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Educazione sessuale maschile: l’amore non ha fren(ul)i
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Educazione sessuale maschile: l’amore non ha fren(ul)i

Redazione
Articolo di Pietro Balestra

Partiamo dal presupposto che io non sono medico, quindi non sarei la persona più indicata per parlare di Sessuologia ed Educazione Sessuale; oggi, però, sento il bisogno di parlare di una cosa che mi fa molto riflettere: a scuola non si parla ancora abbastanza di sesso – io, per esempio, a diciannove anni, mi sono dovuto sorbire il classico sermone su matrimonio e astinenza da una professoressa di Religione – e i giovani, tra di loro, tendono a ingigantire i resoconti delle proprie “prodezze” per fare i gradassi; così, quando uno di loro, cercando di scoprire da sé come funziona il corpo umano, si trova davanti a degli ostacoli, s’intimorisce, pensa di essere sbagliato, di non funzionare, e si deprime. Ammettiamo poi che, in questo ambito, una buona parte dei genitori costituiscano un problema: sono stati educati al sacro terrore della sessualità, vogliono tenerne i figli lontani il più a lungo possibile, raccolgono firme contro le scuole che integrano progetti di Educazione Sessuale. Non si accorgono che così fanno soltanto del male ai loro figli stessi, che crescono con impulsi, desideri e, talvolta, disagi che non hanno gli strumenti per comprendere.
E se già si parla troppo poco dei problemi legati alla sessualità femminile, come può essere la secchezza vaginale, ancor meno si parla di quelli legati alla sessualità maschile; perché dal maschio ci si aspetta che sia un’inarrestabile macchina da sesso, che non abbia voglia di far altro dall’alba al tramonto, l’idea che possano esserci dubbi, ansie e problemi è avulsa da ogni realtà.


Tuttavia, il pene non è bionico: può avere difetti che possono provocare disagi nella vita sessuale e, conseguentemente, nella psiche del ragazzo. E io oggi voglio parlare proprio di questo, perché Bossy è seguito da moltissimi giovani, maschi e femmine – non si vince ai MIA coi punti del benzinaio –, perciò ritengo importante che sopperisca alle mancanze di un sistemo educativo eccessivamente bigotto e repressivo. Quel che farò adesso, quindi, non è una perizia medica, che non ho titoli per, né sono in grado di fare; bensì raccontare un’esperienza che io e dei miei conoscenti abbiamo vissuto in prima persona, così da permettere ai lettori più giovani di riconoscersi (o riconoscere dei loro amici e suggerir loro di leggere l’articolo), capire di non essere soli al mondo e sbagliati, e avviarsi serenamente alla soluzione del proprio problema.
Prima di continuare, voglio chiarire una cosa: io scriverò di un caso molto specifico, perché quello conosco e di quello posso parlare, ma ciò non toglie che lo stesso ragionamento possa essere applicato anche ad altre e diverse problematiche.
Partiamo dalle basi: cos’è un pene?
No, dai, non prendiamola tanto alla larga… Piuttosto: com’è fatto un pene?
Il pene consta di un corpo spugnoso cavo interno (glande) e un rivestimento cutaneo esterno (prepuzio). A unire i due, c’è un filo, un lembo di carne chiamato frenulo, che è il protagonista della nostra breve (← questa è un po’ una freddura, ma la capirete più avanti) favola contemporanea.
Il frenulo varia, di pene in pene, in lunghezza e spessore, e serve a tener insieme l’organo, durante l’erezione. Ahimè, la sua non è un’esistenza fortunata: spesse volte, infatti, quando il suo possessore entra nel mondo del sesso, con l’erezione si stira, causando fastidio e/o dolore; finché, un giorno, non si stacca e cade. Alcuni ragazzi lo perdono da giovanissimi, con la semplice masturbazione, altri durante i preliminari con la/il prima/o ragazza/o, altri poveri diavoli, ancora, durante la penetrazione, soffrendo enormemente, fino ad arrivare a coloro cui il frenulo non si stacca mai. Insomma, le possibilità sono tante e dipendono, appunto, da spessore e lunghezza del filetto.


Fin qui, sembrerebbe tutto molto normale (e anche molto noioso); ma è importante sapere che tutto questo potrebbe diventare un problema, anche psicologico, non da poco, se si soffre di frenulo corto (o breve): in questo caso, durante l’erezione, lo stiramento è molto più doloroso del normale, al punto da far calare completamente l’eccitazione. Chi si trova in questa condizione, già nella pubertà deve impegnarsi per capire come masturbarsi senza farsi del male – quando tutti i compagni di classe, invece, parlano del loro autoerotismo come la cosa più semplice e paradisiaca della vita –, nel momento in cui arriva ad avere rapporti sessuali, gli è pressoché impossibile farsi toccare da qualcun altro senza perdere l’erezione, tanto è il male. Dopo svariati tentativi, si comincia a nutrire dei dubbi sulla propria sessualità e sulle proprie capacità, si arriva a pensare di essere impotenti, che sia una condanna, un danno irreversibile… Mai si andrebbe a pensare che il problema è solo quel frenulo troppo corto e che la soluzione è a portata di mano – ovviamente, non letteralmente parlando: per l’amor del cielo, che non vi venga l’idea balzana di provare a staccarvelo da soli!
Per questo, oggi scrivo di frenuli: perché spero che molti giovani che si sentono a disagio per il proprio pene possano incappare in questo articolo e scoprire che non sono gli unici al mondo, non sono sbagliati, e il loro è un piccolo “difetto” che può essere facilmente corretto.
Per prima cosa occorre parlare col medico di base e chiedere l’impegnativa per una visita andrologica, in questo modo passerete per il sistema sanitario nazionale, andando a spendere meno. Quando l’andrologo avrà confermato la diagnosi, potrete prenotare la frenulotomia (taglio del frenulo, appunto), un interventino che, solitamente, si svolge in ambulatorio, in anestesia locale, e non dura più di una ventina di minuti. Il primo giorno dovrete tenere costantemente il pene sotto ghiaccio, i punti saranno riassorbiti dalla pelle in due settimane (prima di allora, il vostro glande sembrerà appena tornato dalla guerra in Vietnam) e voi dovrete astenervi da masturbazione e sesso per un mese – mi dicono che alcuni medici prescrivano pillole per inibire l’erezione. Dopodiché, quando avrete ripreso le vostre normali attività, vi sentirete liberi e appagati; scoprirete, inoltre, che durante la fellatio, non c’è cosa più piacevole di farsi stimolare il punto dove prima avevate il famigerato filetto!
Ricapitolando, è normale che, trovando degli ostacoli nel corso della vostra vita sessuale, vi sentiate a disagio, diversi dagli altri, perché nessuno vi ha mai spiegato cos’è il sesso, come funzionano i vostri organi e che suddetti ostacoli sono più che normali e superabili. Quindi, non buttatevi giù e regalatevi una semplicissima visita medica.
Ai giovanissimi, mi permetto di dare un consiglio: in mancanza d’incontri di Educazione Sessuale a scuola, parlate a cuore aperto tra voi, confidatevi i vostri dubbi e i vostri problemi; non fate i gradassi, perché l’arroganza fa soltanto male a voi (che non riuscite a raggiungere gli standard che voi stessi v’imponete) e agli altri (che, per stare al passo, s’impongono i vostri stessi standard e soffrono, quando non riescono a raggiungerli).
Invece, a genitori e insegnanti chiedo: preferiamo continuare a fare gli ipocriti, a discapito della serenità dei nostri figli, oppure vogliamo cominciare a educarli al rispetto per se stessi e per gli altri, che passa anche attraverso il sesso e all’Educazione Sessuale?

Approfondimenti specialistici:
http://www.urologia-andrologia.net/fimosi-frenulo-corto.html
http://www.siams.info/frenulo-prepuziale-corto/
http://www.eiaculazionestop.it/frenulo-breve-corto/
http://www.my-personaltrainer.it/benessere/frenulo-corto.html
http://www.prevenzioneandrologica.it/frenulo/25-frenulo-breve.html
Leggi i commenti (1)
  • Articolo interessante, e argomenti questi che sarebbe davvero utile trattare più spesso. Io rientro in quei casi di “frenulo breve”, e anche io sono stato operato (tutto molto easy e veloce), previa visita andrologica. Visita che, devo essere sincero, avevo fatto per un’altra questione abbastanza stigmatizzata: il pene “curvo”. Sì, ero andato a fare la visita per valutare con un medico quanto le mie insicurezze fossero sensate/fondate riguardo l’anatomia del mio pene, e quanto superabili… Per poi scoprire di avere un altro problema, direi più degno di questa definizione, il frenulo breve appunto.
    Da ragazzo omosessuale ho spesso pensato, ma è solo una mia teoria, che alcune di queste mie insicurezze, e la mia ignoranza, derivassero non solo dalla generale scarsa educazione sessuale, ma anche dal fatto che mi fosse mancato quel tipico cameratismo maschile (prettamente eterosessuale) che è anche occasione di confronto, e di conoscenza del proprio corpo. Ad oggi sono decisamente più sereno, ma vorrei che si battesse maggiormente su questi argomenti.

    ps: sai che non sono sicuro sia così normale che un frenulo si rompa durante il rapporto sessuale o in altre circostanze? O che sia così usuale (ovviamente in casi di frenulo NON breve). Ma probabilmente non ne so ancora abbastanza…

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