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Perché le donne devono subire molestie quando escono a correre?

Perché le donne devono subire molestie quando escono a correre?

Ci sono meno donne, rispetto agli uomini, che fanno sport regolarmente. C’è da meravigliarsene dal momento che ghigni maliziosi, commenti osceni e attacchi anche peggiori continuano ad abbondare?

Quando escono per una corsa al parco, i commenti osceni e maleducati ed i ghigni maliziosi da parte di uomini sconosciuti che passano sfrecciando in macchina sono esattamente il tipo di “incoraggiamento” che le donne temono di ricevere. Partendo dal fatto che a nessuno di noi piacciono le molestie, nemmeno nei momenti migliori della nostra giornata, a maggior ragione ciò è ancor più sgradevole quando stiamo faticando e sudando alle prese con una corsa in salita o in un parco deserto. Ed è proprio in questi momenti che moltissime donne ne sono vittima.

Proprio qualche settimana fa Everyday Sexism ha condiviso su Twitter un’esperienza del genere, a cui hanno fatto eco migliaia di storie simili da parte di altre donne arrabbiate e frustrate dall’effetto che le molestie ricevuta hanno sui loro tentativi di fare attività sportiva all’aperto.

Vado a correre 3-4 volte a settimana e ogni volta qualcuno mi suona il clacson, mi fischia in modo inequivocabile e ammiccante o ricevo commenti provocanti. Oggi però è andata un po’ diversamente: un ragazzo in bicicletta mi si è piazzato di fronte in modo da impedirmi di continuare a correre ed ha iniziato flirtare. Nel momento in cui ho cercato di andarmene continuando a correre ha continuato a starmi accanto in bicicletta e mi ha aggredita verbalmente quando gli ho detto di lasciarmi in pace. Ora, PERCHE’ devo essere attaccata verbalmente quando sto semplicemente cercando di continuare a fare ciò che più amo in tranquillità? La mia #domenicadicorsa (#sundayrunday) si è trasformata in una triste giornata dell’insulto.
Ho deciso di condividere la mia esperienza perchè nessuno dovrebbe subire questo quando sta semplicemente facendo qualcosa che ama fare.

Racconta @nicolagee91 su Twitter 

E’ opportuno specificare che la ragazza ha raccontato di ricevere commenti spiacevoli ogni volta che esce a correre, ed il climax della cosa è stato il tentativo da parte di uno sconosciuto di bloccarla fisicamente, aggredendola poi verbalmente alla sua richiesta di essere lasciata in pace. Per coloro che non hanno mai subito molestie sessuali questo potrebbe risultare in qualche modo scioccante, ma per molte donne è semplicemente il prezzo da pagare per l’aver scelto di fare sport all’aperto.

In seguito a questo racconto, molte donne hanno condiviso in internet esperienze simili, e Everyday Sexism le ha raccolte ritwittandole con il suo account:

“Mentre stavo correndo nei pressi di una piscina della zona dove vivo, una macchina mi si è avvicinata rallentando e un ragazzo mi ha urlato <<Puttana!>>”

Ero uscita nella speranza di una piacevole corsa rilassante e nell’ora che ho trascorso fuori in pubblico mi hanno suonato il clacson o urlato qualche tipo di commento almeno tre volte”

“Faccio sport all’aperto, al parco. Ci sono ragazzini che urlano apprezzamenti osceni, uomini di mezza età che mi guardano ammiccando maliziosamente mentre faccio stretching, uomini abbastanza vecchi da poter essere mio padre dai cui commenti si intende chiaramente che l’unico motivo per cui io mi trovo lì è che loro possano guardarmi”

“Stavo andando in bicicletta in Stamford Hill lo scorso venerdì quando un uomo mi dice sghignazzando <<Vorrei essere la tua sella!>>. Ho 41 anno e ho sentito la stessa identica frase quando a 16 anni andavo a scuola in bici”

Si va dai commenti sulla forma fisica delle donne, per esempio sulla perdita di peso, fino ad espliciti apprezzamenti sessuali e aggressioni verbali: le donne si trovano costantemente ad affrontare indesiderate attenzioni. E se pensavate che il problema fosse tutto qui, in molti casi l’escalation è anche peggiore:

“Un uomo in bicicletta mi ha afferrata per il cavallo dei pantaloni mentre stavo correndo nel nord di Londra.”

“Ero in bicicletta da sola in una strada un po’ isolata vicino a dove abitavo qualche anno fa. Avevo circa 14 anni. Una macchina mi è passata accanto ad una certa velocità e quando mi è stata abbastanza vicina un uomo sporgendosi dalla vettura mi ha afferrata per il fondoschiena facendomi quasi cadere dalla bici.”

“Di recente stavo facendo una corsa vicino ad un canale. Sono passata accanto ad un uomo che stava camminando nella direzione opposta alla mia e che ha pensato bene di approfittare del fatto che il sentiero era molto stretto per tastare il mio fondoschiena mentre lo superavo.”

Flirting-On-the-Run

Questo problema ha assunto dimensioni così rilevanti che molte donne hanno dovuto attuare drastiche soluzioni: dall’evitare certi percorsi, all’ascoltare musica ad alto volume nelle cuffie per evitare di sentire gli spiacevoli e poco galanti commenti. Molte hanno detto di aver dovuto rinunciare interamente allo sport per evitare situazioni sgradevoli.

“Vivo nel nord di Londra. Prima andavo a correre regolarmente ma ultimamente non mi piace più farlo a causa della quantità di commenti che ricevo”

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“Vorrei continuare ad andare a correre, ma se sono da sola non mi sento sicura a causa delle precedenti esperienze di molestie”

“Ho dovuto interrompere la mia corsa ed andare a casa perché mi sentivo minacciata da due uomini in macchina che continuavano a superarmi rallentando, suonandomi il clacson e urlandomi oscenità dal finestrino. Sono stata fuori cinque minuti. E’ giusto tutto ciò?

Stando a quanto riporta Sport England, due milioni di uomini in più rispetto alle donne fanno attività sportiva regolarmente. Allo stesso tempo solo il 31% delle ragazze fa sport a 14 anni, contro il 50% dei ragazzi della stessa età.
La buona notizia è che molte donne hanno riportato esperienze positive dopo aver denunciato alle autorità i fatti sopra citati. La donna che è stata afferrata per il fondoschiena mentre stava correndo vicino ad un canale scrive:

Dopo qualche giorno ho chiamato la polizia perché non riuscivo a togliermi dalla testa il fatto che quell’uomo fosse lì a braccare donne come se fossero delle prede, approfittando del fatto che la strada fosse stretta. Pensavo che la polizia mi avrebbe riso in faccia se avessi raccontato un fatto di così poco rilievo, invece l’hanno presa molto seriamente. Erano anche un po’ arrabbiati che non li avessi chiamati subito al momento dell’aggressione. Hanno ascoltato la mia denuncia e adesso metteranno più agenti vicino a quel canale per tenere d’occhio la gente che va a correre.

Un’altra donna ha detto:
“Mentre ero fuori a correre in una strada piena di gente e in piena luce del giorno, mi hanno fermata per chiedermi indicazioni stradali… Io ho risposto cortesemente e mente stavo mostrando la mappa della zona sul mio cellulare lui ha iniziato a fissare la mia scollatura, ha fatto una squallida osservazione e mi ha afferrato il seno… Io senza scompormi gli ho scattato una fotografia e sono andata dalla polizia. Ero sorpresa dalla serietà con cui hanno preso la faccenda. Mi hanno ringraziata per essere andata da loro. Si sono schierati dalla mia parte: questa persona aveva un problema e il suo comportamento non era accettabile! E’ stato denunciato.”

Purtroppo non tutte le donne hanno il coraggio di andare dalla polizia. Sarebbe molto d’aiuto avere il supporto dei passanti nell’affrontare le molestie, dal momento che essi di solito si trovano in una posizione più forte rispetto alla vittima. E’ ridicolo che nel 2015 le donne abbiano paura, si sentano in pericolo e minacciate dal semplice fatto di fare sport all’aperto.
E per chi pensa che molestare una donna che è fuori a correre sia un approccio molto romantico, questa ragazza ha fornito la perfetta risposta:

Mille grazie al ragazzo che ha deciso di inseguirmi, imitarmi e deridermi mentre stavo correndo, ora voglio avere i tuoi bambini!!! #everydaysexism

Scrive @deepoceandive su Twitter.

 

FONTE: THE GUARDIAN

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