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30 scienziate dimenticate (e che invece dovremmo conoscere)
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30 scienziate dimenticate (e che invece dovremmo conoscere)

Redazione
Articolo di Adrian Fartade

Se non le conosciamo, se non le studiamo, se nessuno ne parla e nessuno le ricorda, è semplicemente perché non sono mai esistite o perché non hanno fatto o scoperto nulla di importante. È questa la motivazione che spesso viene data, quando si fa notare l’enorme discrepanza che esiste tra lo spazio riservato agli uomini e e quello riservato alle donne nel mondo del sapere. Discrepanza che si fa ancora più profonda quando parliamo di scienza. Per smentire quella che è una pura credenza, basata su pregiudizi di genere, ecco una lista di 30 donne che hanno rivoluzionato il mondo della scienza, sotto ogni suo aspetto.

1) Arete di Cirene (V-IV secolo avanti Era Comune)

Figlia di Aristippo di Cirene, che fu studente di Socrate stesso e compagno di Platone. Arete crescendo si trovò a stretto contatto con il mondo filosofico platonico. Suo padre fondò una scuola filosofica a Cirene, di cui la figlia divenne capo dopo la sua morte. Nel frattempo però viaggiò per diverse città greche, insegnando filosofia, specialmente applicata all’edonismo, e il modo di gestire le emozioni. Sappiamo che fu molto conosciuta e citata da filosofi dell’epoca, avendo scritto circa 40 libri. Si dice che abbia avuto a sua volta 110 filosofi discepoli nella vita, ma purtroppo nemmeno uno dei suoi scritti è sopravvissuto ad oggi.

2) Maria la Giudea (I-III secolo Era Comune)

Alchimista, una delle più importanti donne del mondo antico a occuparsene, è citata come inventrice di tanti diversi apparecchi chimici. Alcuni dei processi da lei inventati hanno avuto così tanto successo che li usiamo ancora oggi, come il sistema “a bagnomaria” chiamato così proprio in suo onore. Nessuno dei suoi scritti è arrivato a noi intero, ma ci sono diversi testi medievali che citano i suoi libri e le numerose invenzioni chimiche, specialmente processi come la “leukosis” (imbiancare qualcosa) o “xanthosis” (ingiallire qualcosa).

3) Lastenia di Mantinea (V-IV secolo avanti Era Comune)

Una delle studentesse di Platone all’Accademia, si dice si sia intrufolata tra gli studenti travestendosi da uomo pur di partecipare alle lezioni. Dopo la morte di Platone, continuò gli studi con Speusippo, un altro filosofo dell’epoca. C’è una sola menzione di lei in un frammento di un documento, dove purtroppo non si racconta del suo pensiero o scritti o lezioni, ma del fatto che “quando era giovane, era molto bella e graziosa”.

4) Metrodora (III-IV secolo Era Comune)

Fisiologa greca e autrice di uno dei più antichi testi mai sopravvissuti scritti da una donna. Si tratta di un testo medico dal titolo “Sulle malattie e cure per le donne”. Si è occupata di molte aree della medicina tra cui anche ginecologia, anche se, a differenza di molte altre donne dell’epoca, non faceva l’ostetrica. Nulla è conosciuto di lei a parte il nome, e del suo libro sopravvivono solo 2 volumi contenenti 63 capitoli. In essi introduce molti concetti base della ginecologia e della cura medica delle donne. In particolare, non si occupa di chirurgia ma dell’aspetto della patologia, che è lo stesso aspetto, ereditato da Ippocrate, di cui si occupavano i maschi fisiologi dell’epoca. A differenza di molti autori maschi però, Metrodora andò a leggersi le fonti e i testi diretti di Ippocrate, e questo diede molta più sostanza alle sue opere scritte. Fu anche la prima a fare una descrizione dettagliata e una classificazione di scariche vaginali e propose una teoria dettagliata su come riconoscere e curare infezioni parassitiche. A lei risale anche la prima enciclopedia medica organizzata in modo alfabetico, per facilitare la ricerca medica.

 

5) Aspasia la Fenicia (IV secolo Era Comune, Grecia)

Fisiologa ateniese che si concentrò su ostetricia e ginecologia. Il sistema di classi sociali della Grecia di quel periodo impediva alle donne l’accesso all’educazione ma lei fu una delle rarissime eccezioni, data la sua incredibile bravura in questo campo. Aspasia non si fermò alle vecchie conoscenze che le furono insegnate e, a differenza della scuola patologa che si occupava solo di diagnosticare la malattia e cercare come rimettere il corpo in equilibrio tra vari umori, si dedicò alla parte chirurgica, inventando anche diverse tecniche per interventi che vanno dalle emorroidi uterine al varicocele, con molte somiglianze alle tecniche moderne. Fu anche impegnata nello sviluppo di tecniche sicure per l’aborto e fu una delle pochissime nel mondo antico a essersene mai occupata. Molti dei suoi lavori sono sopravvissuti però solo grazie a citazioni di fisiologi maschi, come Aetius e Soranus, che hanno tramandato tecniche create da lei.

6) Mulieres Salernitanae, “Ladies of Salerno” (Abella, Rebecca Guarna, Trotula de Ruggiero e Mercuriade, e Costanza Calenda)

Tra il IX e il XIV secolo, in pieno Medioevo, a Salerno si sviluppò una delle più avanzate scuole di studi del mondo dell’epoca, dedicata interamente alla medicina. La Scuola Medica Salernitana fu il “prequel” di quella che poi sarebbe diventata l’università come la conosciamo oggi. All’interno di questa scuola ci furono numerosissime donne straordinarie di cui abbiamo frammenti di testi e che sappiamo che contribuirono a rivoluzionare il mondo della medicina medievale.

• Abella di Castellomota: scrisse due libri di cui purtroppo abbiamo perso traccia, uno sulla bile nera e uno sulla natura del seme umano.
• Rebecca Guarna: scrisse sulle febbri, orine e sul concetto di embrione, sullo sviluppo del feto umano e sul concepimento in generale. Nessuno dei suoi testi è sopravvissuto.
• Trotula de Ruggiero: sappiamo pochissimo; scrisse diversi testi molto importanti sulle operazioni durante il parto come le suture ed è considerata la fondatrice della ginecologia come scienza nel suo approccio.
• Costanza Calenda: di lei sappiamo molto poco anche se è possibile che abbia conseguito il titolo di dottore in Medicina a Napoli nel 1422, ma purtroppo tutti i suoi studi sono andati persi.
• Mercuriade:  vissuta a Salerno nel XIV secolo, faceva parte della Scuola di Medicina ed era autrice di numerose opere sulle crisi febbrili, su unguenti e su come si dovevano gestire le ferite e si doveva monitorare la guarigione. Tutte le opere sono andate perse.

7) Rufaida Al-Aslamia (620 Era Comune)

Rufaida fu la prima medica, infermiera e chirurga riconosciuta nel mondo islamico, durante l’inizio dell’espansione. Ci sono pochi documenti sulla situazione delle donne nel Medio Oriente e Nord Africa prima dell’era islamica, ma sappiamo dalla storia di Rufaida a quali vecchie tradizioni si oppose, specialmente per quanto riguarda il ruolo della donna, che vide un momento di maggiore visibilità nel nuovo periodo islamico, rispetto a prima. Non ci sono arrivati testi suoi, ma conosciamo la sua figura perché oltre ad aver avuto una forte influenza sugli scrittori di medicina dell’epoca, ha formato un gruppo di donne come infermiere, insegnando loro come agire sul campo militare durante le battaglie.

8) Guillemette du Luys (1479, Francia)

Chirurga francese al servizio di Re Luigi XI. Essere una donna che si occupava di medicina era accettato a Parigi nel Medioevo purché il campo d’azione fosse relegato a “questioni di donne” e anche in quel caso potevano nascere controversie se una dottoressa usava “tecniche da uomini”. Guillemette si muoveva in un territorio con tantissimo astio, in cui numerose altre donne mediche furono messe a processo per aver praticato la medicina senza il permesso degli uomini, ma nonostante questo riuscì ad emergere come una delle più brave chirurghe e fisiologhe, tanto che le fu concesso di curare i poveri nella città di Dijon.

9) Tan Yunxian (1461-1554, Cina)

Fisiologa cinese durante la dinastia Ming, iniziò a occuparsi di questo già da bambina, insieme alla nonna che aveva appreso la Medicina da suo padre, fisiologo a corte. Crescendo, Tan iniziò a specializzarsi in quelle che, durante la dinastia Ming, venivano chiamate “lamentele da donne”, come irregolarità mestruali, aborti spontanei, infertilità, affaticamento post-parto o disturbi legati al sesso o nati dopo il sesso. Dai pochi frammenti sopravvissuti, sappiamo che Tan si lamentava del fatto che i lavori in cui le donne erano impegnate erano troppo pesanti e che lavoravano per troppo tempo, peggiorando così le loro malattie. Purtroppo essendo donna non riuscì mai a praticare la medicina se non per amici e conoscenti e cerchie ristrette. A fine vita raccolse tutto in un libro chiamato “Detti di una dottoressa donna”, ma non riuscì a pubblicarlo, appunto in quanto donna. Dovette chiedere al figlio di procurare quanto necessario per una stampa del libro, al posto suo.

10) Jeanne Dumée (1660-1706, Francia)

Astronoma francese, autrice di un libro chiamato “Conversazioni sulle Opinioni di Copernico circa il Movimento della Terra”. Galileo era stato processato per eresia solo pochi decenni prima quindi la convinzione che la Terra fosse immobile al centro dell’universo era ancora molto forte. Nonostante questo però, lei difese Copernico e Galileo, mostrando che avevano ragione sia dal punto di vista teorico che aggiungendo sue personali osservazioni di Venere e delle lune di Giove. Non sappiamo molto della sua famiglia o della sua vita privata, ma sappiamo che probabilmente aveva studiato per conto suo, auto-istruendosi in fisica, matematica e astronomia. Sappiamo però anche che scrisse molto sulle donne impegnate in ambito scientifico, contro le convinzioni dell’epoca, secondo cui le donne erano incapaci di studi così delicati e precisi. Secondo lei una donna sarebbe stata assolutamente in grado di competere con gli uomini in tutti gli ambiti, se solo avesse avuto le stesse opportunità e accesso all’educazione.

11) Geneviève Thiroux d’Arconville (1720-1805 , Francia)

Autrice di romanzi, traduttrice e chimica, Geneviève aveva studiato una materia che potrebbe sembrarci a dir poco inconsueta persino oggi, figuriamoci all’epoca: la putrefazione. Studiava infatti il modo in cui piante e animali iniziavano a decomporsi. Prese il suo lavoro estremamente sul serio, conducendo oltre 300 diversi esperimenti, pubblicando tutto in maniera anonima. Per 10 anni condusse una miriade di test su come poter ritardare la decomposizione del cibo, per esempio, cercando di capire quale potesse essere il modo migliore per proteggere il cibo da questo processo.

12) Faustina Pignatelli (1705-1769, Italia)

Una principessa, matematica, fisica, autrice e solo la seconda donna italiana a essersi laureata all’Università di Bologna. Sappiamo che lei e il fratello Pietro erano allievi del matematico Nicola De Martino, e nel 1734, a 29 anni, Faustina pubblicò una dissertazione sulla recente fisica di Newton, in chiave polemica con il suo grande rivale Leibniz. La dissertazione venne pubblicata però in maniera anonima con la dicitura “anonimae napolitanae” che indicava solo la sua provenienza. Anni dopo sarà indicata dagli scienziati italiani ed europei come uno degli animi più importanti del dibattito scientifico di Napoli ed era in continua corrispondenza anche con grandi intellettuali di Parigi. Nel 1751 scrisse anche un libro dal titolo “Della forza de’ corpi che chiamano viva”, un dialogo immaginario tra scienziati reali intorno a vari argomenti sui temi più importanti discussi in quel momento.

13) Wang Zhenyi (1768 – 1797, Cina)

Scienziata, astronoma e poetessa durante la Dinastia Qing, in Cina. Da piccola ebbe la possibilità di viaggiare con la famiglia tra diverse regioni della Cina ed è sempre stata incredibilmente curiosa, apprendendo da sola molte nozioni, anche estremamente complesse. Dopo aver imparato da piccola a leggere, studiò matematica e astronomia e iniziò a comporre poesie (cosa che invece era più usuale per le donne dell’epoca). Nonostante morì ad appena 29 anni, riuscì comunque a pubblicare numerosi calcoli e trattati di astronomia che andavano da una spiegazione del movimento degli equinozi a una disputa sul calcolo della longitudine e la posizione delle stelle, fino a una delle migliori spiegazioni in quel momento riguardo le eclissi solari e lunari. In questo senso, costruì persino un esperimento in casa con un globo e una luce legata al soffitto in modo da simulare il Sole. Dopo aver imparato anche trigonometria e aritmetica, pubblicò un libro sulla spiegazione del Teorema di Pitagora e le basi di trigonometria spiegate facili. Alle donne però tutto questo era proibito quindi oltre a dover imparare tutto per conto suo, non riuscì nemmeno mai ad entrare in aperto dialogo con gli studiosi maschi dell’epoca.

14) Anna Morandi Manzolini (1714-1774, Italia)

Anatomista, scultrice e docente di anatomia all’Università di Bologna, è famosa anche per aver creato alcuni dei più precisi modelli anatomici in ceroplastica dell’epoca. Si creò persino un busto-autoritratto in cera, con in mano un teschio aperto. Fu così conosciuta che la Royal Society di Londra e Caterina II di Russia la invitarono ad andare a lavorare e insegnare da loro, ma lei non lasciò mai Bologna, dov’era nata e cresciuta e dove morì a 60 anni. Sulla lapide viene definita prima di tutto “moglie amorevole e madre” e solo dopo “artista colta ricercatrice ed insegnante brillante”.

15) Marie-Anne Paulze-Lavoisier (1758-1836)

Figlia di un parlamentare francese e finanziere, ad appena 3 anni perse la madre e venne mandata in un convento dove imparò fin da piccola le basi della matematica, oltre a scrivere e a leggere. All’età di 13 anni però, ricevette a sorpresa la proposta di matrimonio da parte di un Conte di 50 anni. Il padre cercò di opporsi ma rischiò di perdere il lavoro, la casa e il ruolo. Disperato, chiese a un suo giovane collega di proporsi alla figlia. Il collega era Antoine Lavoisier, un nobiluomo francese, oltre che scienziato e uno dei futuri padri della chimica moderna. Antoine accettò (aveva 28 anni all’epoca) e i due si sposarono. Inizialmente Marie-Anne aiutò il marito con il laboratorio che stava costruendo, ma crescendo si appassionò e dimostrò di essere incredibilmente portata. I due iniziarono a lavorare insieme nel laboratorio a molte delle grandi scoperte chimiche dell’epoca e Marie-Anne tradusse dall’inglese al francese testi provenienti dall’Inghilterra sulle più importanti questioni scientifiche. Durante la rivoluzione francese, sia il padre che il marito vennero catturati e accusati di tradimento durante il periodo del terrore. Entrambi vennero decapitati, mentre a lei venne confiscata la casa e il laboratorio con tutti quanti i documenti e i lavori fatti col marito. Nonostante questo, Marie-Anne pubblicò un libro chiamato “Mémoires de Chimie” grazie al quale il lavoro immenso fatto col marito fu ripreso e diffuso in Europa e contribuì al progresso della chimica come nuova scienza. Purtroppo, molta della sua storia si perse per strada e ad oggi è conosciuto e citato soprattutto il marito.

16) Huang Lü (1769-1829, USA)

Figlia di un ufficiale cinese che si occupava di educazione e che la incoraggiò sin da piccola ad apprendere in autonomia, al di là di quello che le veniva detto. Dopo l’infanzia emigrò negli USA e lì continuò a formarsi in matematica e astronomia, ma anche in ottica e nella nascente tecnologia di produzione di ottiche per macchine fotografiche. Fu la prima donna negli USA a occuparsi di ottica e fotografia e anche se non riuscì mai ad avere una formazione universitaria, inventò un nuovo tipo di telescopio, un termometro e un prototipo di una possibile camera fotografica. Intrattenne anche conversazioni sulle nascenti tecnologie con altri scienziati cinesi in Giappone.

17) Ellen Churchill Semple (1863-1932, USA)

Geografa americana e prima Presidente donna dell’Associazione Americana dei Geografi. In particolare si è concentrata sullo sviluppo della geografia umana, studiando in dettaglio come gli umani si muovono, come si stabiliscono e la loro relazione con l’ambiente. Le teorie sul determinismo ambientale riguardo al comportamento umano sono ormai superate nelle teorie sociali, ma i suoi contributi furono fondamentali per far progredire il dialogo in questo campo e su temi che ancora oggi vengono ripresi da grandi autori come Jared Diamond, come il modo in cui la geografia abbia influenzato la storia umana. I suoi testi furono anche tra i più studiati e letti nelle scuole americane di inizio Novecento.

18) Emily Warren Roebling (1843-1903, USA)

Ingegnera civile che a fine Ottocento portò a termine la costruzione di uno dei progetti ingegneristici più ambiziosi dell’epoca: il Brooklyn Bridge. Il progetto fu iniziato dal marito, Washington Roebling, anche lui ingegnere civile, ma dopo la sua morte fu portato avanti e terminato dalla moglie. Per ringraziarla del lavoro svolto, le fu data la possibilità di essere la prima persona ad attraversare il Brooklyn Bridge. Il suo caso e la pubblicità ricevuta furono anche un grosso stimolo per spingere tante donne verso lavori considerati tipicamente maschili. Nella vita si impegnò molto per promuovere il ruolo delle donne e dell’educazione. Viaggiò tanto e fu anche invitata all’incoronazione dello zar Nicola II di Russia, dove conobbe la Regina Vittoria. Scrisse un libro memorabile chiamato “A Wife’s Disabilities”, in cui chiedeva a gran voce più diritti per le donne e denunciava molte pratiche discriminatorie dell’epoca.

 

19) Hertha Ayrton (1854 – 1923, UK)

Nata come Phoebe Sarah Marks, era la terza figlia di un orologiaio polacco immigrato in Inghilterra e di una sarta inglese. Alla morte del padre, la madre rimase con sette bambini piccoli e un altro in arrivo. Crescendo, Phoebe Sarah fu invitata da alcune zie a Londra per studiare in casa. Era molto più brava di molti altri intorno a lei ma trascorreva tanto tempo a lavorare e ad occuparsi della sorella più piccola con disabilità. L’attrazione per la matematica e la fisica la convinse a seguire corsi e studi superiori. La sua vita meriterebbe lunghe serie TV per essere raccontata per bene, e per spiegare come, tra moltissime difficoltà, riuscì a diventare fisica, inventrice, matematica e ingegnera e ad essere talmente brava da vincere la Medaglia Hughes della Royal Society, per il suo lavoro sugli archi elettrici e il loro funzionamento e quello su come si creano pieghe e onde nella sabbia e nell’acqua. Fin da giovane partecipò anche attivamente al movimento delle suffragette, raccogliendo fondi, diffondendo il femminismo nel mondo accademico e promuovendo petizioni contro la prigionia delle suffragette stesse. Fu amica di Marie Curie e insegnante privata della figlia, Irene Curie.

20) Margaret E. Knight (1838-1914, USA)

Inventrice americana, nata in una famiglia povera e divenuta orfana, andò a lavorare in un mulino per la lavorazione del cotone ad appena 12 anni. Assistette a un infortunio sul lavoro ai danni di una collega lavoratrice che morì in seguito a un colpo ricevuto da un pezzo in acciaio schizzato via da un macchinario. Poche settimane dopo, inventò un nuovo sistema per cambiare il macchinario che ebbe così tanto successo da essere adottato da tutti gli altri mulini nella regione. L’invenzione, creata per evitare altre morti, non fu mai brevettata. Ad appena 20 anni dovette abbandonare il lavoro al mulino per problemi di cuore e continuò a lavorare nel campo delle riparazioni, ma anche della fotografia. Nel 1867 fu assunta dalla Columbia Paper Bag Company e presto si accorse che c’era un modo migliore per produrre buste in carta. Creò così insieme al marito una sua compagnia e diede vita a un’invenzione che oggi tutti conosciamo e usiamo: la busta di carta a fondo piatto. La prima busta originale che inventò è oggi esposta allo Smithsonian’s National Museum of American History, insieme a tutti i suoi vari brevetti (87 in totale) che vanno da una macchina per cucire a un motore a combustione interna.

21) Kathleen Kenyon (1906-1978, UK)

Vedi anche

Archeologa britannica, fu una delle più influenti personalità del suo campo del XX secolo. Si occupò in particolare dello studio della cultura del Neolitico nella regione conosciuta come la “Mezzaluna Fertile”. Negli anni Cinquanta fu lei a guidare uno dei siti archeologici più importanti al mondo in quel momento: quello della città di Gerico. Oltre a mostrare quanto le donne fossero assolutamente in grado di gestire siti complessi di scavi e a guidare squadre di uomini e donne al lavoro ovunque nel mondo, fu anche un’importante insegnante e tenne memorabili corsi di archeologia presso lo University College di Londra e all’Università di Oxford.

22) Sara Branham Matthews (1888-1962, USA)

Microbiologa americana, conosciuta in particolar modo per il suo contributo nell’isolamento e trattamento del batterio Neisseria meningitidis, uno di quelli che causano la meningite. Da piccola ebbe la fortuna di nascere in una famiglia molto femminista e desiderosa di garantirle la migliore educazione possibile. Ad appena 29 anni era già professoressa in microbiologia e batteriologia all’Università del Colorado, in un ruolo tipicamente maschile. Continuò a lavorare nel campo della batteriologia e durante la sua vita contribuì allo studio del trattamento e della cura, tra le altre cose, di dissenteria, salmonella e influenza.

23) Marguerite Williams (1895-1991, USA)

Ultima di sei figli di una famiglia povera nera di Washington, frequentò da piccola una scuola femminile esclusivamente per ragazze non bianche e nel 1923 si laureò alla Howard University, dove poté contare sul supporto e l’incoraggiamento del biologo Ernest Everett Just, uno dei pochi professori neri dell’università. Con il tempo si appassionò alla geologia e diventò la prima donna afroamericana a ottenere un dottorato in geologia negli USA. Lavorò su varie forme di erosione e l’impatto dell’attività umana, tra deforestazione e accelerazione dell’urbanizzazione. Dopo il suo dottorato diventò anche professoressa di geologia e andò a insegnare nella stessa università da cui era partita, alla Howard University.

24) Priyamvada Natarajan (India/USA)

È attualmente professoressa di Astronomia e Fisica presso la Yale University ed è una delle donne più importanti nel mondo dell’astrofisica. Tra i lavori che la vedono impegnata al momento, citiamo la mappa della materia ed energia oscura nell’universo, le lenti gravitazionali e come nascono i dischi di accrescimento intorno a buchi neri supermassicci. Ha anche scritto un libro di divulgazione dal titolo “Mappando i cieli: le radicali idee scientifiche che ci rivelano il cosmo”.

25) Grace Oladunni Taylor (Nigeria)

Nata e cresciuta in un momento storico in cui in Nigeria non c’erano molte donne impiegate nella scienza, si è battuta per avere comunque una formazione avanzata e ci è riuscita al punto da essersi laureata in chimica con il massimo dei voti e diventare la seconda donna nigeriana a essere accettata nell’Accademia delle Scienze del suo Paese. Nella sua carriera si è dedicata allo studio di malattie cardiovascolari e all’analisi dei lipidi. Fu fondamentale anche nel dimostrare che i livelli del colesterolo non dipendevano da fattori razziali e dal colore della pelle, come si pensava, ma dall’attività fisica e dall’alimentazione. Fu la prima donna africana a vincere il premio “Donne nella Scienza” della L’Oréal-UNESCO.

26) Simonetta Di Pippo (Italia)

Se al momento comparissero degli alieni sulla Terra, a coordinare una risposta e forse a parlare con loro sarebbe chi è a capo dell’Ufficio per Affari Spaziali dell’ONU. Al momento quella persona è Simonetta Di Pippo, astrofisica italiana, laureata all’Università La Sapienza, membro dell’Agenzia Spaziale Italiana, dove ha lavorato in automazione e robotica, ma anche in osservazione della Terra e voli spaziali umani. Tra il 2008 e il 2011 è stata la Direttrice della divisione per Voli Spaziali Umani della ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Nel 2009 ha co-fondato la “Women in Aerospace Europe”, associazione che si batte per una migliore rappresentanza e maggiori chance di leadership per le donne nel settore aerospaziale. Nel 2006 è diventata anche Cavaliere della Repubblica Italiana e nel 2008 la International Astronomical Union le ha dedicato un asteroide, chiamandolo “dipippo”.

27) Fabiola Gianotti (Italia)

Prima donna Direttrice Generale del CERN (Organizzazione europea per la ricerca nucleare) a Ginevra, gestisce alcuni dei più importanti laboratori della storia della fisica, come il Large Hadron Collider (LHC). Incoraggiata fin da piccola dai genitori a essere curiosa e a sperimentare, si innamora della scienza grazie alla biografia di Marie Curie. Dopo aver fatto il liceo classico e aver iniziato a studiare filosofia e musica, cambiò carriera e si lanciò nel mondo della fisica delle particelle, ottenendo un dottorato in quel campo all’Università di Milano nel 1989. Lavora al CERN dal 1996 e da allora ha fatto da co-autrice per oltre 500 pubblicazioni scientifiche uscite sulle più importanti riviste di settore al mondo. Tra queste, la sua firma si trova anche sulla scoperta del bosone di Higgs. Il mondo in cui Fabiola Gianotti ha iniziato a muoversi non era e non è affatto facile, essendo dominato tradizionalmente da maschi: il suo lavoro ha aiutato numerose ragazze a perseguire le proprie ambizioni, avendo lei come modello di ispirazione.

28) Cynthia Kenyon (USA)

Biologa molecolare e una delle più importanti ricercatrici viventi al momento, impegnata nel campo della ricerca sui meccanismi dietro l’invecchiamento. Ha dato enormi contributi allo studio dell’invecchiamento usando come organismo modello C. elegans e scoprendo i geni legati alla durata della sua vita. Molte delle sue ricerche hanno fatto da apripista per lo studio sull’invecchiamento nei mammiferi, umani compresi.

29) Jennifer Doudna (USA)

Nella biologia molecolare e nella medicina genetica è in atto una rivoluzione: l’editing genetico con CRISPR. Dietro la scoperta di questo meccanismo veloce e preciso di tagliare e sequenziare geni, che promette di cambiare completamente il modo in cui pensiamo la medicina e le cure, c’è Jennifer Doudna insieme a Emmanuelle Charpentier. Doudna ha una formazione da biochimica ed è professoressa di chimica e biologia presso l’Università della California. Oltre a questo, nel 2015 fu anche tra le 100 persone più influenti al mondo secondo la rivista Time, proprio grazie all’importanza delle sue ricerche.

30) Gwynne Shotwell (USA)

Siamo cresciuti con razzi che partivano verso il cielo, portando missioni spaziali e astronauti, ma dopo averlo fatto bruciavano nell’atmosfera e precipitavano nell’oceano. Ogni nuovo lancio implicava un nuovo razzo. Non è più così, perché ora i razzi possono anche tornare ad atterrare ed essere lanciati nuovamente, riducendo di molto sia il loro costo che l’impatto sull’ambiente. A guidare questa rivoluzione tecnologica c’è un’azienda di nome SpaceX, tra le più importanti compagnie al mondo e la cui Presidente e Chief Operating Officer è l’ingegnera americana Gwynne Shotwell. Durante la sua carriera nel mondo dell’ingegneria aerospaziale, negli anni Ottanta e Novanta, ha pubblicato numerosi studi scientifici su concept per navicelle spaziali, modi per fare rientrare navicelle dallo spazio, ma anche come creare modelli migliori su cui lavorare per testare componenti. Nel 2002 si unì a una folle nuova banda di ingegneri aerospaziali di nome SpaceX, di cui fu l’undicesima impiegata, quando ancora dire che un razzo poteva tornare dallo spazio era considerata un’assurdità. È anche a capo di un programma di raccolta fondi STEM e, sotto la sua guida, sono stati raccolti 350.000 dollari in fondi destinati a giovani che vivono in aree povere e che così potranno accedere a studi avanzati. Si è sempre battuta molto anche per una maggiore inclusione delle donne in tutti i campi di ricerca e studi aerospaziali e non solo.

Scienziate, inventrici, pensatrici e innovatrici: queste 30 donne sono solo alcuni degli innumerevoli esempi che dovremmo conoscere e cominciare a studiare. Ne hanno parlato Adrian Fartade e Irene Facheris durante una live sul canale Instagram di Irene, ora disponibile su IGTV!

Immagine di copertina: Laura Repossi

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