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True Trans with Laura Jane Grace

True Trans with Laura Jane Grace

Ormai noi di Bossy ci siamo affezionati a Laura Jane Grace, cantante del gruppo punk rock Against me!
Poco tempo fa vi avevamo già raccontato un po’ della sua affascinante storia (che, nel caso ancora non l’aveste fatto, vi raccomandiamo di andare subito a leggere!), questa volta invece sarà Laura stessa a prendere la parola attraverso un documentario, o meglio una docu-serie, che vogliamo assolutamente consigliarvi.

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“I primi ricordi che ho (della mia infanzia) sono di disforia di genere. Mi sentivo persa e alle volte come se non riuscissi più a sopravvivere. Mi ci sono voluti 31 anni prima di uscire pubblicamente allo scoperto come donna transgender. Niente è più stato lo stesso da quel momento.
Mentre ero in viaggio on the road ho incontrato persone gender-variant con alle spalle i più diversi percorsi di vita, ognuno ad un diverso stadio del proprio viaggio. Ascoltare le loro storie ed avere la possibilità di confrontarmi con esse è esattamente ciò di cui ho bisogno ora.”

Con queste parola inizia ognuno dei 10 episodi di “True Trans with Laura Jane Grace”, serie prodotta e realizzata da AOL Originals e trasmessa a partire dall’ottobre 2014.
Il documentario è stato girato mentre Laura era in tour con la sua band: a mano a mano che con gli Against Me! viaggiava, ha incontrato tante persone in tanti diversi luoghi del mondo, tutte accomunate da diverse esperienze di transessualità, e da queste conversazioni è nata questa serie.

La peculiarità del documentario sta nel fatto che non è solo e semplicemente una confessione a cuore aperto di Laura, in cui lei racconta le sue vicende personali (cosa che ovviamente accade), ma nel fatto che dall’incontro con queste persone sia nata una discussione, un confronto. Ognuno porta la propria storia, condivide la propria esperienza con Laura e con gli spettatori. Il tutto accompagnato dalla musica di Transgender Dysphoria Bules, ultimo lavoro discografico della band che verte interamente attorno alle tematiche della disforia di genere e della transessualità.

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Ci sono dieci puntate che affrontano una serie di tematiche relative al percorso di transizione di genere, presentate in ordine cronologico come le fasi del percorso di vita di coloro che si raccontano: dalle difficoltà di convivere con la disforia durante l’infanzia e la pubertà, quando non si sa nemmeno che quel “qualcosa” che si sente dentro abbia un nome ben preciso, ai primi momenti di realizzazione che al mondo esistano delle persone chiamate transessuali. Si parla della scelta di fare coming out e delle difficoltà legate al percorso di transizione, di come ciò significhi rimettere in discussione tutta la propria vita e le proprie relazioni, di cosa significhi essere genitori transessuali e di come si possa giungere ad un’accettazione della propria identità e del proprio corpo grazie al cambiamento attuato e alla nuova vita che si decide di abbracciare.

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È molto importante il fatto che, oltre ad avere certamente un taglio personale e biografico, il documentario abbia anche dei brevi momenti in cui allo spettatore vengono spiegati alcuni concetti più “tecnici” relativi alla transessualità, come per esempio cosa si intende quando si parla di disforia di genere. Vengono anche riportati dati statistici e si cerca di farne un’analisi critica ed obiettiva: per esempio, il tasso di tentato suicidio tra le persone transessuali è del 41%, perché succede ciò? Oppure ancora si dice che molte persone che soffrono di disforia cadono nell’uso di droga e abuso di alcol, quindi si cerca di capire per quale motivo ciò accada, discutendone con le persone che portano le loro testimonianze.
Viene anche sottolineato come la parola transizione da cui derivano i termini transessuale e transgender abbia un significato ben preciso e non sia lì a caso: la transizione non è un evento ma un percorso. Ha una durata ed un “punto di arrivo” diverso per ogni persona.
Tutti questi momenti sono estremamente importanti. Lo scopo di questo documentario è infatti quello di dare alle persone la possibilità di capire cosa significhi essere transessuale e come funzioni questo mondo. Tutto viene spiegato agli spettatori in modo semplice, chiaro e coinvolgente: niente lezioni come sui banchi di scuola, ma spazio alle persone.

Spesso infatti nei media tradizionali le persone transgender sono rappresentate in modo deviante, esclusivamente negativo. Solo recentemente abbiamo iniziato a vedere esempi positivi.
Fare informazione, dare voce a questa realtà portando sullo schermo storie a lieto fine, come lo sono la maggior parte delle storie di persone che passano attraverso un processo di transizione ma che di solito non trovano spazio per essere raccontate, è l’unico modo efficace per cercare di costruire un mondo in cui le persone smettano di ragionare per stereotipi e preconcetti. Un mondo in cui non ci siano discriminazioni e violenze, aggressioni e maltrattamenti. Un mondo in cui ognuno abbia la possibilità di esprimersi per ciò che è, per ciò che sente di essere e vuole essere.
L’invito che ci viene fatto da un ragazzo alla fine del documentario è: “Fate ricerche, informatevi, cercate su Google, fate domande, ma non ragionate per supposizioni!”

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Per Laura ascoltare le storie delle persone che ha incontrato è stato il modo per trovare la sua stessa voce, e con essa il coraggio e la determinazione per utilizzare la posizione di visibilità di cui gode per parlare alle persone, per diffondere il suo messaggio. Come dice in una delle puntate:

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“Spero che le persone che la guarderanno capiscano che le persone con cui ho parlato in questa serie potrebbero essere un loro fratello, una loro sorella, loro madre o loro padre. Si può classificare qualcuno come trans, gender queer o in qualsiasi modo si voglia, ma quando si tratta di arrivare al cuore della questione, in fondo sono solo PERSONE.”

E ancora:

“Sebbene non tutti siano in grado di rapportarsi e comprendere le specificità dell’essere transessuali, quando si tratta di sentimenti quali senso di isolamento, alienazione, depressione e semplicemente le difficoltà dell’essere al mondo, queste sono sensazioni universali con cui tutti hanno a che fare.”

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Per questo motivo, dato che ciò che noi di Bossy cerchiamo di fare è andare oltre gli stereotipi, non possiamo fare altro che consigliarvi caldamente la visione di questa docu-serie, con l’auspicio che possa intrattenervi, raccontarvi delle belle storie e magari anche spiegarvi cose che prima non sapevate.

In conclusione che dire? True Trans è candidato ai “News and Documentary Emmy Awards” la cui cerimonia di premiazione si terrà il 28 settembre a New York.
Laura, facciamo il tifo per te!

P.S. Ne approfittiamo per ricordarvi che gli Against Me! suoneranno aBrescia alla Festa di Radio Onda d’Urto il 18 agosto. Noi di Bossy cisaremo ed avremo il piacere di intervistare Laura.
Stay tuned.

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