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Friends will be friends. Ovvero un’apologia dell’amicizia uomo-donna
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Friends will be friends. Ovvero un’apologia dell’amicizia uomo-donna

Giulia Lanfredi

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H- Nessun uomo può essere amico di una donna che trova attraente, vuole sempre portarsela a letto.
S- Allora stai dicendo che un uomo riesce ad essere amico solo di una donna che non è attraente?
H- No, di norma vuole farsi anche quella.
S- Ma se lei non vuole venire a letto con te?
H- Non importa, perché il click del sesso è già scattato quindi l’amicizia è ormai compromessa e la storia finisce lì.

Alzi la mano chi non ha mai avuto, o per lo meno assistito, ad una conversazione in stile “Harry ti presento Sally”.
Qualcuno ha alzato la mano?
Ne dubito. Ad ogni modo, in caso contrario, beati voi!

E’ infatti opinione largamente (e tristemente) diffusa che un uomo e una donna non possano essere amici perché almeno da una delle due parti (sottinteso: solitamente quella maschile. Ma non per forza) c’è sempre di mezzo un’attrazione sessuale, quindi c’è il doppio fine. Ergo non può esserci un affetto sincero e disinteressato. Non si può semplicemente avere voglia di vedere qualcuno per bersi una birra insieme al parco condividendo i propri amletici dubbi esistenziali, parlando dell’ultimo film visto al cinema durante il catastrofico appuntamento con “l’amic* della migliore amica della mia compagna di università, che all’inizio sembrava simpatic* ma dopo la prima mezzora si è rivelat* un* pazz* collezionista di tarantole golia, feticista dei piedi e per di più juventin*!”, discutendo su quale carriera alternativa intraprendere quando dopo la laurea in lettere vi ritroverete disoccupati e finendo per concordare sul fatto che Axl Rose è invecchiato decisamente male!
Per poi non parlare dei pur altrettanto numerosi casi in cui una delle due suddette parti cade in fallo e addirittura si innamora del* presuppost* amic*! Il caso peggiore di tutti. Una vera e propria catastrofe.
Nossignore. Non si può. L’amicizia uomo-donna non esiste! Non è biologicamente possibile.

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Personalmente parlando, chi vi scrive pensa che tutto ciò sia un’emerita sciocchezza. Per una serie di ragioni.
Prima di tutto, se proprio vogliamo essere precisi e analizzare il ragionamento che sta alla base della cosiddetta emerita sciocchezza, dobbiamo per prima cosa allargare un attimino i nostri orizzonti ed estendere questa riflessione anche ad altri contesti affini, ma non per questo meno importanti. Quindi: gli uomini gay non possono essere amici di altri uomini, e le donne lesbiche non possono essere amiche di altre donne. E i bisessuali? Beh, mi sembra ovvio, i bisessuali non possono essere amici di nessuno! Siamo desolati, ci dispiace immensamente, ma le vostre pulsioni sessuali vi impediscono di essere amici di qualsiasi altro essere umano respirante. Vi consigliamo caldamente un animale domestico, magari un cane (perché è risaputo che i gatti sono dei piccoli ruffiani approfittatori che vi riempiono di amore e attenzione solo quando vogliono mangiare!).

Ora, data questa premessa, bisogna ammettere che la faccenda inizia a farsi complicata: le donne eterosessuali possono essere amiche solo o di uomini omosessuali o di altre donne, a meno che queste non siano a loro volta omosessuali, in tal caso nulla da fare. Gli uomini eterosessuali invece solo di altri uomini eterosessuali o di donne lesbiche. Ah no, mi sa di no… Solo di altri uomini eterosessuali, avete ragione. Le donne omosessuali invece possono essere amiche solo di uomini gay, i quali possono essere amici di donne sia lesbiche che etero (che fortunati!). E i bisessuali si attaccano al tram, come sopra. Ora, onestamente, non vi sembra che questa teoria sia un attimino fuori di testa? Già è difficile ricordare tutto questo schema mentale a livello teorico, figuriamoci quando si tratta di metterlo in pratica.

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Come si fa a riconoscere a colpo d’occhio l’orientamento sessuale di una persona? Va bene, ci saranno anche dei casi in cui è più facilmente intuibile di altri, ma la realtà non è sempre così scontata e stereotipata. E anche qualora fosse possibile, non vi pare sia una tremenda forzatura suddividere il genere umano in compartimenti stagni e appiccicare ad ognuno delle così rigide restrizioni?
È davvero così che vanno le cose? Davvero il nostro provare attrazione sessuale per una certa categoria di persone ci impedisce di essere amic* di qualsiasi facente parte di tale categoria? Davvero siamo così costantemente in preda ai nostri basic instincts?

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Mi piace pensare che NO. Sono dell’opinione che, è vero, la sfera sessuale è una parte consistente della persona umana, ma non è TUTTO. Sono dell’opinione che non ci sia nessuna legge universale scritta nel nostro DNA che ci impedisce di essere amici di un altro essere umano con una determinata sequenza cromosomica. Sono un’illusa? Una romantica? Un’utopista? Forse. Ma non mi interessa. Non mi interessano le etichette, così come non mi interessano i rigidi schemi mentali come quello qui sopra.
La vita è troppo corta per imparare a memoria quali sono le categorie di persone con cui posso fare amicizia e quelle con le quali invece non posso. Preferisco dare una chance ad ogni relazione.

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Preferisco che il mio migliore amico si innamori di me o essere maledettamente attratta dagli occhi blu del mio compagno di banco del liceo, per dire. Certo, la mia “amicizia” con loro sarà diversa da quella che mi lega da sei anni alla mia migliore amica, probabilmente a voler essere proprio pignoli non la si potrebbe chiamare nemmeno “amicizia”, ma non mi importa, va bene così.
Ogni relazione è unica e diversa, con ogni persona si condividono cose differenti, ma è proprio questo il bello. Altrimenti sarebbe veramente una noia mortale. Ci sta, fa parte del gioco che qualche amicizia si poggi su basi diverse da quelle dell’affetto fraterno, se così vogliamo chiamarlo. È fisiologico. Ma non per questo deve sempre andare così.
Ritornando quindi all’emerita sciocchezza, quello che vuole essere il senso di questa riflessione è: ci innamoriamo e proviamo attrazione sessuale perché siamo umani. È parte della nostra natura, è giusto che succeda. Ma ci succede in quanto singoli individui e nei confronti di altri singoli individui, non di intere categorie di persone. A mio avviso è davvero uno spreco incredibile precludersi a priori la possibilità di diventare amici di qualcun altro solo in nome di un’etichetta, rinunciando in partenza perché “Tanto è impossibile!”.

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Potreste starvi perdendo lo spasso di discutere animatamente di quanto “Appetite for destruction” fosse infinitamente meglio di “Chinese Democracy”, ridendo e scherzando all’ombra di un platano in un piacevole pomeriggio di fine maggio. Sarebbe davvero un peccato.

Leggi i commenti (1)
  • a volte un’amicizia tra uomo e donna (ma pure tra persone dello stesso sesso) diventa una relazione amorosa e a volte no. A volte ci si innamora di un amico e a volte no..non c’è una regola

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