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L’insostenibile pesantezza di Donald J. Trump

L’insostenibile pesantezza di Donald J. Trump

Articolo di Giulia Tamborrino

Questo articolo non intende essere una critica aperta alle scelte politiche e alle conseguenti dichiarazioni di Donald Trump, in corsa verso la Casa Bianca per il partito Repubblicano Americano durante le presidenziali di quest’anno. Penso che qualcuno più preparato a proposito dell’argomento sia in grado di scriverne meglio di me.

Quello che mi ha colpito – o meglio, reso sgomenta – sin dal primo istante in cui ho realizzato chi fosse questo Donald J. Trump di cui tutti parlavano è stato certamente l’inadeguatezza della maggior parte delle sue dichiarazioni, sia dal punto di vista di politica ed economia internazionali e interne che da quello di tutti quei diritti riguardo parità e uguaglianza tra esseri umani che fanno del signor Trump un insolito “anticonformista” rispetto alla maggioranza delle Dichiarazioni Universali scritte fino ad adesso.

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In particolare, voglio concentrarmi sul duro giudizio riservato alle donne che Trump non nasconde di avere: non pensavo che “non avere tempo per una completa correttezza politica”, come ha dichiarato lui durante il GOP debate dello scorso agosto, permettesse automaticamente di sparare a zero su principi fondamentali della vita civile di uomini e donne, minimizzando problemi quali il dibattito sull’aborto, le violenze sessuali e il diverso trattamento spesso riservato alla professionalità di una donna rispetto a quella di un uomo.
Non si tratta di correttezza politica: non menzionare le problematiche riguardo alla disparità sessuale ancora ben radicata nella cultura occidentale non è un favore alla sensibilità pubblica, ma solamente un atto di codardia e di falsità. Questo non ammette comunque esprimere apertamente posizioni sessiste, razziste e decisamente inappropriate per l’anno 2016 davanti ad un pubblico come gli Stati Uniti d’America e, di conseguenza, a tutto il mondo.
Il fatto preoccupante non è che il singolo Donald Trump pensi e agisca secondo i suoi modi retrogradi, maleducati e decisamente offensivi, ma che ad oggi sia in netto vantaggio rispetto ai suoi avversari repubblicani e si avvicini sempre di più ad affrontare il candidato democratico per la vera corsa finale alla presidenza. Un numero importante di persone lo segue, crede i suoi ideali o solamente lo preferisce agli altri.

Oltre a gaffes come quella riguardo l’aborto – dopo aver dichiarato che ritenesse che a seguito di questa pratica bisognasse assegnare una punizione alla donna che l’ha subita, Trump ha cercato di correggersi attribuendo la responsabilità legale ai medici che la eseguono per calmare le critiche e le proteste sorte – si è esposto anche riguardo al fenomeno delle molestie e le violenze sessuali: in particolare, riporto un esempio a proposito delle violenze sessuali nelle forze armate.
“26.000 violenze sessuali non segnalate nelle forze armate – solo 238 condanne. Cosa si aspettano questi geni mettendo uomini e donne insieme?”
Trump giustifica quindi un numero tanto elevato di stupri all’interno di una delle istituzioni principali degli Stati Uniti con l’impossibilità per uomini e donne di condividere gli stessi luoghi senza cedere ad istinti animali. Avrà mai sentito parlare di coscienza e arbitrio?

Non si è trattenuto nemmeno dallo sminuire una giornalista che lo stava intervistando, zittendola con la spaventosa dichiarazione che fosse la sua bellezza a garantirle un lavoro: infatti, se non fosse stata attraente, probabilmente sarebbe rientrata nella cerchia di tutte quelle donne a cui si rivolge con termini offensivi – dogs, per citare solo il più “lusinghiero” – senza preoccuparsi di quanto questo risulti inappropriato per un personaggio pubblico visibile come lui.
In generale, Trump tratta l’universo femminile come un universo innamorato del suo fascino da milionario, subdolo, lascivo, pronto a tutto per ingannare un uomo per ottenere tutti i soldi; le donne devono quindi vivere in una condizione di punizione, sottomissione e controllo continuo da parte dell’uomo, che deve sempre rimanere attento che queste non cerchino di aggirarlo.

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Conseguentemente a questa opinione penosa e decisamente retrò a proposito della condizione femminile, non è stato difficile per Trump arrivare a parlare di Hillary Clinton, probabile avversaria che dovrà affrontare successivamente.
Ovviamente il dibattito politico si basa sulla discussione e lo scontro di idee, ma questo non autorizza a portare nella sfera pubblica ciò che da sempre, oltretutto, sarebbe dovuto rimanere in quella privata.
“If Hillary Clinton can’t satisfy his husband what makes her think she can satisfy America?” è il suo infelicemente celebre tweet dell’aprile 2015, sparito in seguito a causa delle critiche ricevute. Il dover ricorrere a fatti privati, specialmente legati al sesso, per demolire il proprio rivale denota quasi sempre la bassezza dei propri contenuti e direi che Trump non fa assolutamente eccezione.

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Come se non bastasse prendersela con la Clinton, la quale ha ignorato la dichiarazione dell’avversario, Trump non si è risparmiato nemmeno su personalità del mondo dello spettacolo, attaccando diverse cantanti e attrici con appellativi dispregiativi legati al loro aspetto o ai loro stili di vita. Per esempio, oltre a definire Angelina Jolie per lui “non attraente”, ha criticato fortemente il fatto che abbia avuto più relazioni nel corso della sua vita, al punto da far sembrare lui “un bambino” a confronto. Oltre alle più che evidenti maleducazione, rudezza e incoerenza – Trump si è sposato ben tre volte, come potrebbe il suo giudizio far vergognare Angelina Jolie? – si potrebbe ipotizzare una buona dose di invidia e repressione, o no Donald?

Non si capisce perché molti Americani scelgano Trump con convinzione o anche solo per rassegnazione, nel dubbio su chi votare. Possibile che non risulti lampante l’enorme passo all’indietro che Donald Trump farebbe fare agli Stati Uniti e, di conseguenza, a tutto il mondo? Possibile che esistano ancora persone che condividono la sua posizione e portano avanti ideali come i suoi nel 2016?
Purtroppo, il suo seguito parla da solo e risponde affermativamente e tristemente a entrambe le domande.
Tutto ciò che rimane da sperare è che queste persone si sveglino con la testa nel ventunesimo secolo e che, continuando a sfruttare al meglio la piattaforma di internet per tramandare cultura e conoscenza – come ci auguriamo di fare con Bossy – l’opinione di molti possa cambiare e tutti possano fare quell’enorme passo avanti per quanto riguarda parità sessuale e uguaglianza finalmente sostanziale di cui il mondo ha ormai davvero bisogno.

Leggi i commenti (1)
  • Quello che più mi lascia perplesso è che molti media, personaggio dello spettacolo ecc… criticano Trump, eppure lui continua ad avere consensi. Ho veramente paura per le prossime elezioni USA, spero che gli americani si rendano conto del pericolo che può rappresentare.

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