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I gruppi Telegram e la perdita della fiducia: le vostre testimonianze
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I gruppi Telegram e la perdita della fiducia: le vostre testimonianze

Redazione

Sono passati pochissimi giorni da quando la notizia dei gruppi Telegram nei quali viene scambiato materiale pornografico illecito (dalla pedopornografia al revenge porn, passando per fotografie rubate da profili social e commenti di inaudita violenza) è esplosa, arrivando a chiunque.

Abbiamo da subito iniziato a ricevere testimonianze, che sono state raccontate qui, proteggendo come sempre l’anonimato e la volontà delle ragazze di condividere o meno le proprie storie.

Vogliamo continuare a raccontare queste storie perché il filo conduttore che si percepisce è la paura, accompagnata dal dubbio e dalla perdita di fiducia nei confronti di chi si ama – o di chiunque altro. E vorremmo che almeno ci si sentisse meno sole, davanti a situazioni così cariche di angoscia. Ecco quindi i vostri racconti, nella speranza che possano essere di aiuto a chi li scrive e a chi li legge:

Ciao, ho letto tutto ciò che è accaduto su quel gruppo Telegram e come immaginerai, non solo da donna ma da essere umano, sono rimasta sconvolta, triste, dispiaciuta. Ti dirò, credo di non aver avuto per lungo tempo gli strumenti giusti per comprendere cosa fosse una molestia, e solo dopo averne subite più di una ho finalmente compreso. Desidero però raccontarti in breve ciò che ho vissuto quando avevo 13 anni, parliamo dunque di 6 anni fa. Frequentavo le scuole medie ed ero innamorata di un ragazzo, un compagno di classe, il mio vicino di banco. Ricordo bene che per mesi ci mandammo foto molto molto intime, a volte anche dei video, e ricordo con quanto ardore credetti che anche lui si stesse innamorando di me. Nel frattempo però, durante le mattinate scolastiche, era lui a trattarmi male, a prendermi in giro, ad insultarmi. La persona che durante il resto del giorno mi venerava sessualmente, dalla mattina all’ora di pranzo mi demoliva. Dopo alcuni mesi, quasi alla fine dell’anno scolastico, capii che il ragazzo che più mi faceva battere il cuore era anche quello che più mi stava ferendo. Decisi così di troncare quello scambio di foto, video e messaggi che ricostruivano dei veri e propri amplessi di fantasia. Tempo dopo, per cercare di irretirmi ancora, mi mandò le foto di un’altra ragazza, nuda, davanti a uno specchio. E la insultò, mi disse che la stava semplicemente usando e che per lui era decisamente brutta. Poi mi disse chiaramente che, oltre a lei, ve ne erano anche molte altre che si prestavano a quel gioco malsano. Allora non conoscevo il significato di “revenge porn”, né mi chiesi seriamente a chi altri avesse mandato le foto di quelle ragazze. Come d’altronde anche le mie fotografie. Purtroppo i ricordi di quel periodo restano confusi, so che adesso ha una fidanzata ma non parlo con lui da molto, molto tempo. Non so se ha manipolato o fatto del male a qualcun altro. Ciò di cui mi rendo conto è che, soprattutto se si è giovanissimi e sensibili, è molto più facile essere irretiti e non saper distinguere il confine tra ciò che va bene e ciò che non va bene. Resto davvero sconvolta a ripensarci oggi: avrei potuto aiutare quelle ragazze, rimproverare lui, ribellarmi prima io. Eppure la bambina che ero scappò solamente. Spesso, troppo spesso, vorresti tornare indietro, evitare il male subito e quello che sai essere stato inferto. Non puoi fare altro però che accettare, andare avanti e, finalmente, combattere. Grazie per l’attenzione.

Ciao a tutt*,
vi scrivo per dar voce a un dolore e una rabbia che mi stanno consumando.
Il mio ragazzo non era in quel gruppo Telegram.
Ma non riesco, nel profondo del cuore, a credere che ne sia totalmente fuori. Mi fido ciecamente di lui, è un ragazzo pieno di riguardi, che non mi ha mai mancato di rispetto, non ha mai fatto nulla contro il mio volere o senza il mio consenso, sempre premuroso nei miei confronti, sempre attento alle mie esigenze. Insomma non ha mai fatto nulla per farmi dubitare di lui a tal punto. Ma come faccio a sapere che lui è diverso dalle migliaia di persone che si trovano in quei gruppi? Come faccio ad essere sicura che anche lui non sia mai finito in un gruppo del genere, che ci sia passato di sfuggita, che abbia anche solo visto e assorbito passivamente e non abbia mai detto niente? Oggi ci ho parlato, mi ha assicurato di non essere mai stato in gruppi del genere. Ma sapeva. Sapeva tutto, sapeva come funzionava, sapeva che “tre quarti delle persone che conosco ci sono”, sapeva e ne parlava con una tranquillità terrificante. La maggior parte degli uomini che si trovano in questi gruppi non sono mica malati, perversi o degenerati: sono gli amici con cui usciamo, i ragazzi che incontriamo al bar, i fidanzati che abbiamo avuto. Tutte persone su cui metteremmo una mano sul fuoco, per cui diremmo “non può essere!”, “no ma lui non è così!”, scottandoci la mano e prendendoci una bella bruciatura.
“Lui non è così!” eppure quando ero ubriaca mi ha palpato il seno, mettendomi le mani sotto il costume davanti al mio gruppo di amici senza che io riuscissi a reagire, senza che nessuno aprisse bocca per me.
“Lui non è così!” eppure in macchina ha ripetutamente provato a mettermi la mano in mezzo alle cosce, nonostante io gliel’abbia tolta altrettante volte.
“Lui non è così!”, è mio fratello, eppure sono sicura di aver letto sulla sua chat di Telegram il nome di un gruppo non tanto diverso da quello che ha girato sul web qualche giorno fa.
So cosa significa abuso, so cosa significa essere violata, ed è un dolore che ti porti dietro e che, anche se superi, non ti dimentichi. Non riesco stavolta, non ho la forza, a voltarmi di fronte a un evento del genere, a minimizzarne l’importanza come ho sempre fatto e come sempre tutti hanno fatto con me. Non riesco a non sentire sulla mia pelle il dolore, la vergogna, la rabbia, che tutte queste ragazze provano o ancora non sanno di dover provare. Non so bene neanche come concludere, in genere chiudo sempre con un po’ di sano ottimismo ma questa volta no, non ce la faccio.

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Ciao, ho letto l’articolo delle ragazze che hanno scoperto che il proprio partner era membro dei gruppi Telegram di cui si è parlato tanto nei giorni scorsi; una parte di me si è sentita meno sola perché è successo anche a me. Un paio di giorni fa, quando io ero già furiosa e schifata per questa questione (visto che in un sito ho trovato foto di ragazze che conosco o servizi fotografici di fotografi con cui ho collaborato e sotto c’erano i commenti peggiori), ho iniziato a sfogarmi col ragazzo che frequento. Mi accorgevo che era come se non reagisse alle mie lamentele sulla situazione, si limitava a dire che ormai niente lo stupiva. Un paio d’ore dopo mi scrive che avevano chiuso un gruppo Telegram che ogni tanto seguiva con interesse. Io non volevo credere a quello che stavo leggendo, mi è sembrato come mi stesse crollando addosso il mondo. Sono stata vittima di Revenge Porn anni fa, il mio ragazzo di allora mi fotografava di nascosto e inviava le mie foto nuda nel suo gruppo di amici; ho scoperto dopo anni quelle foto e troncato subito la relazione. Con quella frase mi è sembrato di tornare a quelle sensazioni, ho pianto, mi sembrava che tutte le battaglie e le lotte che ho fatto finora per sensibilizzare su queste questioni fossero state inutili. Ho sempre cercato, dopo quella relazione e dopo un’altra in cui un mio ex abusava di me, di circondarmi di persone tranquille, brave, che non sembrava avessero problemi o potessero fare del male. E il ragazzo che frequento è così, non ha mai dato segni di squilibrio, anzi lo reputo una persona bravissima e dolcissima e sono ancora incredula per quello che è successo. Ora sono un paio di giorni che provo a capire cosa ci fosse davvero nel gruppo in cui lui era iscritto, se ha realmente mai fatto qualcosa, anche se mi ha detto che entrava, sfogliava e usciva, che mettevano un po’ di tutto, ed era iscritto lì per il black humor (gli ho spiegato che abbiamo concezioni diverse di black humor). Mi sono iscritta, per capire più da vicino di cosa lui parlasse, in alcuni gruppi Telegram, perché volevo realmente capire: sono rimasta scioccata da quello che vedevo in alcuni, in altri non c’era niente di diverso da quello che può girare su Facebook, ma mi sono tolta subito. Ne parliamo da un paio di giorni, gli ho fatto cancellare tutte le mie foto, mi ha detto che lui alla sua intimità e privacy ci tiene quindi io devo stare tranquilla che lui non pubblicherà mai nulla, ma io ho perso totalmente fiducia, non riesco a far finta di niente e ho i ricordi di come mi sentivo quando vidi le mie foto nel gruppo con gli amici del mio ex, tutto torna a galla. Non ti chiedo cosa dovrei fare, perché ora come ora non so realmente cosa fare e voglio darmi tempo per pensare. Da ragazza che ha subito queste cose mi sento distrutta, da femminista e per tutto il lavoro che ho fatto in questi anni mi sento offesa. Scusami per il disturbo, ma avevo bisogno di scrivertelo per sfogarmi.

N.B. Tutte le segnalazioni che arriveranno a Bossy o a Irene personalmente rimarranno private, a meno che non diate il vostro consenso alla pubblicazione, che in ogni caso sarà sempre anonima.
Per le testate giornalistiche che in altre occasioni hanno provato a sfruttare la fiducia che le persone che ci leggono ripongono in noi, chiedendoci di avere accesso alle storie che ci venivano inviate: non provateci neanche. State sprecando il vostro tempo e infangando la vostra professione.
Photo by Gilles Lambert on Unsplash
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