ATTENZIONE: nella recensione non troverete spoiler di alcun genere sugli avvenimenti di quest’ultimo capitolo, ma ci saranno invece riferimenti specifici agli avvenimenti degli episodi precedenti. Se non siete in pari, correte su Netflix e poi tornate qui a leggere.

È stata una cosa mai vista.
Il primo giugno di un anno fa, tantissime persone si erano viste rovinare l’inizio del Pride Month dalla notizia ufficiale che Sense8, la serie sci-fi delle sorelle Wachowskiuno dei più amati tra i prodotti originali di Netflix ed una delle più grandi rivoluzioni in materia di rappresentazione tra i prodotti d’intrattenimento degli anni Duemila – non avrebbe avuto una terza stagione.

Quello che è successo dopo è stata una dimostrazione incredibile del potere che oggi il pubblico può avere su ciò di cui fruisce: gli stessi outlet da cui la notizia della cancellazione è stata diffusa sono stati immediatamente invasi da proteste e suppliche, con una potenza ed un’insistenza senza precedenti.
Petizioni, ondate organizzate di messaggi a Netflix, hashtag in cima alle tendenze su tutti i social.
Di continuo, per giorni. Anche quando Netflix ha risposto “ci dispiace, vediamo la vostra richiesta ma non possiamo proprio accontentarvi”.
E infatti nemmeno un mese dopo hanno cambiato idea e hanno detto “ok, non possiamo darvi un’altra stagione intera, ma possiamo darvi due ore e mezza per dire addio come si deve a questa serie e chiudere le storyline che erano rimaste aperte”.

Da sinistra a destra, gli attori protagonisti: Brian J Smith (Will), Tuppence Middleton (Riley), Toby Onwumere (Capheus), Miguel Àngel Silvestre (Lito), Doona Bae (Sun), Jamie Clayton (Nomi), Max Riemelt (Wolfgang), Tina Desai (Kala)

E così arriviamo a oggi, giorno in cui il finale è ufficialmente disponibile.

O meglio, arriviamo a qualche giorno fa, quando mi è stato domandato se mi andasse di vederlo in anteprima per scriverne qui sopra, ed io sono quasi letteralmente caduta dalla sedia.
Perché tra quelle persone che pregavano su Twitter e firmavano qualsiasi petizione capitasse sotto il loro naso, c’ero anche io.
Io che tre anni fa mi sono innamorata di questa storia e del modo in cui è stata raccontata né più e né meno di tanti (tanti) altri.

Nonostante l’esistenza di scene come questa, quando dico che guardo Sense8 “per la trama” non è ironia. Sono seria. Per dire.

Pensandoci bene, quasi certamente voi che state leggendo nemmeno avete bisogno di essere convinti a vedere questo speciale. Però abbiate pazienza, questo privilegio della visione in anteprima dovrò pure meritarmelo in qualche modo.

Quindi senza perdere altro tempo in chiacchiere, ecco otto (ovviamente!) ragioni per le quali se oggi decideste di non andare al lavoro o a scuola per guardare questo finale non mi sentirei di dirvi nulla.

  1. Tutte le domande hanno la loro risposta
    Cosa devono rischiare i sensates per salvare Wolfgang? Che ruolo avrà il rapimento di Whispers e Jonas nella loro missione? Quali sono le vere intenzioni che si nascondono dietro la BPO? Quali sono i segreti su di essa che Jonas insiste per non rivelare? In che misura Lila è coinvolta?
    Ma anche: Kala affronterà Rajan a proposito dei suoi sentimenti per Wolfgang? Nomi e Amanita avranno le nozze che si sono promesse? Sun riuscirà finalmente a concludere con quel gran figo del Detective Mun?
    Ho intenzione di mantenere la promessa di evitare gli spoiler, ma questo posso dirlo: le risposte che volevamo ci sono tutte. Soddisfacenti o meno, starà a ciascuno deciderlo.
  2. Ne varrebbe la pena in ogni caso
    Anche non doveste essere soddisfatti di come ogni parte della storia arriva alla sua conclusione, si tratta comunque di due ore e mezza di intrattenimento di alta qualità.
    Location mozzafiato, ottima recitazione, montaggio e fotografia impeccabili, colonna sonora perfetta. Non c’è proprio nulla che non funzioni dal punto di vista tecnico. Sarà – se non altro – una gioia per gli occhi.
  3. C’è tutto quello che abbiamo sempre amato
    Anche questo non lo considero uno spoiler, ma piuttosto una rassicurazione: tutti i marchi di fabbrica di questa serie sono presenti. Dalle scene d’azione in cui ciascuno dei sensates mette al servizio degli altri le proprie abilità (effettuando i continui cambi di posto che ci piacciono tanto) alle battute esilaranti anche nel bel mezzo dei momenti di maggiore tensione, dai monologhi o dialoghi che capisci dopo le prime tre parole che ti ritroverai a singhiozzare sul pavimento, alle scene corali con canzoni iconiche in sottofondo. Non manca nulla.
  4. Ma c’è anche qualcosa in più
    Come gli ultimi minuti della seconda stagione ci hanno mostrato, ora i sensates sono insieme anche fisicamente, per la prima volta. Questo è un cambiamento molto grande nelle dinamiche della storia, non tanto per gli otto protagonisti, che sono ormai abituati ad essere “insieme”, ma per i mondi (e le persone) che a loro ruotano intorno, che si trovano per forza di cose a confrontarsi come mai era successo.
  5. È una lettera d’amore a tutti i fan
    Senza di noi, senza l’insistenza con cui abbiamo chiesto di più, tutto questo non sarebbe stato possibile. L’immensa squadra di lavoro che sta dietro a Sense8, partendo da Lana Wachowski fino ad arrivare alle unità di ripresa secondarie, ha espresso più volte la sua gratitudine, e qui diventa sempre più tangibile man mano che i minuti scorrono. È un grazie che dura due ore e mezza.

    Contro ogni probabilità e previsione, il vostro amore ha riportato in vita Sense8.
    – Lana Wachowski

  6. Meritiamo di dire addio a questa storia come si deve
    Il finale della seconda stagione non sarebbe potuto essere abbastanza. Ma non solo per i quesiti rimasti del tutto aperti a cui ho fatto riferimento; semplicemente meritavamo la possibilità di “salutare” come si deve ciascun personaggio, meritavamo il sapore di fine che questo episodio lascia.

  7. Dobbiamo far capire che questo è quello che vogliamo dall’intrattenimento
    D’accordo, non avremo più nuovi episodi di questo telefilm. Però, la piccola rivoluzione di cui è stato protagonista dimostra che è tanto necessario quanto possibile, al giorno d’oggi, un certo modo di intrattenere. Supportare questo show fino alla fine può aiutare a far capire a chi pensa e realizza ciò che guarderemo nei prossimi anni che vogliamo più prodotti come questo. Prodotti che raccontino noi. TUTTI noi.

    “Ho appreso una delle lezioni più importanti della mia vita: l’impossibile è solo ad un bacio di distanza dalla realtà.”

Ok, ho mentito, le ragioni sono solo sette.
Questo perché l’ottava è personale, ed è in un certo senso un riassunto di tutte le precedenti.

Mi è capitato più volte di essere presa in giro per quest’abitudine che ho di affezionarmi a certi film o telefilm, come se fossero di più. Eppure io non mi pento di nemmeno uno dei tweet disperati che ho scritto per avere questo finale, proprio questo di cui vi ho parlato.
Eccola, l’ottava ragione: ho guardato questo finale per poterne scrivere.

Perché forse non saranno queste le cose importanti della vita, ma le raccontano.
E tutti meritiamo racconti così belli da aver voglia di combattere per difenderli come se ne andasse della nostra vita.
Così belli da aver voglia di condividerli con più persone possibile.

 

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