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Sex Positivity: cos’è e perché è importante
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Sex Positivity: cos’è e perché è importante

Redazione
Articolo di Natasha Vagnarelli

Sex Positivity.
Sono abbastanza sicura che ne abbiate sentito parlare, più o meno approfonditamente. Ebbene, in questo articolo sviscereremo, il più possibile, cosa significhi.

Il sex positivity (letteralmente “positività del sesso”) è quel movimento che tratta, appunto, del sesso in maniera positiva, dei benefici di esso e di come goderne appieno.
È un movimento che riguarda tutti i diritti (e anche i doveri) della sessualità.
Il movimento sex positive è nato negli anni ’60, quando la cultura del “free love” ha iniziato a diventare sempre più popolare: la sessualità ha cominciato ad essere vista come qualcosa di naturale, si voleva che fosse accettata dalle persone, che non venisse più considerata un tabù.

Vediamo quindi insieme quali sono i diritti ed i doveri per i quali il movimento sex positive lotta:


1. L’importanza del consenso

Partiamo con la base del sex positivity, senza la quale nulla può avere senso. Il sesso deve essere consensuale. Sempre e comunque. Per consensuale si intende che tutti i soggetti coinvolti devono essere in stato di intendere e di volere, devono avere l’età considerata adatta per esprimere un consenso, non devono essere minacciati in qualche modo. Al pieno delle facoltà mentali, ogni persona deve avere il diritto di dire “sì” o “no” all’atto sessuale o a qualsiasi pratica correlata.

2. L’importanza della protezione

Importante e fondamentale per il sex positivity: il sesso deve essere sicuro. Per sicuro si intende prendere tutte le precauzioni per evitare malattie sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate e qualsiasi altro incidente (nel caso di alcune pratiche bdsm). Correlato a questo vi è l’importanza dell’informazione riguardo questi temi che, troppo spesso trascurata, provoca danni anche irreversibili.

3. L’accettazione di tutti gli orientamenti sessuali

Eterosessualità, bisessualità, omosessualità, pansessualità ecc. Ogni orientamento sessuale è eguale agli altri e deve godere di tutti i diritti, che troppo spesso sono privilegi ad esclusivo appannaggio di un certo tipo di orientamento sessuale (in un’ottica eteronormativa). Il sex positivity lotta per l’uguaglianza.

4. L’uguaglianza di genere e l’abbattimento degli stereotipi

Donna, uomo, non-binary; chiunque, per il sex positivity, deve avere il diritto di fare (o non fare) sesso. Quanto vuole, come vuole, con chi vuole (sempre nei limiti del consenso e del rispetto). Se una donna va a letto con molte persone, dunque, non è una “tr*ia”. Come non è una “suora” se non lo fa. Un uomo che non va a letto con molte donne (donne, perché se va con gli uomini allora si entra nel campo degli insulti omofobi e di un altro tipo di stigma sociale) non è uno “sfigato”. Una donna che si masturba non è disperata, non è oscena. Un uomo ha il diritto di scoprire il piacere anale. Di nuovo, si parla di diritti, per tutti.

5. L’importanza della scoperta di sé

Abbattuti gli stereotipi, il sex positivity comunica a tutti che la sessualità è anche un modo di scoprire se stessi e, se si vuole, non bisogna vergognarsi in alcun modo del volere scoprire cosa ci piace, cosa no, provare nuovi tipi di piaceri ancora considerati tabù – come quello anale per tutti i generi. La sessualità può aumentare tantissimo la self-confidence di ciascuno di noi, nonché permettere di godere di rapporti più appaganti.
Quindi spazio alla scoperta dei sex toys: per donna, per uomo, per coppia, per tutto. Ce ne sono tantissimi, dalle semplici forme stimolanti all’elettrostimolazione. Via libera alla scoperta del piacere in modi diversi, all’informazione su pratiche sessuali sconosciute che potrebbero essere tuttavia intriganti e apprezzate.

6. Il fermare ogni tipo di shaming

Il primo che viene in mente è sicuramente lo slut-shaming, di cui abbiamo già accennato al punto 4. Per il sex positivity non è accettabile giudicare una donna in base alla sua vita sessuale. Né, ovviamente, un uomo o una persona non-binaria. Un altro tipo di shaming, purtroppo ampiamente diffuso, è il kink-shaming, ovvero giudicare qualcuno in base ai “kink”, alle proprie preferenze in ambito sessuale. È normale che ciò che piace ad X potrebbe non piacere ad Y, ma la sessualità è come un dolce: c’è chi preferisce la crema al limone chi quella al pistacchio. Non vi è o deve essere nessun tipo di oggettività, perché nessuna preferenza è migliore rispetto ad un’altra.

7. La ricerca di una pornografia etica

A livello di contenuti e di ambiente di lavoro, per il sex positivity la pornografia dovrebbe essere il più possibile femminista ed etica. Nessun tipo di sfruttamento, rappresentazioni maschili e femminili che siano corrette e che non sviluppino modelli standardizzati sessuali dannosi.

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8. Il rispetto per i sex worker

Rispetto e riconoscimento per i sex worker come lavoratori onesti. Non è un “fare soldi facili”, non è un essere “cattive persone”. Si tratta di una scelta come un’altra, di un mestiere o una carriera come altri, e non vi è nulla di male. Se è una scelta, conditio sine qua non. Perché si parla di rispetto, e gli sfruttamenti devono essere debellati. Il sex positivity tratta anche di questo.

9. Il diretto a non desiderare il sesso

Lo spettro dell’asessualità esiste e il sex positivity non lo dimentica. Ho voluto dedicare un punto a parte per quanto riguarda l’asessualità perché troppo spesso ci si dimentica di questo orientamento, creando  shaming inutili, situazioni spiacevoli e critiche insensate. Come ho detto prima, vi è il diritto di fare o non fare sesso. Tanto il sesso è una cosa naturale quanto è naturale (e legittimo) scegliere di non farlo.

10. Far comprendere che vi è bisogno del movimento sex positive

Sono sicura ci saranno un sacco di persone pronte a dire che il sex positivity è sciocco, inutile. Che vi sono problemi più importanti, anche all’interno del femminismo e dei movimenti lgbt+, che queste sono solamente quisquilie.
Pensiamo a quante donne si vergognano per aver indossato una minigonna (o per essere andate a letto, con uno sconosciuto, per essersi masturbate, per mille motivi legati all’ambito della sessualità). A quante è stato detto “se l’è cercata” dopo una molestia. A quanti uomini non sono stati creduti quando hanno denunciato uno stupro, a quanti viene negato il diritto alla fragilità e all’amore. A quante persone ogni giorno credono di essere sbagliate.

Pensiamo ora a quante di queste situazioni potrebbero cambiare se ci adoperassimo per concepire e vivere la sessualità in maniera più naturale, libera e spontanea, rispettosa e attenta. La nostra e quella altrui.
Direi che la risposta l’avete trovata da soli.

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