà stata la mancanza del paracadute? Ho avuto la conferma così che lavorare sulle proprie paure, soprattutto le più profonde, è un lavoro quotidiano.
La TIGRE: quella di fare ascoltare a “estranei” le mie canzoni, le cose che avevo scritto insomma, perché sono molto personali e mi vergognavo. Pensavo di non essere all’altezza, di non aver una bella scrittura, un bel modo di dire le cose che avevo nella testa… Ma soprattutto avevo paura di cantare perché da piccola mi dicevano che non ero adatta al canto. Ho superato queste paure affrontandole, facendo ascoltare le mie canzoni, i testi e cantando davanti a persone che non conoscevo.
Non so quale sia il risultato di quello che faccio, di come lo faccio, di come… Qualcuno sicuramente mi criticherà per come canto ma non mi interessa perché io non mi sento più inadatta e non ho più paura. La vita è troppo bella per essere vissuta nella paura e soprattutto non ci si può sentire sbagliati o inadeguati perché non si è conformi a certi canoni o cliché. Io ho il mio modo di cantare e di scrivere e ne sono fiera.
Un’altra paura che ho affrontato è quella di “dire di no” e di esprimere la mia contrarietà senza il timore di perdere le persone con le quali mi scontro e discuto.
È stato difficile arrivarci perché è un processo che richiede tempo. Ma alla fine ho capito che chi si allontana da noi perché non ci trova d’accordo o non accetta lo scontro e la discussione non è una persona che ci fa bene, perché non solo non sta apportando nulla alla nostra esistenza ma ci limita, non ci lascia essere noi stessi e ci tiene in gabbia facendoci vivere nella paura di perderla.

E ora un regalo per voi! In anteprima per i lettori di Bossy, ecco il video di Ieri il mondo mi è caduto addosso di IO e LA TIGRE: un vero concentrato di GRRR POWER!

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