Rubriche

Festival Sorelle di Corpo: donne protagoniste [Progetto Sorellanza]

Articolo di Veronica Bassani

Quando tre ragazze accomunate dallo stesso sogno e dalla stessa energia si incontrano c’è poco da fare: quel sogno è destinato a diventare realtà. Ed è proprio quello che è accaduto per il Festival Sorelle di Corpo. Io (Veronica), Valentina ed Angela abbiamo storie molto diverse alle spalle e proveniamo da contesti differenti, ma ad accomunarci è stata la voglia di far sentire la nostra voce per lanciare un messaggio ben preciso: è arrivato il momento per le donne di diventare sorelle e di far vedere al mondo, ma soprattutto a loro stesse, il proprio valore.

D’altronde basta studiare la storia per vedere come, da sempre, il nostro ruolo sia stato quello di muse ispiratrici per quadri, libri, poesie, canzoni, mentre molto più raramente abbiamo potuto rivendicare quello di artiste, scrittrici, poetesse o cantanti. E allora quale occasione migliore di un festival culturale al femminile per testimoniare e riaffermare il nostro potenziale?

Il piano iniziale era semplice: volevo creare una mostra dedicata al progetto fotografico di Valentina Botta per esporlo in una personale in occasione della Giornata internazionale della donna. Già da tempo seguivo Valentina su Instagram e quando le avevo proposto di esporre a Faenza ne era rimasta entusiasta. Arriva poi il pretesto perfetto con il bando della regione Emilia Romagna dedicato alle pari opportunità; bando che, se vinto, ci avrebbe fornito i mezzi per allestire la mostra.

Scelgo come location Palazzo delle Esposizioni, nel centro storico di Faenza, e dopo il primo sopralluogo mi accorgo di avere un grande potenziale per le mani. L’idea di realizzare il primo festival dedicato alla figura femminile in provincia mi stuzzica ma, allo stesso tempo, capisco di avere bisogno di aiuto. Coinvolgo quindi anche Angela Molari, un’altra operatrice della cultura conosciuta durante un master in Project Management, con la quale avevo già collaborato per progetti più piccoli. Lei accetta sin da subito di partecipare a un progetto che, ancora solo sulla carta, è quanto mai folle ed elettrizzante.

In pochi mesi prende vita il Festival Sorelle di Corpo, che coinvolge tantissime realtà al femminile provenienti da tutta Italia, con talk, performance, concerti e un fitto calendario di eventi. Le immagini di Valentina Botta dialogano con gli scatti dei giovani fotografi dell’associazione faentina Gruppo Fotografia Aula 21, che hanno sfruttato questa occasione per esplorare le tematiche della fisicità femminile e del rapporto con il proprio corpo negli anni dell’adolescenza. Accanto alle loro fotografie, una sala interamente dedicata all’artista tessile Valentina Crasto, che con i suoi intrecci di cotone colorato riesce a dare forma a figure femminili leggere ed eteree. Questi allestimenti fanno da cornice ai molti eventi in programma, tesi a riflettere sul tema della donna nella maniera più ampia e completa possibile.

Si va dall’economia con la realtà milanese di Women in Business and Finance e con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, alla filosofia con l’Associazione culturale bolognese Filò, senza dimenticare di richiamare l’attenzione su questioni estremamente attuali ed importanti come la violenza sulle donne, con le associazioni SOS Donna e Farsi Prossimo, e il problema dell’odio e del sessismo online, con l’approfondimento organizzato dal circolo ARCI Prometeo, che ha coinvolto una psicologa ed un avvocato esperti in materia. Accanto ai talk, anche le performance artistiche, come quella dei tableau-vivant creati dal progetto Dress Again e il body painting a cura di Free Art.

Mesi intensi di lavoro, giornate trascorse all’interno di Palazzo delle Esposizioni per allestire le mostre; lavorando tutte insieme, instancabilmente, per creare un Festival ben strutturato, fitto e intenso, in grado di mettere in rete tante realtà, seguendo un filo conduttore comune e intrecciando tematiche e stimoli differenti. L’obiettivo finale è chiaro: fare un ulteriore passo avanti sulla strada dei diritti delle donne e della piena parità di genere, favorendo una maggiore sensibilità riguardo a queste tematiche.

Ma le cose non vanno come previsto. L’otto marzo, giorno di inaugurazione del festival, ricevo una chiamata dall’Assessore della Cultura di Faenza che mi comunica con grande dispiacere l’inizio del lockdown a causa dell’emergenza Coronavirus. Palazzo delle Esposizioni non può aprire le porte al pubblico, tutti gli eventi devono essere annullati e i mesi di lavoro buttati all’aria.

Ma io, Angela e Valentina ci guardiamo negli occhi e capiamo di potercela fare – insieme. La nostra determinazione e il desiderio di non fermarsi sono tali da permetterci di trovare una soluzione alternativa: l’otto marzo Sorelle di Corpo inaugura in diretta streaming su Facebook e Instagram, e si trasforma in digitale. Talk, conferenze, dialoghi filosofici sono riconfermati e svolti attraverso la piattaforma web Zoom, e, nonostante qualche cambiamento, il pubblico partecipa attivamente e con entusiasmo. Anzi, la nuova veste del festival permette di coinvolgere ancora più persone, abbattendo le barriere geografiche e arricchendo il palinsesto con nuovi protagonisti, come la scrittrice Giulia Blasi e l’avvocata e attivista per i diritti civili Cathy La Torre.

Grazie al lavoro di un team di videomaker torna accessibile anche a distanza Palazzo delle Esposizioni, con un tour virtuale (trovate il link nelle informazioni in fondo a questo articolo) in realtà aumentata che consente di camminare dentro le quattro sale espositive, guidati dalla voce mia e di Angela.

Ed è così che la quarantena si è trasformata per noi da limite a opportunità, un’occasione per dimostrare ancora una volta quanto il valore di un messaggio condiviso sia in grado di superare qualsiasi barriera. Una prima edizione senza dubbio indimenticabile e ricca di emozioni, che ha gettato le basi per un progetto a lungo termine diretto a dare voce ad ancora più realtà, persone e progetti nuovi e diversi, tutti accomunati dall’impegno nella lotta verso la parità di genere e il progresso sociale e culturale di tutta la comunità. Una strada lunga, che non vediamo l’ora di percorrere.

Potete trovare le organizzatrici del Festival Sorelle di Corpo qui:

Veronica Bassani
Angela Molari
Valentina Botta

Mentre invece tutte le informazioni sul Festival sono qui:

Sito internet con tour virtuale
Canale YouTube
Facebook
Instagram Fatti d’Arte
Instagram Festival Sorelle di Corpo

Commenti (0)

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *