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Giornata internazionale della visibilità transgender, 8 personalità (e non solo) per celebrarla

Giornata internazionale della visibilità transgender, 8 personalità (e non solo) per celebrarla

Ci siamo, è il 31 marzo ed è finalmente giunta una ricorrenza che, sebbene nata pochi anni fa, rappresenta una realtà molto importante da celebrare e ricordare.

Creata nel 2009 dall’attivista Rachel Crandall, la Giornata Internazionale della Visibilità Transgender colma volutamente un vuoto che, fin dalla nascita dei primi movimenti LGBT, ha iniziato a diventare sempre più rumoroso di anno in anno.

Quella della nascita della Giornata Internazionale della Visibilità Transgender è difatti una specifica reazione alla mancanza di festività e celebrazioni dedicate alla ‘T’ della comunità LGBT, che vedeva, fino al 2009, solo il Transgender Day of Remembrance come giorno dedicato al ricordo di tutti quelli che avevano visto le proprie vite sfumare via in nome dell’odio (tale ricorrenza ricade ogni 20 novembre).

L’intento di Rachel era infatti quello di dare alle persone transgender e transessuali anche una giornata interamente dedicata alla celebrazione della vita, attraverso la quale poter gioire del proprio essere transgender anziché essere in lutto.

Ambedue le festività sono importanti perché ricordano, seppur con modalità diverse, la necessità che ogni essere umano ha di poter vivere tranquillamente la propria vita senza temere di vedere i propri diritti negati barbaramente da un giorno all’altro. È infatti proprio per questo che la Giornata della Visibilità transgender è particolarmente importante, perché oltre a festeggiare (e soprattutto ringraziare) tutt* quell* che, mettendoci la faccia, hanno migliorato le condizioni di vita delle persone trans, permette a chiunque, cisgender compresi, di vedere riaffermato il proprio diritto (spesso dato per scontato) di poter essere se stessi senza paura né vergogna.

Anche noi di Bossy vorremmo quindi oggi celebrare e ringraziare chiunque abbia fatto e faccia parte della ‘T’ di LGBT+, e abbiamo pensato di farlo ricordando 9 personalità pioniere nella lotta alla discriminazione e ai diritti della comunità trans, con la speranza che questa festività riesca a prendere sempre più piede e venire festeggiata al meglio non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Lucy Hicks Anderson

La prima persona transessuale che vorremmo ricordare è Lucy Hicks Anderson, una donna di colore nata nel 1886 e cresciuta nei confini del religiosissimo Kentucky. Oltre alle inevitabili difficoltà date dal non essere bianca in un’America in cui l’odio razziale era ancora profondamente radicato, Lucy è fin da piccola dovuta venire a termini con il suo non essere nata biologicamente donna, condizione che la poneva ancora più a rischio di subire soprusi e violenze di qualsiasi tipo.

Coraggiosa e in qualche modo anche pioniera della lotta all’uguaglianza, l’essere considerata come l’ultimo scalino della società da parte di moltissimi suoi contemporanei non ha impedito a Lucy di vivere la vita come meglio credeva, storie d’amore incluse. Dopo essersi sposata e aver divorziato da Clarence Hicks, conosciuto nel New Mexico, Lucy si è follemente innamorata del soldato Reuben Anderson, con il quale è poi convolata a nozze. Qui sono però giunti i problemi, perché le autorità locali, non riconoscendo Lucy come donna (e immagino mettendosi in moto un po’ tardi), condannarono la donna per frode. Dopo aver vissuto per più di sessant’anni indiscriminatamente da donna, Lucy si vide quindi proiettata sotto la luce dei riflettori di reporter curiosi e in cerca di scandalo, ai quali rispondeva, senza troppi indugi, che lei era una donna senza se e senza ma.

“I defy any doctor in the world to prove that I am not a woman. I have lived, dressed, acted just what I am, a woman.”

Lili Ilse Elvenes

Nata nella Danimarca del 1882, Lili è sicuramente a oggi ben più conosciuta di Lucy grazie a un recente film che, attraverso l’interpretazione dell’attore inglese Eddie Redmayne, l’ha vista protagonista: The Danish Girl.

Nata biologicamente uomo e sposatasi nel 1904 con la pittrice Gerda, Lili viaggerà spesso nel corso della sua vita, stabilendosi poi con la moglie a Parigi nel 1912. Qui Lili intersecherà la sua vera natura di donna con la pittura, portandola non solo sulle strade e per le feste parigine ma anche nei quadri di Gerda.

Bossy Giornata visibilità transgender Gerda

L’eredità che Lili e Gerda ci hanno lasciato è sia materiale, data dai moltissimi ritratti che Gerda farà di Lili, sia spirituale e medica, poiché se da un lato abbiamo una donna, moglie e amica che ha gettato alle spalle gli stereotipi e l’ignoranza e ha aiutato Lili a vivere al meglio la propria vita, dall’altra abbiamo una persona che, sebbene le operazioni fossero ancora in fase sperimentale, si sottopose comunque a un’operazione chirurgica di cambiamento di sesso nella lontana Germania del 1930.

Michael Dillon

Nato in Gran Bretagna nel 1914, Michael Dillon è anche famoso per essere stato il primo transessuale ftm a sottoporsi a una falloplastica chirurgica (era il 1946). Nella sua vita, in totale, Michael si sottoporrà a più di tredici operazioni, diventando anche uno dei primi uomini a intraprendere una terapia ormonale.

Studente devoto e amante della medicina (disciplina nella quale si laureerà), Michael dedicherà anche parte del suo tempo a trattare tematiche legate alla transessualità, arrivando a scriverne un libro, pubblicato nel 1946, dal titolo “Self: A Study in Endocrinology and Ethics”. Attraverso le pagine di questo libro Michael si focalizzerà molto sul concetto della transessualità come condizione da trattare a livello medico, quindi con operazioni chirurgiche e terapie ormonali, anziché come mera condizione psicologica, da curare attraverso la psicanalisi (anche perché ‘la cura’ dell’epoca era più da considerarsi come una disastrosa terapia ripartiva, volta ad assopire la vera natura della persona che vi si sottoponeva). Sebbene il linguaggio fosse rudimentale e lo studio si focalizzasse sugli ftm, chiamati da Michael ‘Masculine Inverts’, questo studio porrà delle basi molto importanti nella storia sia delle operazione sia del movimento transessuale.

“Where the mind cannot be made to fit the body, the body should be made to fit, approximately at any rate, to the mind.”

Roberta Cowell

Al nome di Dillon è inevitabilmente legato quello di Roberta Cowell, famosa non solo per essere stata un’aviatrice britannica ma anche per essere stata la prima donna transessuale conosciuta al mondo a sottoporsi a una vaginoplastica. Nata nel 1918 e morta solo pochi anni fa, nel 2011, Roberta rimarrà folgorata proprio dallo studio pubblicato da Dillon, dal quale ricaverà la nozione e la convinzione necessarie a credere fermamente che un essere umano, qualsiasi fosse il suo sesso biologico di nascita, avesse tutto il diritto di essere riconosciuto con la vera identità di genere con la quale si identificava. I due diventarono ben presto amici, e quest’amicizia porterà anche a uno dei momenti più importanti nella storia del Ventesimo secolo.

Bossy Giornata visibilità transgender roberta cowell

Dopo aver lui stesso sottoposto Roberta un’operazione d’orchiectomia inguinale, Dillon lascerà la giovane donna nelle mani del collega Sir Harold Gillies, al quale va il merito di  aver effettuato per primo una vaginoplastica moderna sul corpo di una donna mtf.

L’operazione avrà luogo il 15 maggio 1951 e, soli due giorni dopo, l’ufficio anagrafico sostituirà il sesso da ‘maschile’ a ‘femminile’ sul certificato di nascita di Roberta.

Lou Sullivan

Nato proprio nell’anno in cui Roberta vedeva riconosciuto il diritto di essere ufficialmente considerata come donna dallo Stato, Lou Sullivan è considerato uno dei pionieri del movimento attivista transessuale. Uno dei più grandi meriti di Lou, però, è soprattutto quello di aver permesso a moltissime persone di comprendere meglio la differenza fra il concetto d’identità di genere e orientamento sessuale.

Nell’immaginario comune, infatti, così come ogni uomo nato biologicamente donna era per forza attratto dalle donne, ogni donna nata biologicamente uomo desiderava vivere, amare e condividere la propria vita esclusivamente con un uomo. Lou, nonostante continuasse a incontrare nel suo cammino persone che non comprendessero come potesse sentirsi uomo e al contempo amare gli uomini, nel 1979 riuscì finalmente a incastrare tutti i tasselli del puzzle della sua vita, diventando ufficialmente uno dei primi transessuali ftm a dichiarasi pubblicamente gay. La sua vita, che dal Wisconsin si sposterà in California, la dedicherà all’attivismo e alla lotta per i diritti della comunità LGBT+.

Laura Jane Grace

Punk rocker indomita e desiderosa di combattere gli stereotipi di genere una canzone alla volta, Laura Jane Grace è conosciuta ai più come la frontwoman degli Against Me! Forse pochi sanno anche che, nel 2014, Laura ha prestato la propria vita alle telecamere di AOL, emittente che ha poi prodotto e mandato in onda il documentario ‘True Trans with Laura Jane Grace’ nello stesso anno.

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Nominato per un Emmy Award, il documentario affronta sapientemente molte delle questioni che Laura, in quanto donna mtf, ha dovuto affrontare nel corso della sua vita (dalla disforia di genere a quelle poi più pratiche del quotidiano), ponendole sotto una luce comprensiva e volta all’accettazione della transessualità come condizione umana naturale e non deviata. Dello stesso anno è anche Transgender Dysphoria Blues, il sesto album discografico degli Against Me!. Il prossimo 15 novembre uscirà inoltre il suo primo libro: “Tranny“.

Laverne Cox

Dalla musica ci spostiamo subito al cinema: Laverne Cox è entrata nella storia non solo come la prima attrice transessuale dichiarata a essere candidata a un Primetime Emmy Award, ma anche come indefessa attivista per i diritti della comunità LGBT+.

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Prima donna mtf a essere scolpita nella cera al Madame Tussauds e a potersi ammirare su una copertina del Time, Laverne è sicuramente una figura di riferimento importantissima nella comunità LGBT+ (e non), poiché dà voce a una minoranza che, seppur lentamente, negli ultimi anni sta iniziando a venire sempre più rappresentata (positivamente) anche nei media.

Kye Allums

Giovanissimo e determinato, Kye Allums è considerato un pioniere per quanto concerne il connubio ‘transessualità e sport’. Nel 2010 Kye è diventato infatti il primo ragazzo ftm pubblicamente dichiarato a giocare nella NCAA Division I, la lega sportiva universitaria degli Stati Uniti d’America.

Bossy Giornata visibilità transgender kye

In un mondo in cui non solo lo sport è considerato ancora troppo spesso come ‘una cosa da maschi’, così come anche il sesso biologico continua a essere visto come il vero e unico identificatore di genere, il coming out di Kye ha letteralmente distrutto con una palla da basket un muro di stereotipi vecchio di numerosi secoli, spazzando via di conseguenza anche quell’alone di machismo e maschilismo che affligge ancora molti settori della società.

Il mondo potrà ancora troppo spesso sembrare un luogo infausto e oppressivo, ma è grazie a persone come Laura Jane, Kye e Laverne, così come a pioniere coraggiose come Lucy che, anno dopo anno, l’aria diventa meno inquinata dall’odio e decisamente più facile da respirare.

Proprio in virtù del fatto che questa sia la giornata della visibilità, vi lasciamo qui un po’ di link ad articoli, libri, film e tutto quel che ha reso le persone transgender visibili nel corso degli anni, chiedendo a chiunque ne abbia voglia di sentirsi libero di completare questa lista omaggiando chiunque, nella comunità transgender,  sia stato fonte d’ispirazione e coraggio.

Hashtag da seguire

#TDOV

#MoreThanVisibility

Alcuni Libri 

– Buci Solpesa, Tutto su mi* figli*. Una madre alla scoperta di un figlio che ama portare le gonne. Terra Ferma Editore.

– Chaz Bono, Transition: Transition: The Story of How I Became a Man, Dutton.

– Delia Vaccarello, Evviva la neve, Mondadori.

– Ebershoff David, The Danish Girl, Giunti Editore.

– Eugenides Jeffrey, Middlesex, Mondadori.

– Gabriella Romano, Il mio nome è Lucy.L’Italia del XX secolo nei ricordi di una transessuale, Donzelli Editore.

Vedi anche

– Herculine Barbin, Una strana confessione, Enaudi.

– Holly Devor, FTM: Female-to-Male Transsexuals in Society, Indiana University Press.

– Julie Anne Peters, Luna, Giunti Editore.

– Monica Romano, Trans. Storie di ragazze XY, Mursia Editore.

– Nicholas M Teich, Transgender 101: A Simple Guide to a Complex Issue,Columbia University Press.

– Sullivan, Louis. Information for the female to male cross dresser and transsexual. Janus Information Society, 1980

Film, Video, documentari

La nostra intervista a Laura Jane Grace

True Trans, il documentario

Io sono Jazz e Vite Divergenti,  in onda su Real Time

About Ray, diretto da Gaby Dellal

– Boys Don’t Cry, diretto da  Kimberly Peirce

Paris is Burning, documentario diretto da Jennie Livingston

Priscilla, la regina del deserto, diretto da Stephan Elliot

Romeos, diretto da Sabine Bernardi

The Danish Girl, diretto da Tom Hooper

Tomboy, diretto da Céline Sciamma

Transamerica, diretto da Duncan Tucker.

Tutto su mia madre, diretto da Pedro Almodòvar

Blog, siti, pagine Facebook

http://transgenderfreedom.com/

Pagina Facebook di FTM Italia

– Canale Youtube di FTM Italia

– Pagina Facebook del Mit

Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere

 

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