I vostri racconti

Io, papà cattolico, al mio primo Pride

Commenti (11)
  1. Avatar Richard ha detto:

    Leggi Romani 1
    Così saprai cosa dice quel Dio che tu stai giudicando.

  2. Avatar serena ha detto:

    Sono d’accordo. È vero. Mi piace ciò che hai scritto.

  3. Avatar Carla ha detto:

    Mi fai pena, tu non hai capito nulla del vangelo. Leggendo quello che scrivi mi rendo conto di come satana ci sta prendendo in giro. Chiarisciti le idee prima che sia troppo tardi…tu non sei cattolico, sei verso la perdizione. Dio è misericordioso ma è anche giudice giusto.Ti ripeto, leggi il vangelo, tutto il vangelo, e mettilo in pratica in tutto non solo in ciò che ti fa più comodo.leggi anche l’apocalisse cercando anche di capirla possibilmente.Che tristezza

  4. Avatar Gabriele Maiellaro ha detto:

    Bellissimo articolo, la prospettiva proposta di tolleranza, accettazione della diversità, sospensione del giudizio, è quella che bisogna abbracciare (per usare un termine in linea con l’articolo!). In fondo, come si possono risolvere in modo incontrovertibile tutte le questioni sui diritti civili? Semplice: le opinioni sulla pelle degli altri sono illegittime, inaccettabili. L’opinione, la doxa, è quella sul bello, sui gusti… forse nei diversi piani d’azione portati avanti proposte politiche… ma opinioni sulla bontà di un orientamento sessuale non sono accettabili perché riguardano l’altro. Vorrei dire sinceramente al signor Facheris che per qualche anno sono stato nella sua stessa prospettiva, cattolico che non se la sentiva di giudicare ed era aperto di mente. Poi, approfondendo le radici della sessuofobia cattolica, studiando la Storia, la filosofia cristiana e l’attardarsi della teologia su questioni irrisolvibili e lontane da processi logoici, ho capito che non aveva più senso definirmi cattolico, perché ho notato che troppa gente di tale categoria è inamovibile, gente che “tiene i suoi anni al guinzaglio e che si ferma ancora ad ogni lampione”, per citare Fossati. Da una istituzione millenaria fondata sulla metafisica e perciò su dogmi arbitrari ma statuari nell’essere dogmi, io non mi aspetto più nulla, vedo la secolarizzazione che avanza e l’ipocrisia di chi si erge a giudice terreno solo per piaggeria verso un Dio di cui è la contraddizione vivente. Non è l’idiotismo rurale dei credenti dei paesini (ci sto dentro) il problema… il problema sono le persone che vogliono forzosamente fermare le lancette della Storia e accettano interpretazioni delle Sacre Scritture proposte a tavolino da terzi, nonostante smentiscano le beatitudini e la morale terrena bellissima che se ne potrebbe trarre seguendo Gesù Cristo, il quale, che sia figura storica unica o meno, ha trasmesso ideali di fratellanza lungimiranti ben precisi, ritrovabili un po’ nel mondo antico. E così mi ritrovo in classe un’ora a settimana una professoressa di religione che sostiene che non tutti i desideri sono un diritto QUINDI avere figli per gli omosessuali è un capriccio come le fragole a novembre. Hai voglia a spiegare che la famiglia è istituto storico, ci sono studi longitudinali ecc. niente da fare! Beh credo che mi è legittimo non dirmi più cattolico, il suo intervento è stato duramente criticato dalla classe. Quello che consiglio ai cattolici come la mia prof di religione è di cambiare radicalmente, abbandonare la teologia che è aria fritta, non giudicare mai, non votare ovviamente gente che si basa sulla religione (tutto è politico, devo perciò dire anche questo…), abbracciare la fratellanza dei diritti umani che i laici stanno difendendo molto ma molto meglio, senza frontiere. Cosa dovete rappresentare? Dovete rappresentare l’inclinazione umana che è la metafisica e in quanto inclinazione umana è accettabile… rappresentare come dice il signor Facheris la credenza in un ente superiore che è un padre misericordioso che ci abbraccia, trovare forza vitale grazie a questa credenza, non giudicare chi non crede perché così non troverebbe la forza per vivere, perché anche chi non crede la trova. Siate sinceri con voi stessi e con gli altri, non fate del male… e sono certo, l’ipotetico Dio non punirà certo qualcuno per non aver bruciato incensi per lui, per non aver pregato, per un rapporto sessuale non finalizzato alla procreazione, per essere devoto a una morale umana e quindi accessibile e ferma! L’ipocrisia, questa punirà. Ma Papa Francesco mi ha anticipato, ha già detto “meglio un ateo che un cattolico ipocrita”: condivido appieno. Vi devo un grazie per lo spazio commenti, non è scontato!

  5. Avatar Giovanni ha detto:

    Il punto non è cosa pensa Stefano, ma…cosa pensa Dio !!
    E se mi posso permettere le scritture sono molto chiare.

    Dio distrugge Sodoma e Gomorra perchè le due città erano dedite all’omosessualità.

    Dio non giudica ? Dio non condanna ? Non capisco bene di quale dio ti stia parlando.

    Di non è venuto a unire, ma a dividere:
    Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. 35 Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; 36 e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.

    Mi dispiace ma Dio è venuto a giudicare e nella scrittura questo è molto chiaro.

    Come dice Papa Francesco, chi siamo noi a giudicare… giudicherà Dio.

  6. Avatar mrt ha detto:

    Solo una considerazione:
    Ti prego….
    Non definirti “CATTOLICO” perché non lo sei.

    Non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno dei cieli ma colui che FA LA VOLONTÀ DEL PADRE (Non la propria ..volontà)
    Non sei coerente purtroppo… da una Cattolica coerente che non crede in un Dio soggettivo ma crede nel Dio che è Padre Eterno e Immutabile Onnisciente Onnipotente Perfettissimo MISERICORDIA INFINITA ma ANCHE PERFETTA GIUSTIZIA. Saremo giudicati anche per i peccati che abbiamo fatto fare.
    Da Cattolica questa tua esternazione è stata per me scandalo ma ovviamente tutto nella libertà dei figli di Dio!

  7. Avatar Francesco Franco ha detto:

    Articolo ben fatto, sembrerebbe che non vi sia nulla da eccepire, salvo che chiarire alcuni punti, i quali non possono essere contestualizzati.
    La frase “Chi sono io per giudicare” va ben compresa nella sua sostanza, il cattolico (io sono cattolico) non può e non deve giudicare la persona in quanto persona, cioè, non può giudicare né l’intelletto né la ragione né tanto meno l’io della persona, il quale è di pertinenza di Dio, al contrario, le parole e i gesti vanno giudicati, in quanto sono espressioni della persona.
    Ora, il giudizio non può essere sostenuto dalle proprie idee, le quali se poggiate sulle proprie convinzioni possono essere anche sbagliate, quindi il giudizio non può essere soggettivo, bensì oggettivo, e l’oggetto su cui si basa o si dovrebbe basare il giudizio è il Kerygma gesuano e gli insegnamenti apostolici.
    Ora, che due persone dello stesso sesso vogliono unirsi, è una loro decisione, ma l’unirsi è un atto, il quale essendo conosciuto può essere esaminato proprio alla luce della Scrittura, quindi, il partecipare ad un Pride deve essere basato proprio su questa, non storcendo la scrittura per far dire ciò che si vuole, anche se è ben difficile farlo, ma accettando ciò che la scrittura dice in merito a certi atti, i quali per la loro natura non possono essere da essa supportati. (leggere Romani cap.1 in poi)

  8. Avatar Sirigatti Paola ha detto:

    Un padre cattolico ama i suoi figli e li ama a prescindere da quello che fanno.
    Ma tu partecipando a questo tipo di festa(forse non hai visto per intero il pride) non sei cattolico ,lo sei a modo tuo. Dimostri di non conoscere le scritture e quindi non parli come Dio e gli apostoli primo di tutti San Paolo , dimostri di accettare ogni tipo di perversione sessuale e psicologica e che non credi nella famigli come l’ha pensata Dio Padre e che i figli nascono solo all’interno di essa etc..
    Io come cattolica accolgo tutti compresi i gay perché è giusto sia così e come il figlio prodigo il PADRE tante volte mi ha accolto e perdonato ma Lui sapeva che ero e sono pentita ma non posso giustificare il peccato e neanche permettere che distrugga il bene,il bello è l’innocenza. Non possiamo adattare la parola di Dio a nostro favore. E poi l’amore è Amore, la lussuria e la depravazione in mezzo a una strada…magari davanti ai piccoli che Gesù ama tanto è un altra cosa,così l’ostentazione pornografica dei corpi in atti,gesti e parole sono Sodoma e Gomorra . Amo le persone e non m’interessa sei sono omosessuali casa mia è casa loro ,ma come donne e uomini ma ciò che ho detto sopra no. E ricorda che Dio è quello che hai detto ma non è burattino..è anche GIUSTO GIUDICE. Sia lodato Gesù Cristo!

  9. Avatar angelo ha detto:

    Quante stronzate! Si può essere cattolici omosessuali, ma non cattolici gay. Cioè non può essere cattolico uno che non solo ha delle tendenze sbagliate (cosa di cui potrebbe non essere colpevole), ma che le mette pure in pratica, commettendo deliberatamente atti impuri e condannati dal catechismo (e dal comune senso etico). Questo vale anche per gli “etero”. Non c’ è colpa se un maschio si sente attratto per le donne, ma se un uomo che si sente attratto dalle donne va a puttane o mette le corna alla propria moglie, di colpa ne ha sì, e tanta! Tanto meno può andare in giro ad esaltare le sue azioni, ‘sto porco. E tanto meno può farlo in nome della sua religione.

  10. Avatar clemente ha detto:

    Certo ognuno è libero di partecipare ai gay pride che vuole, così come ognuno è libero di masturbarsi o di fare il feticista, o eccitarsi con il suo gatto, o di alzarsi alle 3 di notte a ballare nudo la mazurka. De gustibus non est disputandum. Ma da qui a dire che queste cose sono buone e giuste (e non si possono criticare), ne passa. Soprattutto queste pagliacciate non ha senso che siano finanziate dall’ ente pubblico, usando i soldi dei contribuenti.

  11. Avatar Stefano ha detto:

    Carissima Carla, quando Lo incontrerò, mi dirà se e dove mi sto sbagliando.
    E sono certo che non mi dirà che Gli faccio pena ma mi abbraccerà e mi spiegherà un sacco di cose e io Lo ascolterò volentieri…
    Per il momento, leggo il Vangelo (maiuscolo, ti prego…) tutti i giorni e provo a fare del mio meglio.
    Ad esempio dispiacermi per la tua pena e la tua tristezza.

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