Intrattenimento

To Love Is To Live: l’esordio solista di Jehnny Beth

Se le cose non fossero andate come sono andate, stasera sarebbe salita sul palco del Circolo Magnolia.

Lei è la magnetica Jehnny Beth, già conosciuta per essere la voce delle Savages. Un’artista a 360°, che quest’anno ha in uscita non solo il suo primo disco solista ma anche un libro di racconti erotici, e che – dopo l’esperienza in radio – ha intrapreso quella in televisione.

To Love Is To Live, il suo album in solo, esce il 12 giugno per Caroline Records. È un lavoro che è stato registrato tra Los Angeles, Londra e Parigi, e che conta numerose collaborazioni: i produttori Flood, Atticus Ross, il co-creatore Johnny Hostile, ma anche Romy Madley Croft dei The XX, l’attore Cillian Murphy, e Joe Talbot degli IDLES. Undici brani intensi, che esplorano le diverse sfaccettature di essere umani, con profondità, delicatezza e versatilità.

Della sua avventura senza la band che probabilmente l’ha resa nota ai più, di arte e di amore, abbiamo parlato un pomeriggio di qualche settimana fa con lei, al telefono.

È stato difficile dire alle Savages che volevi intraprendere un progetto solista? C’è mai stato qualcosa che ti andava stretto nella dimensione di band?
No! Perché era quello che desideravo fare, quindi non avevo scelta se non quella di farlo. Nella band mi sono sempre sentita libera, non c’è mai stato nulla che mi impedisse o mi fermasse dallo scrivere, cantare, fare qualcosa. Anche quando si era in disaccordo su qualcosa, sono sempre stata bene, ho sempre potuto essere me stessa, ed essere libera, senza vincoli. Niente mi ha mai fermata nell’essere me stessa.

“To Love Is To Live” è un album molto umano, un vero viaggio nell’essere umani: puoi dirci tre artisti che hanno influenzato musicalmente l’atmosfera del disco e tre eventi o emozioni che hanno avuto impatto sui testi?

Ti cito tre artisti e tre album, accomunati dal fatto che la loro produzione mi abbia colpita e affascinata, al punto che quando li ho ascoltati mi sono detta che anche io avrei voluto fare un disco che fosse altrettanto fatto bene: Kendrick Lamar con “Pimp a Butterfly”, un disco molto collaborativo, Beyoncé – un’artista che peraltro non avevo mai ascoltato e non conoscevo – con il disco omonimo, e i Low dei quali sono una fan, con “Double Negative”, un disco veramente bello, ricco di metafore.

Per quanto riguarda i tre momenti, le tre emozioni, mi ricollego direttamente a tre brani… Per esempio, “French Countryside”: ero in aereo ed ero convinta che ci saremmo schiantati, così mi sono ripromessa che se fossi sopravvissuta avrei vissuto e amato meglio di quello che avevo fatto fino a quel momento. Ci sentiamo spesso immortali, ma così non è e dovremmo dare maggior valore a ciò che ci circonda. “Innocence”, è invece un brano che rimanda a quando mi sono rispostata a Parigi dopo essere stata a Londra, a un senso di frustrazione che provavo nel non riuscire a connettermi con l’umanità. “Human” è nata leggendo articoli su persone che avevano affrontato una digital rehab, per smettere di essere ossessionate da tutto ciò con cui abbiamo a che fare ogni giorno – social, email, tecnologia – e che ci fa perdere il senso delle persone, della vita e della natura, con la quale è importante rimanere connessi.

Sei andata via dalla Francia, poi ci sei ritornata: è cambiato qualcosa di te?

Ho lasciato la Francia a 20 anni per andare in Inghilterra e la mia vita è sempre girata e gira tutta attorno all’arte, alla musica: se non creo mi sento fisicamente male, è la mia natura! Mi piacciono i nuovi inizi, mi piace fare nuove cose, è eccitante; ma a un certo punto dopo aver fatto per lungo tempo tutto ciò in Inghilterra, ho sentito la necessità di tornare a riconnettermi con una parte di me, con la mia famiglia, con la me bambina, e tornare così in Francia.

Come gestisci i tuoi diversi interessi e talenti artistici?

Il segreto probabilmente sta nel fatto che tutte queste cose non le faccio da sola ma mi circondo di persone che portano idee e con le quali mi confronto. Non viene tutto dalla mia testa: mi piace lavorare in gruppo, mi piace imparare, crescere, grazie agli altri. Ho una spiccata mentalità di gruppo ed emerge in ciò che nel tempo ho fatto: la band, il mio lavoro solista per la cui produzione mi sono fatta supportare da contributi preziosi, il programma in radio, il programma televisivo, il libro. Sono tutte situazioni in cui non sono sola e in cui ho l’opportunità di fare ricerche, ascoltare nuova musica, scoprire artisti. Pensa semplicemente a cosa sia preparare un’intervista e a tutta la scoperta di nozioni e informazioni che porta con sé.

Sei bisessuale e ne hai parlato apertamente in diverse occasioni: come sei diventata consapevole di te stessa?

È stato un lungo percorso per me: c’è stato un periodo in cui non riuscivo a identificarmi come bisessuale. Per affrontare questo blocco, quest’accettazione, la musica mi ha aiutata molto. La musica mi ha aiutata a esprimermi, non coi miei che sono persone meravigliose ma con gli altri; mi è stata d’aiuto nell’andare oltre, a scoprirmi, a capirmi. Mi ha aiutata andare a Londra, mi è stato molto di supporto, esprimermi in una lingua diversa dalla mia.

Ma che cos’è l’amore?

Mi piace questa domanda! L’amore è tutto! Senza amore non siamo niente, non c’è umanità. Pensiamo di avere chiaro cosa sia l’amore, pensiamo di conoscerlo, pensiamo di sapere come fare ad amare, come imparare ad amare. Ci inculcano che l’amore sia per l’eternità, che ci innamoriamo e poi automaticamente siamo felici, quindi poi quando ci imbattiamo nella realtà siamo frustrati, soffriamo. In ciò che faccio, quando scrivo, nel mio lavoro, cerco di proporre diverse prospettive, punti di vista non comuni. Credo sia fondamentale tenere l’amore sempre al centro di tutto, in un contesto post romantico. È importante usare l’immaginazione ed essere coinvolti, attivi in ogni nostra esperienza.

Che consiglio daresti a una ragazza che vorrebbe intraprendere il tuo percorso?

Do it! Dai il 100%, non tornare mai indietro. Circondati di persone che portino buoni consigli, cose belle, siano positive e ti facciano crescere. Non hai bisogno di avere attorno troppe persone, ma persone mirate. Non farti buttare giù. E non mollare.

Commenti (1)
  1. Avatar ned ha detto:

    io al romanticismo non rinuncio.

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