Da qualche giorno si parla dello scontro tra ArciLesbica Nazionale e le associazioni LGBT presenti alla Salara di Bologna in merito all’utilizzo e alla titolarità della sede ufficiale all’interno della Salara, che, dopo anni di condivisione, verrebbe in questo momento negata ad ArciLesbica Nazionale.
La storia è stata dipinta da molte testate, ma anche dalla stessa ArciLesbica Nazionale, come uno scontro tra ArciGay e ArciLesbica sulle posizioni politiche, in particolare sul tema della GPA, alla quale ArciLesbica Nazionale è fortemente contraria. In parole povere, ArciGay avrebbe “sfrattato” ArciLesbica dalla sua sede ventennale per dissensi politici.

C’è una voce, però, che ha parlato, ma è stata poco ascoltata, ed è quella dell’associazione Lesbiche Bologna, precedentemente ArciLesbica Bologna – ovvero il distaccamento locale dell’associazione nazionale.
Per spiegarvi meglio, vi rimando alle loro stesse parole:

Siamo state affiliate ad ArciLesbica Nazionale. 
Questa la nostra storia, il nostro percorso.
Dal 23 marzo 2018 siamo “Lesbiche Bologna”, affiliate al Comitato provinciale Arci. I nostri progetti, le nostre socie e le nostre relazioni sul territorio rimangono gli stessi. Con l’approvazione agli emendamenti allo Statuto ora procediamo nella nostra autonomia, proprio nel ventesimo anniversario del Circolo di Bologna. Ciò è stato possibile grazie al desiderio di un numero consistente di socie che non ha voluto aderire al progetto politico vincente all’ultimo Congresso Nazionale, avvenuto nel capoluogo emiliano dall’8 al 10 dicembre 2017, ratificando così il distacco da ArciLesbica Nazionale.

Abbiamo parlato della situazione con la Presidente di Lesbiche Bologna, Carla Catena.

Da qualche giorno sono usciti titoli riguardo lo “sfratto” di AL Nazionale dalla storica sede della Salara dopo 22 anni di residenza. Ma qual è il ruolo di Lesbiche Bologna?

Domanda molto pertinente, che mi permette di precisare una cosa importante: non è stato uno sfratto.
Alla Salara aveva ed ha sede legale ArciLesbica Bologna. Essendosi trasformata in Lesbiche Bologna, ma essendo la stessa associazione – abbiamo mantenuto il codice fiscale – la sede continua ad essere legalmente assegnata a noi dal Comune.
Il gruppo di socie di ArciLesbica Bologna ha fatto un’assemblea straordinaria per “disaffiliarsi” da ArciLesbica Nazionale; ma come associazione siamo sempre stati autonomi, avevamo solo un’affiliazione ufficiale ad ArciLesbica Nazionale. Le nostre socie hanno chiesto la modifica e la disaffiliazione per proseguire la nostra vita associativa autonomamente in seguito al Congresso Nazionale del dicembre 2017.
Abbiamo cambiato il nome, ma l’associazione è sempre la stessa.

Quindi dal punto di vista legale, qual è il rapporto col Comune di Bologna?

Noi siamo titolate ad avere sede alla Salara, dove hanno sede altre associazioni del panorama LGBT+ bolognese.
Lo scorso anno abbiamo partecipato a un percorso di co-progettazione col Comune di Bologna che ha chiamato a raccolta le associazioni LGBT+ della città per firmare un patto di collaborazione nel quale si presentavano i progetti e si assegnavano ufficialmente le sedi.
Noi abbiamo partecipato con nove progetti, prima col nome di ArciLesbica Bologna e quindi come Lesbiche Bologna, mentre ArciLesbica Nazionale non ha partecipato. Perciò nel momento in cui la nostra associazione chiude l’affiliazione con ArciLesbica Nazionale, mantiene i suoi progetti e i suoi spazi per legge.
Questo percorso si è chiuso agli inizi di agosto. In quel momento, tra l’altro, stava scadendo la convenzione per l’assegnazione della sede, perciò l’abbiamo rinnovata e confermata. Ma il Comune l’ha confermata firmando con noi, non con ArciLesbica Nazionale.

Ma quindi, in precedenza, perché ArciLesbica Nazionale aveva sede alla Salara?

ArciLesbica Nazionale aveva sede lì solo ed esclusivamente perché ospite di ArciLesbica Bologna, che però essendosi disaffiliata, non ha più intenzione di ospitare ArciLesbica Nazionale.

Questo non significa che abbiamo sfrattato qualcuno. C’è una situazione non semplice che prima di tutto è burocratica e logistica e dipende dai bandi e dai progetti firmati col Comune di Bologna.
A prescindere dalla separazione su base politica che è avvenuta.

Ecco, qual è la questione politica dietro allo scontro?

Sicuramente la nostra volontà di non ospitare più ArciLesbica Nazionale è una questione politica, ma il tutto è stato strumentalizzato.
Noi abbiamo notificato la situazione ad ArciLesbica Nazionale mandando una lettera firmata da tutte le associazioni residenti alla Salara – quindi anche Arcigay Bologna, Agedo e Famiglie Arcobaleno – e da lì è stato comunicato all’esterno che Arcigay stava sfrattando ArciLesbica per le sue posizioni contrarie alla GPA.
Noi, Lesbiche Bologna, e il nostro percorso non siamo neanche mai nominate da ArciLesbica Nazionale nel suo comunicato, così come non sono nominati i problemi burocratici e logistici legati ai permessi e alle concessioni del Comune.

Lì, in questo momento, ArciLesbica Nazionale non può aver sede per legge.

Per quanto riguarda noi, la disaffiliazione è nata dalla spaccatura che ArciLesbica Nazionale porta sulla GPA, ma non solo – non è il nostro argomento portante. Abbiamo subito due anni di imposizioni su questo tema e un percorso che abbiamo ritenuto poco democratico.

In più crediamo che il percorso che ArciLesbica Nazionale ha cominciato dal Congresso del dicembre 2017 rispetto alle identità non esclusivamente lesbiche e cisgender, non rispecchi il percorso ventennale che ha fatto la stessa ArciLesbica Nazionale sulle identità bisessuali, pansessuali e transgender.
Anche per questo ci siamo staccate, perché vogliamo continuare su un percorso intersezionale.

Mi pare di aver capito che se AL Nazionale volesse rimanere alla Salara potrebbe tranquillamente presentare un progetto al Comune di Bologna, o sbaglio?

Certo! Quando abbiamo elaborato il comunicato stampa, questa informazione è stata inserita nel modo più chiaro possibile: ArciLesbica Nazionale può rientrare nel patto di collaborazione. Hanno già un appuntamento con l’assessore Susanna Zaccaria, che si è occupata di questo patto.
Non solo, possono sia rientrare nel patto di collaborazione, sia chiedere una sede a Bologna.
La sede verrà comunque stabilita dal comune e dall’assessorato, non siamo noi a decidere quello che possono o non possono fare in relazione al Comune di Bologna.
In ogni caso, ArciLesbica Nazionale non ha usato fisicamente la sede al Cassero nel corso degli ultimi dieci anni.

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