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Maturità 2020: vogliamo lasciare la parola a voi

La pandemia di Covid-19 e le relative misure di emergenza intraprese dal Governo, come il lockdown appena terminato, hanno avuto svariate ripercussioni sulle persone e sulle loro vite. Potremmo osservare parecchia distanza e disparità di trattamento effettivo sulla base del reddito, della situazione lavorativa, della disponibilità a spazi vivibili, della composizione familiare, dello stato di salute e di moltissimi altri fattori in gioco.

Si è lamentata (e con ragione) la mancata attenzione nei confronti delle fasce più vulnerabili della popolazione, dando forse la possibilità di ripensare a determinati svantaggi sociali che normalmente non sono sotto ai riflettori. Grandi esclusi di tutte queste considerazioni sono stati però a lungo i reali protagonisti di un sistema complesso e vitale per il progredire del Paese: il mondo della scuola e chi ne fa parte.

I bisogni di bambin* e ragazz* sono stati sminuiti e accantonati, perché “l’economia e il sistema sanitario richiedevano interventi immediati e massicci per fronteggiare l’urgenza comune”. Eppure, terminate le risoluzioni impellenti, non ci si è comunque occupati della scuola e di chi la vive.

E ancora, fra loro in particolare una determinata categoria di student* è stata totalmente ignorata dalle discussioni relative alla situazione attuale: chi dovrà sostenere l’esame di maturità (o, detto in maniera più appropriata, l’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione).

Un periodo della vita raccontato da film e canzoni, mistificato e romanzato in maniera spesso retorica, ma che rappresenta per moltissim* uno spartiacque verso quella che sarà l’età adulta. Il periodo della maturità è già denso di entusiasmi, di ansie, di progetti e paure per il futuro, di scelte importanti (che vengono fatte passare per irreversibili mentre non lo sono quasi mai, ma questa è un’altra storia). Un carico di aspettative e richieste già sufficientemente imponente, senza bisogno di aggiungerci momenti storici straordinari.

Si è reso necessario un Esame di Stato atipico, diverso da quello di chiunque altro dai tempi del Secondo conflitto mondiale. Un rivoluzionamento che ha avuto diverse battute d’arresto, attese che sono sembrate infinite, cambi repentini di direzione e tanta, tanta confusione.

Ma cosa pensano, cosa provano, cosa vogliono i/le/* maturand* di questo 2020? Come hanno vissuto questo periodo storico così peculiare e colmo di apprensione, cosa è cambiato nella loro quotidianità e nei loro piani per il domani? Questo vorremmo (e forse dovremmo) chiedere a loro. Anzi, lo chiediamo a voi.

Se sei in procinto di svolgere l’esame di maturità, compila il form che abbiamo dedicato e raccontaci quello che senti di voler condividere. Vogliamo darti uno spazio per far conoscere i tuoi pensieri e la tua voce, lasciarti la parola anziché continuare a parlare in nome tuo.

Raccoglieremo le risposte per provare a raccontare come hanno vissuto i/le/* maturand* questa Maturità 2020.

Qui il form:

Se riscontrassi difficoltà nella compilazione, clicca qui per il link diretto.

Photo by Ivan Aleksic on Unsplash
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