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“Be yourself, Don’t waste time”. Intervista al cantante, stylist e fotografo Azazel
Dark Light

“Be yourself, Don’t waste time”. Intervista al cantante, stylist e fotografo Azazel

Valeria Lucia Passoni

Stylist, fotografo e cantante, Azazel ha origini toscane e vive tra Londra e Milano. Appassionato di musica da sempre, a lungo ha lottato per essere e mostrarsi fieramente se stesso, superando discriminazioni e giudizi stereotipati eteronormativi e andando oltre le sue insicurezze. Lo scorso 15 aprile ha pubblicato Gemini, un EP che fa seguito ai singoli pubblicati lo scorso anno e che hanno segnato il suo esordio nell’ambito musicale, ispirati dalle rapper coreane CL e Park Bom da cui riprende moda e sonorità, e Mrs Lauryn Hill, regina del soul.

Da Gemini è estratto “24/7”, un brano pop, dalla spiccata componente soul/r&b, un inno a essere se stessə, accompagnato da un video, in cui compaiono ə amicə più strettə di Azazel – dimostrazione del processo di autoliberazione che ha vissuto l’artista – e che oggi presentiamo in anteprima.

Di “24/7”, di “Gemini”, e di come smettere di farsi condizionare dall’esterno, ne abbiamo parlato con Azazel.

Per presentarti: un disco, unə artista, una canzone e un film che senti tuoi, ai quali sei affezionato.

Il mio disco preferito è “The Miseducation Of Lauryn Hill”, non esiste traccia in quel progetto che non sia perfetta. 2NE1 sono il mio artista/gruppo musicale preferito, mi hanno ispirato molto fin da quando ero un ragazzino su come volessi vestirmi e presentarmi.
“Outta my Head” di Somi.
“La Pazza Gioia” di Paolo Virzì, un film che vedo e rivedo spesso, che mi rende fiero delle mie origini e che mi fa riflettere sul significato della felicità.

Kpop e r&b sono due generi musicali ai quali non solo sei affezionato ma che sono una coperta di Linus nei momenti più neri: il kpop però non è conosciutissimo in Italia se non per gli stereotipi che lo accompagnano. Ci fai una compilation di cinque brani per darci un’idea?

“What You Waiting for” di Somi, “If I were you” di 2NE1, “Divina Commedia” di Gdragon, “Love Options” di Bestie, “Wish You Were Here” di CL.

Ci parli di “Gemini” e di “24/7”? Quali sono le peculiarità che ti va di raccontarci? Cosa ha influito, a cosa ti sei ispirato, da cosa hai preso spunto per la sua realizzazione?

Il progetto “Gemini” nasce a ottobre quando tornai in Italia per un paio di settimane per girare un video musicale a Milano. Ero molto depresso, e penso sia stato uno dei momenti più bui della mia vita, in cui mi sentivo veramente svuotato. In quel momento ho avuto il lusso di poter tornare in Toscana da Londra pochi giorni prima di dirigermi a Milano. Ogni giorno scrissi una canzone diversa, dovevo sfogarmi, e dovevo dimostrare a me stesso che avevo ancora qualcosa da offrirmi. Così nascono Le due Canzoni, “24/7” e “Thinking Bout You”, incluse in “Gemini”. Quando scrivo penso molto al passato, ho sempre l’impressione che i miei ricordi siano alla caccia della mia anima. È un’operazione liberatoria ma molto dolorosa. Certe memorie non sono semplici da processare. Come sonorità volevo creare qualcosa che fosse più elevato rispetto a miei primi lavori, più catchy ma allo stesso tempo dove mostrassi di più le mie capacità canore, ma restando nel mio mondo chill e lo-fi. “24/7” è il singolo estratto da “Gemini” ed è una canzone a cui fin da subito mi sono molto affezionato. L’anno scorso fu un anno di grandi scoperte personali, in cui mi sono messo in discussione come mai prima nella mia espressione di genere e questa canzone nasce per coronare questo momentum.

Quando e cosa ti ha spinto a smettere di star ad ascoltare il mondo attorno a te ed a essere te stesso, libero dai giudizi? Qual è stata la molla o l’episodio che ti ha fatto scattare questo meccanismo liberatorio?

Una volta ero tutto quello che non volevo essere, avevo problemi col mio peso, ero insicuro, e permettevo alle mie insicurezze di diventare veleno ogni volta che aprivo bocca. Le cose sono cambiate quando a 17 anni presi in mano la mia vita e finalmente il mio aspetto esteriore rispecchiò l’interiore. Mi promisi a giugno 2013 che a dicembre dello stesso anno mi sarei piaciuto e così fu. Una volta raggiunta quella forma non ho mai più sentito vergogna nelle mie relazioni col mondo. Il coming out a 19 anni mi aiutò a conoscermi meglio, e a provare il vero amore. Sono in generale una persona molto appariscente e non mi vergogno di chi sono, di come appaio o di come le persone mi possono recepire. Mi hanno preso molto in giro quando ero piccolo semplicemente per i miei gusti o per come parlassi, e sinceramente adesso che mi sono fatto una corazza molto resistente non me ne importa minimamente. Tengo sempre presente dove queste persone che facevano i bulli sono adesso e dove sono io e sorrido.

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Cosa consigliare a queə ragazzə che sono presə in giro e discriminatə o che semplicemente per paura di subire persecuzioni e derisioni si nascondono da se stessə? A chi chiedere aiuto? Come farsi coraggio e forza?

“Be yourself, Don’t waste time” così canto nella canzone “24/7”. And I mean it. È importante capire che la vita è breve, e piena di imprevisti, non c’è tempo di starsi a preoccupare degli altri. Certo, ci sono situazioni in cui bisogna stare attentə, è capitato anche a me di essere aggredito fisicamente e verbalmente. Ma ogni volta ogni aggressione mi ha reso più forte e volente di vestirmi ancora più extra. “Nobody cares”, questo è quello che mi ripeto sempre, alla gente che ti guarda alla fine dei giochi non gliene importa niente di come appari o ti vesti, quindi testa alta e walk down the runway.

Firenze, Milano, Londra: umanamente e professionalmente cosa promuovi e cosa bocci di queste tre città che fanno parte della tua vita?

Sì, io sono di Forte dei Marmi in Toscana, quindi sono molto affezionato al mare e all’estate. Amo tornare a casa mia perché mi fa sentire vivo e rurale allo stesso tempo (ride, NdR). Ovviamente la vita qui dopo un po’ diventa noiosa, ma sono fiero delle mie origini e di tutta la natura che ho la fortuna di vivere. Milano mi ha formato la spina dorsale per affrontare ogni città, non la amo particolarmente, ma ho molti dei miei più cari affetti in città e ogni volta che torno per lavoro mi sento sempre il benvenuto. Londra è una città complicata, soprattutto durante il lockdown ma offre veramente lo stile di vita dinamico che sento più vicino a me. Tuttavia il mio sogno è di trasferirmi a New York, come feci due anni fa, perché è il primo posto dopo la mia terra di origine dove mi sono sentito veramente felice di vivere.

Sei stylist e fotografo: come la tua professionalità nel settore moda e dell’immagine influisce sulla tua produzione musicale? Come il visuale si fonde nelle note? Oltremodo, ringraziandoti per il tuo tempo, non possiamo non chiederti consiglio su quali saranno i must have e i trend dell’estate che sta per arrivare così adeguiamo l’armadio.

Quando creo musica è come se nella mia testa creassi anche dei possibili visuals che accompagnino l’opera. Sono molto felice del prodotto che io e il mio team abbiamo creato nel video musicale di 24/7. Lì si vedono le mie principali fashion references, anche grazie al mio stylist Devon Nicholas. Il fatto di lavorare già nella moda e nel mercato musicale ma dall’altro lato dell’obiettivo ha reso ovviamente il tutto molto peculiare e avevo fin da subito alte aspettative perché so bene cosa mi piace e cosa no. Grazie a voi per avermi avuto qui, è stato veramente bello. Per i trend vi dico solo una cosa: Aprite Vogue Runway, cercate “Bottega Veneta” e copiate ogni look, e fidatevi che non sbaglierete mai. Almeno fino a settembre! (ride, NdR)

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