Intrattenimento

4 autobiografie di 4 donne da conoscere

A rendere speciale il genere dell’autobiografia, al di là della narrazione di vicende fuori dal comune, di successi straordinari o di opportunità di rivalsa colte al momento giusto, è quella sensazione di affinità che emerge durante la lettura di aneddoti, ricordi, emozioni provate ed esperienze vissute da altre persone. In un’autobiografia infatti ci si riscopre come esseri umani: tutti uguali e vicini, a lottare ogni giorno con le nostre difficoltà, i nostri sogni, i punti di debolezza e i rimpianti; i traguardi raggiunti e le scelte che ci hanno portato lontano; ma anche la rabbia che abbiamo provato e le sconfitte che hanno fatto male.

Leggere le autobiografie regala coraggio e ispirazione, soprattutto nei momenti più difficili, quando siamo alla ricerca di un pizzico di speranza e abbiamo solo voglia di guardare lontano.

Ecco allora quattro autobiografie di quattro donne diverse e tutte straordinarie, da leggere adesso.

1. Butterfly – Yusra Mardini

Yusra Mardini è una giovane ragazza siriana, con mille sogni e tante ambizioni, che trascorre le sue giornate tra lo studio, gli allenamenti in piscina e le uscite con le amiche. Poi scoppia la guerra e niente ha più senso: tutto ciò che può fare, per salvare se stessa e i suoi sogni, è scappare. Quello che Yusra e sua sorella Sarah affrontano è un viaggio estenuante, pericoloso, carico di nostalgia, ma soprattutto di dolore; è un viaggio tra l’indifferenza e la brutalità della gente che incontrano e di quel senso di umanità che si fa a pezzi e qualche volta si ritrova. È il viaggio in cui hanno rischiato di perdere la vita, mentre correvano lontano dalla morte; ed è l’insieme di passi, incontri e azzardi che ha portato la giovane Yusra Mardini a gareggiare alle Olimpiadi di Rio 2016, come nuotatrice professionista e membro della prima squadra olimpica di atleti rifugiati.

2. Memorie d’una ragazza perbene – Simone de Beauvoir

Com’era Simone de Beauvoir da bambina? Che rapporti aveva con i suoi familiari? Cosa sognava? Quali sono gli studi che l’hanno formata e gli incontri che l’hanno segnata? In “Memorie d’una ragazza perbene”, l’intellettuale francese Simone de Beauvoir ripercorre la sua infanzia, la giovinezza e i primi anni dell’università attraverso le amicizie, le letture, i momenti di solitudine e i periodi più difficili, l’educazione rigida che ha ricevuto e le ristrettezze economiche che la sua famiglia ha dovuto affrontare; i traumi che l’hanno cambiata e le relazioni che le hanno regalato nuovi sguardi sul mondo. Per raccontare tutto questo, Simone de Beauvoir sceglie un tono confidenziale, appassionato e sincero, trasportandoci in quella parte della sua vita che l’ha resa una delle più importanti pensatrici ed esponenti del femminismo del Novecento.

3. Becoming – Michelle Obama

L’infanzia a Chicago, le lezioni di piano e una minuscola camera da dividere col fratello; l’adolescenza, i primi amori e i dubbi sul futuro; i successi scolastici, il lavoro di avvocata in uno studio patinato e la scelta di lasciare tutto e buttarsi a capofitto nelle associazioni no-profit; poi il matrimonio, la maternità, le crisi personali e quelle di coppia: dalle prime volte in cui si è ritrovata a essere l’unica donna nera in una stanza e tutto il tempo passato a chiedersi “Sono abbastanza?”, nella sua autobiografia intitolata “Becoming”, Michelle Obama racconta il percorso che l’ha portata a essere una delle donne più amate al mondo.

4. Vivienne Westwood – Vivienne Westwood, Ian Kelly

Molto più che una stilista, Vivienne Westwood è un’attivista instancabile e un genio creativo. Madre del punk e ribelle dello stile, la designer britannica ha rivoluzionato il mondo della moda attraverso collezioni ispirate alla storia e all’arte, creazioni gender neutral e proclami politici portati in passerella. Convinta sostenitrice della lotta al cambiamento climatico, Westwood ha messo in atto proteste plateali, come quando nel 2015 ha guidato un carrarmato verso la casa di David Cameron, l’allora Primo Ministro inglese, accusato di supportare le inquinanti pratiche di fracking. Oggi il brand inglese è al centro di polemiche per presunte evasioni fiscali e per lo scarsissimo contributo alla salvaguardia del Pianeta (basti pensare che per le collezioni viene ancora usata la pelle, che non solo è tra i materiali più inquinanti ma contraddice anche la scelta vegetariana della stilista) ma quella di Vivienne Westwood è una storia da conoscere, fatta di atti di coraggio, scelte controcorrente, tante contraddizioni e voglia di libertà.

Imperfette, affascinanti e capaci di instillare la voglia di sapere e fare di più: queste quattro storie vere raccontano mondi, epoche e prospettive diverse tutte da conoscere e da cui lasciarsi, in un modo o nell’altro, ispirare.

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