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Perché non userai mai più gli assorbenti interni

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Commenti (2)
  1. Francesca ha detto:

    Ciao! La domanda è un po’ fuori tema rispetto all’articolo, ma hai manzionato il fatto che gli assorbenti impregnati di sangue non possano essere riciclati. Mi è preso un colpo, perché mi risultava che gli assorbenti compostabili potessero essere riciclati. Sono in errore?

  2. Laura ha detto:

    Cara Barbara, non penso che questo sia il modo giusto di “fare cultura”. Quanto detto nel post è sicuramente vero, ma a me sembra un fastidioso (e non richiesto) attacco alle donne che fanno uso di assorbenti interni più che una spiegazione del perché questi ultimi andrebbero evitati. Mi spiego meglio: il continuo ricorrere alla seconda persona plurale per dissociarti dalla popolazione (eretica!) di consumatrici di assorbenti interni, la conclusione in cui tu ti vanti (sì, perché dopo questo articolo sembra veramente un vanto) di non averli mai usati, senza contare che non hai portato nessun dato clinico a sostegno della tua tesi.
    Non discuto sulla veridicità di quello che dici, perché so benissimo che hai ragione, ma sono dell’idea che con parsimonia, accortezza e cura dell’igiene si possano benissimo usare questi benedetti assorbenti interni. Bisogna anche ridimensionare lo spauracchio della TSS: ha un’ incidenza di 0,5 casi su 100000, che fa di essa una condizione molto molto rara, e usando in modo adeguato gli assorbenti interni il rischio di contrarla diminuisce notevolmente. Bisognerebbe informazione su COME usare questi assorbenti al meglio, per ridurre i rischi, far prendere coscienza alle ragazze giovani senza demonizzare le loro scelte, e insieme fare divulgazione anche sulla coppetta, affinché diventi sempre più usata.
    Saluti, Laura

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