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“Ma devi sempre fare la femminista?” Riflessioni di una figlia, per la mia mamma

Commenti (5)
  1. Avatar Meg Anna ha detto:

    non è una questione di essere “politically correct”, è una questione di accettare tutti per quello che sono, perché alla fine siamo tutti uguali, “politically correct” è un termine di quelli che non capiscono questo fatto

    1. Benedetta Geddo Benedetta Geddo ha detto:

      Certo, hai ragione. Io ho riportato il termine ‘politically correct’, però, perché è quello che è stato usato nella conversazione: non il termine migliore, ma considerato che viene impiegato da una persona che non ha letto libri sul femminismo o è informata sempre sulle ultime questioni di social justice, è anche comprensibile. Non si tratta di non capire, io credo, quanto piuttosto di non avere termini specifici: ‘politically correct’ è l’espressione che più si avvicina al concetto. Appunto, per una persona che non ha il lessico giusto.

  2. Avatar Cinzia ha detto:

    Tagliare il cordone ombelicale con i propri genitori dopo una delusione avuta da loro è un passaggio obbligato.
    Ognuno di noi lo vive in periodi diversi della vita, il punto d’arrivo è quasi sempre lo stesso: dobbiamo riconoscere che hanno difetti e limiti e continueremo ad amarli, ma in un modo più adulto e disincantato.
    Diverso è se scopri che un genitore non accetta per niente quel che pensi, si oppone, ma abbiamo visto che non è questo il caso. Sarà un giro di boa, non sentirti amareggiata, magari quella chiacchierata del giorno dopo a colazione, però, falla con lei. Al contrario, sarebbe un’occasione persa 😉

    1. Benedetta Geddo Benedetta Geddo ha detto:

      Per me non è stato tanto un tagliare il cordone quanto rendersi conto che, come dici tu, anche i nostri genitori hanno difetti e limiti. E la chiacchierata c’è stata, don’t worry.

  3. Avatar Noemi ha detto:

    Mi è successa una cosa molto simile di recente e questo articolo mi è stato davvero d’aiuto per rifletterci un po’ su e per capire che anche se non si è sempre d’accordo, non bisogna farne una tragedia. Crescere in fondo comprende anche questo.
    Veramente illuminante, complimenti!

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