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5 cose che puoi fare per la Giornata Internazionale della Donna al posto degli auguri

Premessa: questo articolo parla agli uomini. Non perché io dia per scontato che tutte le donne conoscano il significato di questa giornata, ma perché ogni volta che si parla si sceglie un pubblico e io oggi ho scelto quello più privilegiato, quello le cui azioni anche minime hanno un peso gigante per la società e quindi, personalmente, quello che più di ogni altro deve rendersi conto del potere che ha e poi usarlo nel migliore dei modi, come suggerisce Ben Parker in qualunque adattamento
di Spiderman.

Seconda premessa (vi conosco, mascherine…): ammettere di essere privilegiati non equivale a dire di non avere problemi e vivere una vita perfetta. Ogni uomo, singolarmente, può avere mille questioni personali e passarsela male. Ma ogni uomo, statisticamente, è più privilegiato di tante
altre categorie, per il solo fatto di essere uomo. Le delusioni d’amore, la bancarotta, il divorzio… non cambiano il fatto che nessun uomo venga ucciso con una frequenza di uno ogni tre giorni, per il solo fatto di essere uomo. Questo è avere un privilegio. Che non significa non soffrire, ma avere una carta in più da giocare per alleviare almeno in parte le sofferenze degli altri.

Perciò, perché oggi non vanno fatti gli auguri? Perché oggi non è la Festa della Donna, come piace chiamarla a chi non conosce limiti etici per fare soldi, bensì la Giornata Internazionale della Donna. Non è il giorno designato per fare follie (anche se, nei fatti, lo è diventato, perché oggi è l’unico giorno in cui possiamo andare a vedere uno spogliarello maschile senza che qualcuno ci apostrofi come “troie”), è il giorno scelto per fare il punto della situazione. È un giorno dedicato al ricordo delle battaglie passate e delle discriminazioni subite, ma anche un giorno necessario per aggiornare l’agenda e capire quali debbano essere i prossimi passi per eliminare le discriminazioni ancora esistenti ed evitare che si ripropongano quelle pregresse.

Per essere ancora più chiara: fareste mai gli auguri alla comunità ebraica il Giorno della Memoria? Ecco. Quindi, lasciate perdere i bigliettini e le mimose, ci sono cose molto più utili da fare. Più faticose, certo, ma fare la cosa giusta spesso non è una passeggiata di salute e questo lo sappiamo tutti, a prescindere dal nostro genere.

1. Informatevi su quali siano le battaglie odierne

Sento spesso uomini chiedersi a cosa serva il femminismo nel 2020, ora che le donne possono
votare. È una domanda interessante e, anziché dare per scontato che sia retorica, vi invito a farla
seriamente a una femminista e a prepararvi a prendere qualche appunto. Il primo passo per aiutare qualcuno è comprendere quali sfide stia affrontando e poi capire come poter dare una mano concretamente. Non si può prescindere da un po’ di teoria e anche la più giovane delle femministe ha una lista bella lunga di argomenti, perciò chiedetecelo. Chiedetelo alla vostra amica attivista, alla vostra fidanzata, a vostra figlia, alle donne che manifestano. Se avete veramente voglia di capire, vi assicuro che troverete più di una persona con la voglia di spiegare.

2. Non sminuite i problemi delle donne

Se un problema ci sembra di poco conto, spesso è perché non ci tocca personalmente. Troppe volte mi sono ritrovata a raccontare una battaglia femminista a un uomo e sentirmi dire in tutta risposta “va beh, ma questo non è un vero problema”. E se invece di giudicare subito come stupida una questione che non ci tocca, partissimo dal presupposto che probabilmente non la stiamo capendo perché siamo così privilegiati da non aver mai subito le conseguenze di quella questione? Questo, naturalmente, vale per tutti i generi e tutti i problemi. E vale oggi, così come domani o il mese prossimo. Se a te quella cosa non sembra un problema, puoi decidere di pensare che il tuo modo di vedere il mondo sia universale e oggettivo e quindi considerare stupido chi chiama “problema” quella bazzecola, oppure puoi considerare l’ipotesi di avere tu dei punti ciechi e di non stare vedendo cose importanti. Spoiler: è così, è sempre la seconda ipotesi. Gli altri non sono stupidi, hanno solo una vita che tu non conosci.

3. Siate degli alleati

Dopo aver capito quali siano le battaglie femministe del momento e perché non siano “il capriccio
di quattro sessantottine”, combattetele al nostro fianco. Vuol dire chiederci “qual è la cosa più utile che posso fare per voi, affinché questa battaglia si vinca?”. Non resterete mai senza risposta, perché questa domanda noi femministe ce la sogniamo anche di notte (davvero, “Uomini che ti chiedono come fare per aiutare” potrebbe diventare una categoria porno). Se solo diventaste consapevoli di QUANTO potreste essere utili, vi chiedereste solo “ma perché non ci ho pensato prima?”.

4. Rompete le scatole ai vostri amici uomini

Non so se abbiate notato anche voi questa cosa, ma quando un uomo è convinto che le donne siano inferiori, non è molto aperto ad ascoltarle. Groundbreaking, eh? È per questo che gli uomini che si sono avvicinati al femminismo e ne hanno compreso l’importanza hanno il dovere morale di parlarne con altri uomini, perché è compito degli uomini educarne altri. La storiella della femminista che deve indottrinare la categoria maschile è inefficace e antipatica, perché ripropone lo schema trito e ritrito del “loro poverini non ce la fanno da soli, dobbiamo spiegargli tutto noi”. No. Non funziona quasi mai e ci costringe a immettere energie in quello anziché nelle battaglie che non aspettano che sia finita la lezione sul femminismo. Tocca a voi. È un lavoro antipatico che dovete fare voi. Funziona meglio e rischiate meno.

5. Scoprite come il femminismo faccia bene anche agli uomini

Il femminismo si occupa di tutte le richieste che la società fa alle donne, di tutte le caratteristiche
che una donna deve avere per essere considerata una Vera Donna. Ma, plot twist, si occupa anche
di tutte le richieste che la società fa agli uomini, di tutte le caratteristiche che un uomo deve avere
per essere considerato un Maschio Alfa. Oggi, usate il tempo che avreste speso per cercare una mimosa (in un supermercato semivuoto in questo mood post apocalittico nel quale ci troviamo) per fare una ricerca su Google. Andate nella barra e digitate “mascolinità tossica”. Capirete che non siete gli unici a pensare che non vada bene che un uomo non possa piangere in pubblico, debba offrire sempre e comunque la cena, sia obbligato a essere sempre il più realizzato, il più ricco, il più forte… Sapete chi altro pensa che non vada bene? Le femministe. Da quando? Da sempre.

Il femminismo è un mondo di questioni aperte, che vanno conosciute, studiate, comprese e poi
concretizzate in atteggiamenti quotidiani. Noi donne ci proviamo da un po’, è davvero giunto il momento che vi uniate anche voi, per quanto non sia affatto semplice.

Forse, se c’è qualcuno a cui fare gli auguri oggi, a ben pensarci non sono le donne.

Buona Giornata Internazionale della Donna a tutti gli uomini.

E buon lavoro.

Immagine di copertina: Priscilla Du Preez
Commenti (5)
  1. Avatar Riccardo ha detto:

    Grazie, e buon lavoro a noi uomini!

  2. Avatar ned ha detto:

    oggi in occidente gli uomini sono liberissimi di piangere in pubblico, e di essere se stessi possono essere forti, fragili come vogliono. sul resto sono d’accordo

  3. Avatar Irene ha detto:

    Giustissimo! Se possono farlo è anche merito del femminismo

  4. Avatar Lorenzo ha detto:

    Allora io non capisco: perché ci so rivolge agli uomini e non a tutte le PERSONE che non sanno cosa rappresenti questa giornata. La percentuale di PERSONE che è ignorante su questi argomenti appartiene soprattutto al genere maschile? Assolutamente. Il genere maschile ha una miriade di vantaggi rispetto a quello femminile e potrebbe avere un ruolo determinante nel sistemare la situazione? Di nuovo, assolutamente. Ma se l’intento dell’articolo è educativo e divulgativo, affermazione che mi sembra essere fondata, io non capisco la necessità di puntare il dito contro la maggioranza, e non rivolgersi a tutti, nessuno escluso. Perché oggi a fare gli auguri alle donne, sono le PERSONE e se la rivista afferma di andare contro gli stereotipi, i tabù e la discriminazione, credo che dovrebbe cercare di evitare di creare articoli mirati a sottoclassi del genere umano. Anche perché è una caratteristica che è presente in più articoli e non solo in questo. Peccato, perché le affermazioni incluse nelle parole di Irene secondo me potrebbero veramente essere di aiuto a ogni tipo di PERSONA e un messaggio che secondo me è universale si va a indirizzare solo ad una parte della popolazione. Concludo: capisco perfettamente che dietro ci possa essere anche un intento provocatorio, e siete ovviamente liber* di scrivere quello che volete, ma volevo solo sottolineare che, secondo me, lo scopo educativo che perseguite viene ad essere danneggiato con questo tipo di articoli.

    1. bossy bossy ha detto:

      La risposta alla tua domanda è nel primo paragrafo dell’articolo

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