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BlackMonday: dovremmo tutti sostenere il diritto all’aborto in Polonia
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BlackMonday: dovremmo tutti sostenere il diritto all’aborto in Polonia

Barbara Gargaglione

La Polonia è uno dei paesi europei con le norme più restrittive per quanto riguarda le interruzioni di gravidanza; settimana scorsa il parlamento polacco ha cominciato le procedure per varare una legge che vieta praticamente qualsiasi tipo di aborto.
Attualmente la legge prevede la possibilità di abortire solo in 3 casi:

  • rischio di morte per la madre
  • patologie gravi nel feto
  • gravidanza frutto di violenza sessuale

La nuova proposta è quella di limitare l’aborto esclusivamente al primo caso, cioè se la donna incinta è in pericolo di vita. Chi pratica l’aborto illegalmente rischierà fino a cinque anni di prigione contro gli attuali due e anche la donna che decide di abortire sarà soggetta alla carcerazione. Il disegno di legge arriva da una proposta ufficiale congiunta di diversi gruppi religiosi cattolici e dei partiti più conservatori, appoggiati dai medici obiettori di coscienza e dal 58% della popolazione intervistata in un sondaggio.

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Il 1 ottobre, al grido di “Salviamo le donne!” in migliaia si sono radunati in piazza a Varsavia per protestare contro questa nuova violazione dei diritti; l’hanno chiamata #CzarnyProtest (o #BlackProtest, protesta nera) e per domani – 3 ottobre – è previsto uno sciopero generale in tutta la Polonia, che prenderà il nome di “Black Monday”. La proposta degli organizzatori alle donne è quella di lasciare per un giorno il posto di lavoro, l’università, le faccende domestiche e manifestare vestite di nero in tutte le città.

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In Italia la legge 194/78 garantisce l’interruzione volontaria di gravidanza ma abortire non è facile come si può pensare. Si stima che il numero di medici obiettori di coscienza si aggiri intorno al 70% (addirittura 90% in alcune regioni) e dato che siamo freschi di FertilityDay e campagne conservatrici ai limiti del ventennio fascista, forse è il caso di tenersi pronti e mostrare solidarietà a un paese che rischia di veder negato uno dei più importanti diritti per la salute fisica e psicologica della donna.

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Tristemente, non ci stupisce il fatto che sui media italiani questa seria questione polacca non sia circolata e dunque ad ora in nessuna città italiana sia prevista una protesta ufficiale.

Domani allora cerchiamo di essere tutti attivi almeno su Facebook, Twitter, Instagram… per mostrare solidarietà.
Fatevi delle belle foto in dresscode TOTAL BLACK! E non dimenticate gli hashtag #BlackProtest #BlackMonday e se vi fa piacere #BossyItaly.

Leggi i commenti (2)
  • Non si capisce perché dovremmo difendere l’aborto in Polonia. Vi consiglio di informarvi sulla realtà dell’aborto, le sue conseguenze e quello che accade nelle cliniche abortiste, al di là degli slogan che possono avere un impatto emotivo forte ma che in realtà non hanno significato utile.

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